La casa intorno all’albero di TBA Studio a Montreal

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Chi raggiunge il Canada in aereo o attraversa le sue enormi distanze in automobile nota, tra le prime cose, una presenza costante e numerosa: gli alberi. Sono talmente rappresentativi del Paese da essere parte integrante della bandiera nazionale, dove campeggia la foglia dell’acero. Non stupisce, quindi, l’approccio che lo studio Tba ha adottato nell’affrontare il restauro e l’ampliamento di un’abitazione unifamiliare a Montréal: il progetto di estensione ruota letteralmente attorno a un importante gruppo di alberi maturi presente sul lotto.

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La corte intorno all’albero esistente

 

Tale rispetto per le preesistenze si manifesta, con una sensibilità che nella progettazione contemporanea ha fortuna sempre più frequente, nella volontà di preservare parte dell’edificio esistente e mantenere la tipologia edilizia a un piano fuori terra. Tipologia, quest’ultima, man mano scomparsa nell’area, a favore di edifici su due piani che occupano quasi del tutto il quartiere di Rosemont-LaPetite-Patrie, una tipica zona urbana nordamericana sviluppata dall’ennesima ripetizione di vie parallele e ortogonali, affastellate da abitazioni unifamiliari su ambo i lati.

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Assonometria di progetto

Le esigenze del committente, dovute all’allargamento della famiglia, hanno reso necessario pensare a un ampliamento della casa esistente, un piccolo «superstite» tipologico costruito sul fondo del lotto (il backyard) e fronteggiato da un ampio giardino. La proposta dello studio Tba di vincolare il progetto alle preesistenze è piaciuta al cliente.

Si sviluppa così un’interessante stratificazione di spazi che attraversa longitudinalmente il lotto. Ogni ambiente è un tassello con un preciso incastro formale e funzionale nel comporre l’immagine complessiva, ben leggibile nella planimetria. Sul fronte strada viene realizzato un nuovo volume che completa l’allineamento alla cortina edilizia degli edifici confinanti. Allo stesso tempo in questo volume è scavata un’ansa che genera un disegno planimetrico curvilineo in positivo/negativo nel definire lo spazio interno e quello esterno.

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Sezione longitudinale

 

Esternamente si ricava un piccolo frontyard, che preserva gli olmi siberiani esistenti. Internamente si forma un ingresso, visibile dalla strada e separato dall’area living/cucina mediante un arredo fisso e un vano semitrasparente dove poter collocare le biciclette.

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Facciata principale su strada

 

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Pianta Piano Terra

La stratificazione procede, dietro a questo filtro, con l’ambiente cucina che affaccia su un piccolo, ma indispensabile cortile interno, mantenendo l’alternanza dentro-fuori che caratterizza tutto l’impianto planimetrico. Il cortile interno è separato dalla zona living tramite una grande vetrata che rende luminosi gli spazi interni e mantiene chiara la leggibilità della vecchia facciata. Questo è costeggiato da un piccolo corridoio che collega all’edificio originario, sul retro del lotto, i cui ambienti più raccolti, isolati e silenziosi si adattano perfettamente ad accogliere le stanze private della casa.

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L’area living guardando verso la corte interna e la struttura preesistente

 

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Zona living guardando verso l’ingresso

 

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Interno dell’edificio preesistente

 

Anche dal punto di vista delle strutture l’approccio ricalca le scelte architettoniche: mantenere e integrare. L’edificio esistente poggia sulle vecchie fondazioni in pietra, mentre l’ampliamento frontale è semplicemente appoggiato al terreno, sorretto da pile superficiali in modo da non intaccare l’apparato radicale profondo degli alberi maturi.

L’intervento ha richiesto tre anni di progettazione e pianificazione, come raccontano i progettisti, in modo da affinare una soluzione che coniugasse tutte le esigenze di un piccolo e articolato intervento: spazi necessari al committente, preesistenze, rispetto delle tipologie urbane e soprattutto budget. Si percepisce che non ci troviamo di fronte a un intervento dai costi senza limiti: questo rende ancora più ammirevole il lavoro svolto nel produrre un’architettura che, agendo in modo marginale sulla preziosità delle finiture e sulla complessità tecnologica, usa in maniera preponderante lo strumento dello spazio, riuscendo a raggiungere un risultato di grande valore architettonico in un ambiente caldamente domestico dalla piccole dimensioni.

di Riccardo Maria Balzarotti, Politecnico di Milano (da YouBuild n.19)

 

LA SCHEDA
Luogo: Rosemont – La Petite-Patrie, Montréal, Québec
Cliente: Privato
Progettista: TBA / Thomas Balaban Architecte
Design Team: Jennifer Thorogood, Mikaèle Fol, Pascale Julien
Strutture: Latéral
Impresa: Rockethammer
Superficie: 135 mq
Anno: 2021
Info: www.t–b–a.com
Fotografie: TBA + Adrien Williams

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