Teatro Galli di Rimini: per il restauro laterizi su misura con SanMarco Terreal

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È un restauro minuzioso, filologico, attento alla preesistenza quello che è attualmente in corso al Teatro Galli di Rimini, il più grande, dopo quelli di Fano e di Terni, progettato dall’architetto modenese Luigi Poletti nel 1843. Dopo i bombardamenti del 1943, ben poco era sopravvissuto oltre al foyer e alla facciata, ma l’obiettivo del progetto è stato quello di riscostruirlo e riportarlo alla sua originaria funzione.

La storia del Teatro Galli di Rimini

È una storia travagliata quella del Teatro Galli di Rimini, lesionato da un terremoto nel 1916, distrutto dai bombardamenti alleati del 1943, usato come cava per il recupero di materiali edili e ampiamente saccheggiato negli anni del degrado. La progettazione venne affidata nel 1840 all’architetto Luigi Poletti, che studiò un progetto in stile Neoclassico e la prima pietra posata nel 1843. La costruzione, conclusa al rustico nel 1846, subì un periodo di fermo lavori che si sbloccò solo nel 1854 per giungere alla grande inaugurazione nel 1857 con l’Aroldo di Giuseppe Verdi e alla presenza del Maestro. Dopo il terremoto del 1916, il teatro fu chiuso e riaperto solo sette anni dopo, a seguito di un lungo lavoro di consolidamento e restauro, con la Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai. L’ultima opera rappresentata, prima dei bombardamenti del 28 dicembre del 1943, fu la Madame Butterfly di Giacomo Puccini andata in scena nella primavera dello stesso anno.

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Teatro Galli di Rimini (1944)

Già nel 1955 si incomincia a parlare della ricostruzione del teatro indicendo un bando di concorso che non portò a risultati e nel 1959 si pensò bene di demolire la parte distrutta per costruire una palestra. E proprio in questa fase ci si accorge delle importanti preesistenze storiche sulle quali il teatro era stato costruito, i forni cittadini risalenti al XVIII secolo, i resti di un quartiere medievale e la basilica paleocristiana. È del 1969 il primo intervento di restauro che terminò nel 1975 con la costruzione della sala consiliare, la Sala Ressi e del 1985 il concorso bandito dal Comune che vide nel 1999 la vittoria di un progetto in stile contemporaneo, bocciato però dalla cittadinanza innamorata dello stile originario del teatro: impostazione fortemente appoggiata nel 2002 anche dall’allora sottosegretario per i Beni Culturali, Vittorio Sgarbi. Un nuovo progetto, rispettoso della preesistenza polettiana, prende l’avvio su incarico del ministero dei Beni Culturali a firma dell’architetto Pierluigi Cervellati, e viene concluso nel 2004. Il restauro viene eseguito in varie fasi, a partire dal 2010, con fine lavori prevista per il 2018.

Restauro Teatro Galli, tra recupero storico e adeguamento strutturale

Il progetto esecutivo, curato da un gruppo di lavoro formato da specialisti del settore, ha tenuto conto di veri aspetti, riuscendo a combaciare diverse esigenze, nel rispetto dell’opera storica, e delle preesistenze archeologiche, ma nello stesso tempo adeguandola alle normative vigenti, non ultimo quella sismica e di prevenzione incendi, e alle mutate aspettative di fruibilità di un luogo per intrattenimenti pubblici all’insegna della contemporaneità.

I lavori di ricostruzione filologica hanno attraversato tre fasi. La prima, iniziata nel 2010 e terminata nel 2015, ha interessato il foyer, per l’adeguamento sismico, impiantistico e le finiture d’interni; la torre scenica è stata interessata da un’importante indagine archeologica iniziata nell’agosto 2015 e terminata nell’aprile 2016; la ricostruzione della struttura della sala ha avuto inizio nel 2014, con stati di avanzamento complessi e lunghi dovuti agli interventi in un’area archeologica di tale importanza, e che ha portato alla costruzione della struttura in cemento armato e acciaio con l’ultimazione della copertura in legno lamellare e del manto di copertura in tegole. Attualmente sono in fase di completamento le pareti esterne di tamponamento della struttura, realizzate in mattoni faccia vista a pasta molle e laterizio termico, e la realizzazione della struttura prefabbricata della torre scenica. La fine lavori di restauro è prevista per aprile 2018.

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La prima operazione eseguita è stata quella di riportare alla luce le preesistenze archeologiche sulle quali il teatro era stato costruito: un quartiere medievale, una basilica paleocristiana, un sito funerario e i resti di Ariminum, la Rimini romana, con le fondazioni in pali di legno portanti dell’edificio in età coloniale, pozzi di vari periodi storici e una fossa utilizzata in età repubblicana probabilmente per il prelievo di argilla. Una storia riscoperta e messa a disposizione dei cittadini grazie a opere di coperture vetrate e alla realizzazione di percorsi che hanno reso visitabili i siti archeologici. Inoltre, gli scavi nelle zone perimetrali esterne al teatro, finalizzati al rinvenimento dei reperti, hanno permesso anche di aumentare gli spazi, in interrato, da destinare ai servizi del teatro, come camerini, vani tecnici e una ottimizzazione del passaggio degli impianti oltre a permettere una migliore areazione dei vani interrati.

Laterizi su misura per le facciate del Teatro Galli

Sono 88 gli stampi fatti su misura da SanMarco Terreal per le facciate e le cornici del Teatro Galli, 150mila pezzi a pasta molle fatti a mano, prodotti in stampi realizzati rigorosamente in due essenze in legno. «È stato un lavoro fatto su misura, un tailor made cucito su una preesistenza importante come quella del teatro Galli», spiega l’architetto Franco Favaro, responsabile SanMarco_Lab, Promozione e sviluppo prodotti. Gli elementi in laterizio sono stati prodotti presso la sede SanMarco di Noale, in provincia di Venezia, l’unico stabilimento nel quale convivono la produzione industriale e quella fatta a mano.

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Pezzi speciali prodotti da SanMarco Terreal nello stabilimento di Noale

«Il lavoro si è svolto in due fasi. La prima, con i tecnici della fornace abbiamo affiancato la progettazione e l’impresa di costruzione nella campionatura dei vari pezzi in cantiere e la produzione di un abaco di prodotti. Un’attività svolta in circa otto mesi. Una volta campionati i pezzi da produrre siamo partiti con la realizzazione di campioni che sono stati vagliati dall’architetto Vincenzo Napoli della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini». Le argille scelte per la produzione dei pezzi sono di due tipi, una più chiara e una più scura, per creare degli effetti stonalizzati sulle pareti di nuova realizzazione, rispettando la qualità e le cromie delle preesistenze. «Prima della cottura, tutti i pezzi vengono fatti essiccare, alcuni pezzi anche per 45-50 giorni, con la perdita del 25/27% di acqua e con la riduzione di volumi di circa il 9%. Una volta essiccati, viene preparato a mano il carro di cottura e messo nel forno a temperature di 1000 gradi. Il tempo di cottura è di due giorni».

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Elemento in laterizio e lo stampo in legno utilizzato per la produzione
Laterizio nel teatro galli di Rimini
Prove di messa in opera in stabilimento di un cornicione in laterizio

La muratura in laterizio non ha una funzione strutturale, ma di rivestimento di pareti in calcestruzzo o murature realizzate con mattoni termici, che riproducono gli spessori progettati dal Poletti. I mattoni faccia a vista sono posati a posa gotica, a fascia e punta. Il progetto ha tenuto conto anche di aspetti di contenimento dei consumi energetici, raggiungendo valori di trasmittanza importanti. Le murature realizzate in mattoni faccia a vista e laterizi termici hanno una trasmittanza di 0,28 W/mqK che aumenta in corrispondenza dei solai a 0,32, un valore comunque sempre performante.

Progettazione acustica: no a tende e velluti

Il progetto del Teatro Galli di Rimini è di quelli complessi, che prende in considerazione le moderne esigenze di un teatro studiato per rappresentazioni liriche, spettacoli di danza, ballo e anche musica sinfonica, con presenze in contemporanea fino a un massimo di 100-120 persone tra cantanti, attori e ballerini e 50-80 musicisti. In primo luogo, quindi, si sono studiati e ricavati nuovi spazi di servizio sfruttando un piano seminterrato e due piani interrati sotto al palcoscenico, oltre agli spazi laterali al palco fino alla graticcia, per camerini, sartoria, uffici e vani tecnici. Il grande palcoscenico misura circa 350 metri quadri ed è stato realizzato con una pendenza del 4% per permettere una migliore visibilità dalla platea e dai palchi. Anche la platea è in contropendenza, per lo stesso motivo. La sala può ospitare 276 posti, mentre i tre ordini di palchi ospitano 92 poltrone per piano, ai quali si aggiungono i 132 posti a sedere del loggione, disposti a gradinata. La fossa per l’orchestra è mobile, con la possibilità di assumere tre differenti configurazioni: a piano platea, abbassata o a piano palco, per aumentare di superficie le zone palco o platea a seconda delle necessità di rappresentazione o di affluenza. Con la fossa orchestra portata a livello platea, si aumenta di 72 posti la capienza della sala.

Vietate le tende e i velluti per garantire una perfetta resa sonora in uno spazio dedicato alla musica. Tanto quanto il progetto architettonico, è importante il progetto acustico, per una destinazione così sensibile come un teatro prevalentemente dedicato a rappresentazioni liriche. Quindi ogni elemento deve concorrere a garantire una perfetta resa acustica sia per gli spettatori
in sala, ma anche per gli orchestrali e i cantanti, considerando anche l’abbattimento dei suoni provenienti dall’esterno. La realizzazione di una sala caratterizzata da una acustica eccellente dipende da più fattori, che vanno dalla scelta delle forme e delle superfici ai materiali utilizzati per i rivestimenti e i pavimenti. Sì, quindi, a legni come il rovere e il ciliegio, no ai tessuti che possono attutire i suoni.

Progetto acustico nel teatro Galli
Progetto acustico Teatro Galli di Rimini

Grande attenzione anche alla progettazione di alcuni punti che possono causare problemi, come la volta del teatro, per la quale devono essere scelti accuratamente la forma e i materiali per evitare effetti di focalizzazione o la pavimentazione della platea, per la sua estrema rilevanza nel comportamento acustico dell’intera cavea e anche le pareti laterali che possono pregiudicare l’ascolto nella seconda parte della cavea, sempre a causa della focalizzazione del suono, come frequentemente riscontrato in molti teatri.

(Laura Verdi)

LA SCHEDA

Intervento: progetto di restituzione filologica e tipologica del Teatro Amintore Galli
Location: Rimini
Progetto: Comune di Rimini
Anno di realizzazione: in corso di realizzazione
Impresa esecutrice: Raggruppamento Temporaneo d’Imprese fra C.M.B. Società Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi (Mandataria) e Idrotermica Soc. Coop. di Forlì (Mandante)
Tegole, mattoni e decorazioni in laterizio a pasta molle: SanMarco Terreal – www.sanmarco.it

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