Il restyling di facciata, o la sostenibile bellezza della superficie continua

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La stagione delle grandi trasformazioni a Milano non si è ancora conclusa, ma già sono evidenti a tutti gli esiti delle imprese che hanno interessato il capoluogo lombardo negli ultimi anni, come anche le prefigurazioni future dei siti oggetto di modificazione. Meno appariscenti sono gli interventi di riqualificazione di manufatti esistenti, che tuttavia beneficiano di un crescente interesse da parte di una audience sempre più sensibile ai temi legati alla sostenibilità energetica. Da questa prospettiva, il tema della facciata assume un’importanza cruciale che si sdoppia nel suo agire eticamente ed esteticamente. Da una parte essa è elemento di figurazione a cui si richiede un’idea contemporanea di venustas (leggiadra e aggraziata bellezza); dall’altra essa è dispositivo di controllo del comfort interno degli ambienti, a cui si richiede un altrettanto attuale idea di utilitas e, secondo come si voglia declinare il concetto di durata, di firmitas (solidità).

 

particolare facciata milano di notte
La Serenissima, vista notturna della facciata su via Turati ©Andrea Martiradonna

 

Due facciate a confronto

Presentiamo in queste pagine due progetti di riqualificazione di edifici per uffici a Milano, ad opera di Park Associati, che interpretano questa tematica con approcci affini ed esiti indipendenti, radicati nel contesto in cui si inseriscono: Gioiaotto e La Serenissima. I due progetti sono valsi rispettivamente il riconoscimento Leed Platinum (primo edificio a Milano) e Leed Gold. Il primo è un edificio originariamente denominato Residence Porta Nuova, ultimato nel 1973 su progetto di Marco Zanuso e Pietro Crescini. Si caratterizza per un accentuato senso di orizzontalità che permea il disegno dei prospetti, trattati come un’unica superficie che avvolge gli spazi per uffici e l’hotel.

 

facciata vecchia melchiorre gioia
Gioiaotto, stato pre-progetto visto da via Melchiorre Gioia ©Alessandro Sartori
nuova facciata melchiorre gioia
Gioiaotto, vista notturna di via Melchiorre Gioia a Milano ©Andrea Martiradonna

 

L’operazione di Park Associati consiste nel mettere in evidenza tale orizzontalità, giocando sulla tridimensionalità del prospetto. L’inserimento di elementi verticali che proiettano ombre sui serramenti aumenta l’effetto ritmico e finisce per enfatizzare la continuità delle parti opache, sagomate su un profilo che corre lungo tutto il perimetro. Infatti, il passo dei serramenti è sottolineato all’interno da pinne in vetro extrachiaro che ne aumentano la flessibilità permettendo l’installazione di pareti mobili. All’esterno le pinne si alternano in vetro extrachiaro e colorato in pasta grigio chiaro. Davanti ai pilastri si trovano box in lamiera microforata pressopiegata, a ripartire ulteriormente le strisce orizzontali.

 

 

Variazione sul tema

Il restyling de La Serenissima, edificio progettato nel 1962 per la Campari dai fratelli Soncin, affronta invece il tema della variazione in una facciata scansionata unicamente dal passo del telaio strutturale. Così, l’introduzione di un unico elemento che si ripete in posizioni diverse cambia la natura del prospetto, il quale, da superficie vetrata continua, si trasforma in composizione bilanciata di pieni e vuoti. Sebbene inseriti in contesti urbani diversi, che fanno di questi edifici due architetture incomparabili, possiamo tuttavia riconoscere un tratto che li accumuna, che risiede nel concepire l’involucro come una superficie unica, un fronte saturo che gira sui lati senza soluzione di continuità, siano essi parte di un oggetto isolato, che parte di un isolato urbano. Per la finestra come elemento di impaginazione del prospetto, che trova a Milano un fecondo filone con il lavoro di Lingeri, Asnago e Vender, Caccia Dominioni ed altri, non c’è posto nelle facciate di Park Associati, i quali sembrano richiamare piuttosto le trame ordite da Figini e Pollini e Mangiarotti nello loro pelli tridimensionali.

 

vecchia facciata la serenissima
La Serenissima, stato pre-progetto vista da via Turati / via Cavalieri
nuova facciata la serenissima
La Serenissima, vista via Turati / via Cavalieri

 

Da queste superfici continue, trattate come campiture che potrebbero non finire mai, traspare la volontà di dotare le facciate con sempre maggiore autonomia rispetto al funzionamento interno al corpo di fabbrica. Il rapporto tra interno ed esterno viene delegato alle pelli dell’edificio, che devono essere belle e performanti. Le immagini che proponiamo raccontano l’interessante lavoro di Park Associati sul tema della facciata milanese. Un lavoro che si radica nel solco di una tradizione e si impone all’attenzione per la cura dei dettagli tecnologici senza rinunciare alla necessità di essere contemporanei.

 

 

LA SCHEDA

La Serenissima
Tipologia: riqualificazione edificio per uffici
Programma: uffici
Committente: Morgan Stanley Sgr S.p.A. In qualità di società di gestione del Fondo “Morgan Stanley Italian Office Fund”
Progetto: Park Associati
Concorso: 2008 Progetto primo classificato
Tempo di progetto: 2009-2010
Tempo di cantiere: 2011-2012
Completamento: 2012
Superficie: 8.500 mq
Certificazioni energetiche: LEED Gold

Gioiaotto
Tipologia: riqualificazione edificio per uffici
Programma: uffici, hotel
Committente: Hines Italia SGR
Progetto: Park Associati
Concorso: 2012 Progetto primo classificato
Tempo di cantiere: 2013-2014
Completamento: 2014
Superficie: 6.700 mq
Certificazione energetica: LEED Platinum

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