Il Municipio di Kitagata, un progetto scultoreo e permeabile

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L’abitato di Kitagata, in Giappone, dove su un’area di 5 chilometri quadrati risiedono circa 18mila abitanti, si trova nella piana a Ovest della città di Gifu, capoluogo dell’omonima prefettura, incorniciata a Nord dai profili montuosi che marcano il limite dell’area urbanizzata estesa fino a Nagoya, la vicina metropoli affacciata sull’oceano. In seguito a un concorso, lo studio CAn è stato selezionato per la realizzazione del nuovo municipio di Kitagata. Al progetto è stato richiesto di integrare con caratteri urbani le aree destinate a verde e i servizi della comunità, come il vicino Kirari Learning Center, presenti nelle immediate vicinanze. L’edificio si inserisce in un contesto liminare, cioè a cavallo tra i tessuti molli dell’urbanizzazione diffusa, in ordine prevalentemente ortogonale dettato dalla maglia stradale, e un quartiere di residenze popolari degli anni 2000 (progettato da Akiko Takahashi, Kazujio Sejima, Christine Hawley, Elizabeth Diller, Martha Schwartz, sotto il coordinamento di Arata Isozaki). Il quartiere costituisce un sistema urbano più duro, generato da edifici in linea alti dieci piani che si sviluppano lungo il perimetro dei lotti, e disegnano una sequenza di giardini e corti interne.

 

Gioco di masse

Il progetto, realizzato nel 2016, ha confermato la giacitura viaria e ha inserito, a ridosso del lato meridionale del lotto, un corpo rettangolare che si articola in due volumi appoggiati l’uno sull’altro. Il gioco delle masse sovverte i tradizionali canoni di pesantezza e leggerezza: sovrappone quello che a prima vista appare come un pesante volume troncopiramidale aggettante a un basamento perlopiù vetrato, leggero e immateriale.

 

Kitagata municipio
Vista dal lato Est © Hiroshi Ueda (courtesy CAn)

 

Tuttavia, la pura stereometria del volume superiore subisce una serie di sottrazioni che, tradendo la complessità interna, vengono declinate in due varianti. L’asportazione di massa produce infatti spazi di mediazione che assumono i caratteri di terrazze e pozzi di luce, mentre l’incisione lineare della superficie genera il partito ritmico composto dalle finestre a nastro, presenti anche nel lato massivo del basamento. La bilanciata composizione di questi elementi dona contemporaneamente unità e variazione al corpo di fabbrica.

 

Permeabilità e illuminazione naturale

Il programma funzionale è articolato in modo semplice e chiaro, destinando i tre livelli del municipio ad altrettanti tipi di utenze. Il piano terra, che ospita l’area servizi aperta al pubblico, si struttura come uno spazio assiale, delimitato nei suoi lati minori da una serie di stanze di servizio e aperto alla massima permeabilità su quelli maggiori. La continuità visiva e spaziale è accentuata dalla trasparenza delle superfici, dalla continuità materica delle pavimentazioni tra interno ed esterno, caratteristica che si ripropone nelle terrazze soprastanti, e dall’aggetto del grande elemento troncopiramidale soprastante, impreziosito dall’attento lavoro di sagomatura nelle sue parti esterne.

 

Kitagata municipio intradosso facciata
L’intradosso del volume troncopiramidale © Hiroshi Ueda (courtesy CAn)

 

Sul lato meridionale del progetto si affaccia lo spazio di lavoro, mentre quello settentrionale è servito da un corridoio urbano, una promenade su cui letteralmente si aprono gli spazi ikoi, tsudoi e manabi, pensati per il relax e il tempo libero, nonché l’accesso principale all’edificio. Questo corridoio esterno e coperto, delimitato da una facciata porosa che estende gli ambienti interni fondendoli con quelli esterni, oltre a tessere una forte relazione con la città grazie al suo carattere di apertura e accoglienza, è pensato anche come area di sosta e allestimento in caso di emergenza, integrandosi con l’area del parcheggio antistante.

Il primo e il secondo piano, contenuti nel volume troncopiramidale, ospitano rispettivamente le aree amministrative con gli uffici della protezione civile e la sala del consiglio comunale. Nonostante la divisione funzionale data dal programma, la spazialità interna del progetto risulta impreziosita dal gioco di doppie e triple altezze che, se da un lato definisce ambiti di relazione inaspettati mirati a favorire episodi di socializzazione spontanea tra i diversi fruitori dell’edificio, dall’altro mette in comunicazione i tre livelli del municipio.

 

Kitagata municipio terrazza
La terrazza Sud: ambito di relazione, luogo di sosta e punto d’osservazione © Hiroshi Ueda (courtesy CAn)

 

Il primo e il secondo piano, inoltre, presentano un sistema puntiforme di terrazze e pozzi di luce che lambisce in modo capillare ogni locale del municipio, garantendone l’illuminazione naturale. La pesante massa trapezoidale si scompone e ricompone attraverso una serie di stanze chiuse e stanze a cielo aperto che impreziosiscono la semplicità del programma. In questo modo, oltre a determinare ulteriori ambiti interni di relazione permettendo allo spazio di fluire liberamente tra interno ed esterno anche ai livelli fuori terra, l’edificio diventa un dispositivo di osservazione della città.

 

Kitaga municipio hall scale
La hall di ingresso, uno spazio luminoso caratterizzato dai volumi delle scale © Hiroshi Ueda (courtesy CAn)

 

La hall di ingresso si contraddistingue per il suo sviluppo a tutta altezza, che ricompone e rimisura i tre piani abitati, ed è caratterizzata dalla presenza delle scale trattate come masse che incombono sullo spazio, così come avviene nello spazio ikoi. La scelta dei materiali, dei colori e degli arredi rendono l’ambiente interno piacevole e idoneo alle attività ospitate. Volgendo lo sguardo dal basso verso l’alto risultano chiaramente leggibili gli elementi che compongono lo spazio.

 

Materiali equilibrati e risparmio energetico

Il pavimento, che, a seconda della volontà dei progettisti di far riflettere o meno la luce, presenta finiture in ceramica e resina dai toni caldo-grigi, si pone in diretta continuità con il corridoio urbano e, conseguentemente, con il piazzale esterno, diventando un piano di riferimento assoluto in grado di lavorare sia alla scala dell’architettura sia a quella della città. Su questa superficie scura poggiano gli arredi che alternano finiture con accesi colori primari e tenue legno chiaro. Servono, i primi, a vivacizzare l’ambiente, mentre i secondi ad ammorbidirlo. L’intonaco bianco applicato su pareti, controsoffitti e pilastri esalta l’articolazione formale degli elementi e allo stesso tempo li armonizza, distribuendo in modo omogeneo la luce naturale che penetra dalle vetrate e riflette sui pavimenti.

 

Kitagata municipio spazio tsudoi
Lo spazio tsudoi in diretta connessione con il piazzale antistante © Hiroshi Ueda (courtesy CAn)

 

Strategie di risparmio energetico passivo e attivo sono precisate attraverso il sistema di circolazione dell’aria, dall’ombreggiamento estivo e irraggiamento invernale garantito dal volume aggettante e dall’adozione di soluzioni impiantistiche all’avanguardia. Particolare attenzione è stata inoltre rivolta al sistema antisismico, che prevede una piastra di isolamento tra le fondazioni e le strutture verticali.

 

Kitagata municipio piastra isolamento sismico
Piastra di isolamento sismico, courtesy CAn

 

Il filo rosso

Nell’esperienza di questo progetto è possibile rintracciare un filo rosso che sembra orientare le scelte dei progettisti: la volontà di garantire una forte relazione spaziale e visiva tra interno ed esterno, tra chiuso e aperto, attraverso la ridefinizione architettonica del limite. Infatti, le relazioni che il municipio intrattiene con la città si costruiscono attraverso: la continuità degli ambienti, tesa ad annullare la perimetrazione degli spazi e piuttosto a suggerire modi d’uso; la conformazione di luoghi di mediazione, che permettono di uscire rimanendo dentro. Infine, il duplice carattere di intro-estroversione di un edificio che guarda e si fa guardare.

 

LA SCHEDA

Committente: Città di Kitagata
Progetto: CAn (Susumu Uno) con Keitaro Muto Architects
Info: c-and-a.co.jp

Area totale: 5.760 mq
Area Coperta: 2.690 mq
Superficie Calpestabile: 5.220 mq
Altezza edificio: 13 m

 

Gerardo SemprebonGerardo Semprebon, architetto, è dottorando di ricerca al Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani e alla Shanghai Jiaotong University, Department of Civil Engineering. La sua ricerca si concentra sulla riattivazione di piccoli insediamenti in Cina. Dopo il diploma di maturità scientifica frequenta il Politecnico di Milano e nel 2013 si laurea in Architettura. Da allora svolge attività progettuale a livello concorsuale, professionale e di ricerca.

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