Rinforzo strutturale e consolidamento: l’esperienza Laterlite e Ruregold. Intervista a Gian Domenico Giovannini

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Gian Domenico Giovannini, amministratore delegato di Laterlite

Gian Domenico Giovannini, amministratore delegato di Laterlite, ne è sicuro: oggi è il momento di grande attenzione verso la sismica e i rinforzi strutturali. Come lo è stato qualche anno fa per l’isolamento termico, e prima ancora per l’isolamento acustico. «In questo periodo di distanziamento sociale abbiamo lanciato Leca Smart Webinar, un programma completo di seminari tecnici che sostituiscono e integrano i classici convegni con crediti formativi», dichiara Giovannini. «E stiamo ottenendo un riscontro altissimo sulla tematica del consolidamento di solai, murature e calcestruzzo».  Largo, quindi, alle nuove tecnologie, come l’Frcm (Fiber Reinforced Cementitious Matrix) di cui Ruregold è leader in Italia. Ma non solo, perché Ruregold e Laterlite (con i marchi Leca e CentroStorico) hanno una gran varietà di sistemi a propria disposizione, in modo da poter offrire la soluzione tecnicamente più corretta ai propri progettisti e ai propri interlocutori.

D. Laterlite ha acquistato Ruregold. Quali sono le ragioni di questa operazione?
R. Laterlite negli anni ha avuto un suo percorso di crescita e di evoluzione. Siamo partiti dall’argilla espansa e dalle sue applicazioni. Poi, negli anni Novanta ci siamo trasformati con i premiscelati leggeri per massetti, sottofondi e calcestruzzi, fino a diventare leader nelle soluzioni leggere e isolanti per strati orizzontali. Con il lancio della marca CentroStorico siamo anche diventati esperti nella ristrutturazione e nel consolidamento grazie anche all’introduzione di una gamma di connettori per solette miste. Sempre più dalla nostra clientela ci venivano richieste soluzioni per consolidare non solo i solai, ma anche le murature verticali. Quando è nata l’opportunità di Ruregold, un’azienda innovativa e molto specializzata nel rinforzo strutturale, abbiamo colto la palla al balzo.

D. In quali applicazioni e soluzioni si ottengono particolari sinergie?
R. Laterlite in questi anni ha lavorato molto con la progettazione e la distribuzione, non solo nell’edilizia residenziale, ma anche in quella terziaria-scolastica. I rinforzi strutturali di Ruregold funzionano molto bene con le murature e con i calcestruzzi. In aggiunta, Laterlite offre anche soluzioni per le infrastrutture, per la geotecnica e per i calcestruzzi leggeri negli impalcati, nei ponti e nei viadotti. E allo stesso tempo Ruregold presenta delle soluzioni all’avanguardia per le opere infrastrutturali, in particolare per il ripristino. Il risultato sono soluzioni combinate sia nell’edilizia residenziale sia nelle infrastrutture. Offerte sia ai progettisti sia ai rivenditori, entrambi nostri clienti.

D. In quali tecnologie eccelle Ruregold?
R. Come premessa a questa domanda bisogna introdurre una serie di acronimi derivanti dall’inglese che caratterizzano i nomi di queste tecnologie: Frp, Frcm, Crm e Frc. La prima è una tecnologia che combina dei rinforzi in carbonio con delle resine epossidiche, «Fiber reinforced polymer», quindi a matrice organica. Nata negli Usa, esiste da oltre trent’anni ed è stata sviluppata in tutto il mondo. Mentre una tecnologia più recente è l’Frcm, una combinazione di reti in carbonio o in Pbo (quella fibra dorata da cui deriva il nome di Ruregold, per intenderci) con matrici inorganiche, che viene utilizzata per rinforzi strutturali di murature e calcestruzzo. Si aggiungono anche il Crm, Composite reinforced mortar, ovvero un sistema per il rinforzo delle murature mediante l’impiego di reti preforate in materiale composito e specifiche malte strutturali. Infine, l’Frc, Fiber reinforced concrete, calcestruzzo fibrorinforzato. Ruregold possiede tutte e quattro queste tecnologie, e in particolare è stata la prima a lanciare in Italia l’Frcm, di cui è leader.

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Ruregold sistemi Frcm in Pbo

 

D. Quali sono le caratteristiche e i principali vantaggi del rinforzo strutturale Frcm?
R. Come dicevamo, il Frcm è una tecnologia composta da fibre in Pbo (oppure di carbonio o di altri materiali) e una matrice inorganica. Presenta tanti vantaggi propri dell’Frp, ma riesce a superarne alcuni limiti. Innanzitutto è molto facile da posare e non ha bisogno di maestranze specializzate. Inoltre, va bene sia su muratura sia su calcestruzzo, non ha problemi di umidità, né di temperature elevate causate dal fuoco o dall’esposizione al sole. A differenza del Crm, il classico intonaco armato, viene eseguita con basso spessore. E con grande versatilità di applicazione. In ogni caso, ogni tipologia di intervento si sposa bene con tecnologie diverse. Il vantaggio di Ruregold è quello di avere tutte le tecnologie a propria disposizione e quindi di poter offrire la soluzione tecnicamente più corretta ai propri progettisti e ai propri interlocutori.

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Ruregold sistemi Frcm in Pbo

 

D. Il consolidamento statico dei solai è uno degli aspetti principali quando si affronta una ristrutturazione. Quali sono le tipologie di intervento migliori?
R. Con i marchi Leca e CentroStorico, Laterlite negli ultimi anni ha fatto scuola introducendo prima i calcestruzzi strutturali leggeri (per la creazione di una soletta collaborante con il vecchio solaio) e, poi, i sistemi di connessione a marchio CentroStorico. Le tipologie di solai sono molte, dai più vecchi solai lignei a quelli in putrelle in acciaio costruiti a cavallo delle due guerre, fino ai successivi solai in latero-cemento, che oggi incominciano ad avere 60-70 anni e spesso risultano quelli che necessitano di maggior consolidamento. Laterlite ha sempre operato all’estradosso con calcestruzzi leggeri e connettori, mentre oggi con Ruregold interveniamo anche all’intradosso e con una tecnologia particolare, i sistemi antisfondellamento, qualora ci siano solai in latero-cemento che sfondellano, oppure con rinforzi strutturali in Pbo o Carbonio.

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Ruregold sistemi Frcm in Carbonio

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D. L’idea del Superbonus al 110% può incentivare gli interventi di consolidamento?
R. A me sembra molto positiva l’idea di non lanciare grandi opere pubbliche che hanno un tempo di attivazione di alcuni anni e che servirebbero poco a far ripartire velocemente l’economia. E mi sembra saggio lanciare un incentivo molto forte, quasi shock, che liberi energie e risorse che già ci sono: potrebbe dare una mano a tutto il comparto, dalle piccole e medie imprese fino ai rivenditori, per andare il più velocemente possibile a regime. Il nostro settore ha bisogno di tornare a correre.

 

D. Quali sono le problematiche che si possono risolvere abbinando i prodotti Ruregold e Laterlite?
R. Prima ho parlato di solai, i quali appoggiano sui muri. E una delle ultime soluzioni che abbiamo lanciato si chiama Perimetro Forte, l’innovativo sistema di cerchiatura perimetrale con funzione antisismica. Ruregold è leader nell’Frcm e sta adesso lanciando una soluzione in Crm: avremo quindi la possibilità di consolidare varie tipologie di muri, in particolare quelli in petrame, a sacco, di cui il Centro Italia è particolarmente ricco, in modo da combinare la tecnologia di consolidamento orizzontale dei solai con quella di consolidamento verticale delle murature.

perimetro-forte

D. È possibile risolvere facilmente i problemi di natura statica anche in edifici d’epoca?
R. Dipende, perché se c’è un affresco all’intradosso di un solaio, per esempio, lì non si può intervenire. Al contrario, se c’è un pavimento di pregio all’estradosso, bisognerà intervenire all’intradosso. Nei muri d’epoca la situazione diventa ancora più articolata. In particolare, se esiste una bella muratura faccia vista in pietra bisognerà intervenire senza comprometterla. O, ancora, se l’edificio è abitato, allora si potrà solo intervenire dall’esterno. Oggi esistono tante tecnologie che consentono di trovare delle soluzioni valide per tutte le esigenze, in funzione anche del budget. A tal riguardo, l’anno scorso il nostro ufficio calcoli ha completato più di 800 piccoli e grandi progetti, per il consolidamento sia orizzontale sia verticale, accompagnando il professionista nella scelta della tecnologia e nel dimensionamento della soluzione. In pratica, abbiamo una sorta di centro di esperienza con cui tanti progettisti si confrontano.

 

D. Quali sono le principali soluzioni per il consolidamento strutturale dei solai?
R. È una domanda molto tecnica. La tecnologia maggiormente utilizzata è la soletta mista collaborante, che fa lavorare il vecchio solaio con un rinforzo all’estradosso: un calcestruzzo leggero che non aggrava la struttura esistente, ma che deve essere interconnesso ad essa con connettori. Abbiamo lanciato una soluzione a bassissimo spessore: Micro, un microcalcestruzzo fibrorinforzato che consente di fare interventi su solai in calcestruzzo con spessori molto ridotti. Poi, c’è una tematica ampissima sui sistemi voltati, in cui conviene spesso combinare una tecnologia Ruregold Frcm con fibra Pbo con il riempimento alleggerito in argilla espansa e la finitura con massetti leggeri. L’Italia ha cento tipologie di solai diversi: Laterlite e Ruregold hanno un’ampia offerta di soluzioni, che non sono standardizzate, perché i solai non lo sono. Per esempio, i solai Sap o i solai Varese hanno bisogno di un diverso tipo di connessione, tanto che Laterlite ha portato avanti una ricerca sperimentale presso il Politecnico di Milano, ricostruendo queste strutture rinforzandole. Sulla base di questi test abbiamo sviluppato una tecnologia e una serie di calcoli che forniamo ai progettisti, in grado di aumentarne la portata utile.

Rinforzo strutturale basso spessore Micro Calcestruzzo
Rinforzo-solaio-Connettore Chimico e Calcestruzzo-CentroStorico-Leca
Rinforzo di solaio con Connettore Chimico e Calcestruzzo CentroStorico Leca

 

D. E per le strutture verticali?
R. Esistono le strutture intelaiate in calcestruzzo e quelle in muratura. In quest’ultimo caso, quando l’intervento viene fatto in tutto l’edificio da ambo i lati, con murature molto eterogenee, una tecnologia che spesso risulta valida è quella del Crm: un intonaco armato interconnesso su entrambi i paramenti (interno ed esterno) da connettori e rinforzato da reti che storicamente erano in acciaio mentre oggi, più correttamente, sono in composito per evitare fenomeni di degrado e carbonatazione. Poi, viene utilizzata la tecnologia Frcm con cui si possono fare interventi più mirati, meno invasivi e di minor spessore. Invece, per le strutture in calcestruzzo (travi e pilastri) tipicamente si usa l’Frcm o l’Frp composta da fibra in carbonio e resine epossidiche, oppure è possibile utilizzare la tecnologia dei microcalcestruzzi Hpc per fare dei jacketing particolarmente performanti ai pilastri. La scelta varia in base alla tipologia dei lavori e all’ottimizzazione della performance tecnica ed economica. Pensiamo che con il Sismabonus si possa accelerare il trend di adeguamento sismico dei vecchi edifici già in atto.

calcestruzzi-leggeri strutturali-Leca-centroStorico

D. In media i progettisti italiani sono sufficientemente attenti all’aspetto del consolidamento?
R. Quindici anni fa si parlava quasi esclusivamente di isolamento acustico e si è creata una grande cultura sul tema. Qualche anno dopo è stato il momento dell’isolamento termico, che si è evoluto in efficienza energetica ed è arrivato fino agli edifici nZeb. Oggi è il momento di grande attenzione verso la sismica e i rinforzi strutturali. Faccio un esempio: in questo periodo di distanziamento sociale abbiamo lanciato i Leca Smart Webinar che sostituiscono e integrano i classici convegni con i crediti formativi, e stiamo ottenendo un riscontro altissimo sulla tematica del consolidamento di solai, murature e calcestruzzo. Molto più alto rispetto a quello sull’isolamento termico e acustico. Il problema della sismica è complesso, ma oggi è veramente all’attenzione di tutti. Anche grazie al sismabonus. Un ruolo che ha da sempre Laterlite è quello di semplificare e divulgare complesse tecnologie a una base sempre più ampia di interlocutori. Anche il rivenditore edile, ancora poco preparato, dovrà aggiornarsi.

D. In cantiere gli interventi hanno necessità di un applicatore con una formazione ad hoc?
R. Dipende dalla tecnologia. Il Frp ha bisogno di operatori specializzati che gestiscano la resina epossidica con molta attenzione. Invece, per quanto riguarda le tecnologie a base di fibra+malta cementizia (Frcm) si possono usare maestranze di cantiere, che noi come azienda teniamo a formare su alcune accortezze, perlomeno per i primi interventi.

D. Da un punto di vista della progettazione, quali sono i parametri da tenere maggiormente in conto per il rinforzo strutturale?
R. Sono tantissimi. Se voglio rinforzare una struttura ci sono alcune motivazioni di base. Potrebbe essere degradata, si potrebbe volere un cambio di destinazione d’uso, oppure scegliere di adeguarsi normativamente. Un edificio degli anni ’60, infatti, non è più a norma con l’antisismica di oggi.

D. Può citare qualche utilizzo particolarmente significativo delle soluzioni Ruregold e Laterlite?
R. Ne cito subito uno con particolare gioia, perché rappresenta un po’ la ripresa dei lavori e si trova a Parma, la nostra città, che quest’anno è capitale della cultura. Si tratta della Chiesa di San Francesco del Prato, dove le colonne e i capitelli sono state rinforzate con la tecnologia Frcm Ruregold, con la fibra Pbo che presenta caratteristiche eccezionali. Il riempimento delle volte e il sottofondo al pavimento riscaldante è stato effettuato con un prodotto alleggerito, Lecacem Mini, fornito dal nostro stabilimento di Rubbiano (Parma). Mentre a Milano, prima del lockdown abbiamo eseguito un intervento su solai con prodotti sia Ruregold sia Laterlite. Lo stesso per una bella casa d’epoca a Rapallo (Genova), dove i solai sono stati consolidati con soluzioni Leca Laterlite e i muri con soluzioni Ruregold.

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La chiesa di San Francesco del Prato a Parma, rinforzata con sistema Frcm di Ruregold

 

D. Oltre la ristrutturazione degli edifici, l’Italia ha un grosso problema di adeguamento e manutenzione di viadotti e gallerie. Basti citare il recente caso di Aulla, senza contare il ponte Morandi. Qual è la situazione delle infrastrutture e come bisognerebbe intervenire?
R. La situazione è figlia di anni di modesti investimenti in manutenzione ordinaria e straordinaria. Avendo tanti ponti e viadotti in cattive condizioni strutturali, è chiaro come possano accadere degli incidenti. A questo si lega molta demagogia: grandi proclami e pochi interventi. È una delle classiche soluzioni per rilanciare l’economia quella di costruire nuove infrastrutture. Ma bisogna tenere conto che dal momento in cui si parte alla fine dei lavori possono passare 15-17 anni. In Italia vale la pena iniziare a sistemare quelle che già ci sono e in parallelo di farne partire di nuove. Spero si trovino le risorse e che vengano spese bene per attività di rinforzo in questo comparto. Noi tutti ci auguriamo un piano di interventi pubblici e privati per la manutenzione straordinaria delle nostre infrastrutture.

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Ponte Nicotera – Rinforzo strutturale all’intradosso degli archi con sistema Frcm di Ruregold

D. Tecnicamente sono operazioni di estrema difficoltà oppure affrontabili in sicurezza?
R. Esistono molte imprese specializzate e diverse tecnologie che permettono di lavorare in sicurezza. Nelle ultime settimane abbiamo organizzato una serie di webinar, sia con Rfi sia con Anas, dove è emersa la volontà di trovare delle soluzioni. Noi proponiamo una combinazione di tecnologie Laterlite, per cui si usano calcestruzzi e materiali alleggeriti, con le tecnologie Ruregold Frp e Frcm.

D. Ogni governo promette di sbloccare gli investimenti pubblici, e poi tutto si ferma. Secondo Lei cosa bisognerebbe cambiare?
R. È una domanda estremamente difficile, a cui si rischia di dare una risposa qualunquista. Non ho mai capito se fosse un problema di soldi o di burocrazia, fatto sta che sono tanti anni che gli investimenti pubblici in infrastrutture continuano a ridursi e i tempi continuano a dilatarsi. E le complessità anche. So solo che le tonnellate di carta che dobbiamo fornire per un appalto supereranno presto le tonnellate di prodotto. In più, quando dicono che i cantieri dei lavori pubblici dovrebbero iniziare in un mese, significa che inizieranno tra un anno. In questa
situazione non vedo un miglioramento.

D. Dopo tutto quello che è successo, quali sono le vostre aspettative per il 2020?
R. A che livello sarà la stabilità è molto difficile da dire perché dipende da tre fattori ignoti a tutti. Come andrà avanti il virus, come reagirà il tessuto economico italiano e quali saranno gli incentivi. Spero che si ritorni a un livello di lavoro non molto distante da quello del 2018-2019 (-5-10%), ma temo che questa crisi la pagheremo in qualche anno. C’è da dire però che si sono anche accelerati dei cambiamenti importanti. Per esempio, noi abbiamo portato avanti un’evoluzione aziendale molto veloce in termini di relazione web: abbiamo messo in piedi un sistema di Leca Smart Webinar, formazione smart con i rivenditori e Leca Smart Visit, ovvero delle visite virtuali per i promotori tecnici, con condivisione di documenti e presentazioni. Questo processo ha un riscontro molto positivo nel mondo della progettazione, già abituato a usare gli strumenti informatici e a stare in ufficio. Il modo di fare relazione e formazione verrà rivoluzionato, come lo smart working. Sicuramente la relazione fisica è impagabile e rimarrà. Però, per molte riunioni veloci, è inutile spendere tempo e soldi per spostarsi. Ci sono dei vantaggi evidenti, soprattutto per avvicinare il mercato alle sedi delle aziende in maniera efficiente: sarà una delle eredità positive che ci lascia questo periodo di lockdown.

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