Colori e prestazioni: ecco l’eco-architettura di Boero

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Boero al Fuorisalone 2018

Boero, azienda italiana leader nel settore dei prodotti vernicianti, è stata protagonista in Piazza San Marco e in Piazza Castello in occasione della Design Week meneghina che ha animato la città dal 17 al 22 aprile.

Nel cuore di Brera, l’azienda di Genova ha curato il progetto di riqualificazione del complesso monumentale del portico del piccolo chiostro, restituendo bellezza – e nuova linfa – a uno degli spazi più storici di Milano, come ci ha raccontato Luca Norman Schettini, Business Developer della linea professionale di Boero: «Il prodotto che ha (ri)dato splendore al chiostro è Solarya 65, massima espressione della tecnologia delle vernici sul mercato. Si tratta di un rivestimento fotocatalitico per esterni, a base di resine silossaniche, caratterizzato da ottima resistenza agli agenti atmosferici e bassa ritenzione di sporco, eccellenti proprietà autopulenti e in grado inoltre di contribuire alla purificazione dell’aria con cui viene a contatto». Solarya fa parte della gamma Painting Natural, che comprende prodotti ecocompatibili ad alta tecnologia e minimo impatto ambientale: di fatto, la sua tecnologia lavora sugli inquinanti atmosferici, innescando una bonifica ambientale grazie al suo lavoro benefico sul pulviscolo atmosferico. Insomma, è un prodotto che regala aria pulita.

 

Un chilometro più in là, in Piazza Castello, Boero ha partecipato al progetto sperimentale Green Smart Living, curato dall’architetto Massimiliano Mandarini, che esplora le soluzioni più sostenibili dell’abitare attraverso i concetti di green e sharing design. Come? Con una casa prototipo a impatto zero e ad altissimo comfort, che Boero ha contribuito a creare con i suoi prodotti vernicianti ecompatibili. Qui è stata realizzata una parete evocativa del mondo naturale grazie all’impiego di una tinta della pittura lavabile ipoallergenica e inodore Bellarya, sempre della linea Painting Natural, che come sottolinea Luca Norman Schettini, «è formulato al 90% con materie prime di origini naturali, allineandosi così in pieno alla filosofia green di Boero e alle idee dell’architetto Mandarini». Perché è la cultura del prodotto ecologico e naturale il valore aggiunto per fare la differenza.

 

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