Su YouBuild di luglio come integrare un approccio performance-based con una visione place-based

Architettura rigenerativa, tra performance e identità del luogo

In un’Italia che evolve e ridisegna le sue coordinate urbane, YouBuild dedica il nuovo numero a una riflessione cruciale: come integrare un approccio performance-based con una visione place-based ecologica e culturale.

Un viaggio tra progetti, visioni e metriche che ci racconta un’evoluzione della pratica architettonica: dal paradigma della sostenibilità come riduzione dell’impatto negativo, al design rigenerativo che punta alla co-generazione di capitale ecologico e sociale.

Performance-based: dati e tecnologia al servizio dell’efficienza

Architetture capaci di misurare il proprio impatto energetico e ambientale con precisione. Dal Centro Polis di Lugano con i suoi 173 kWp in facciata fotovoltaica, al living lab urbano di The Sustainable City a Dubai, che registra una riduzione del 78% di CO2 e il 100% di riciclo delle acque reflue.

Il progetto EZ Parque da Cidade a San Paolo rivela come le strategie bioclimatiche possano dialogare con i contesti climatici locali: la tipologia “a mulino a vento” ottimizza flussi di ventilazione e luce naturale.

Place-based: cultura, memoria e rigenerazione sociale

Nel panorama italiano, emerge una scala contestuale e culturale del progetto. L’intervento di Rigon Simonetti sulla Casa dei Tigli lavora sull’energia incorporata nell’edificio esistente, riducendo il metabolismo entropico del costruire.

A Pescara, Giovanni Vaccarini reinventa il trabucco come gesto architettonico contemporaneo, radicato nell’identità locale.

La riqualificazione di Pirelli 35 a Milano, firmata da Snøhetta e Park Associati, restituisce alla città uno spazio permeabile, inclusivo e in dialogo con il paesaggio urbano.

Il Molo Beverello a Napoli si trasforma in infrastruttura relazionale e punto di bellezza urbana, con tetti-passeggiata, connessioni alla metro e una forte attenzione all’accessibilità.

Infrastrutture e cultura industriale: reti e comunità

La visione sistemica di Rete Irene porta la cultura industriale dentro il tema della rigenerazione urbana. Con più di 200 interventi, certificazioni CasaClima e protocolli dedicati, Irene diventa un ecosistema operativo: elettrificazione, comunità energetiche e credito flessibile sono strumenti concreti per rispondere ai bisogni reali. Come evidenzia il presidente Manuel Castoldi, la transizione ecologica non è solo tecnologia, ma cultura condivisa.

Verso il net-positive: l’architetto come direttore d’orchestra

Questa sintesi tra approccio tecnologico e culturale ridefinisce il ruolo dell’architetto: da creatore di oggetti a regista di relazioni e sistemi. L’obiettivo non è solo “fare meno male”, ma “fare il bene”: generare un impatto netto positivo su biodiversità, salute degli ecosistemi, coesione sociale e benessere umano.

In questo numero di YouBuild, la rigenerazione si manifesta come atto concreto, tecnico e poetico insieme. È tempo di progettare spazi che generano valore – per le persone, per l’ambiente, per il futuro.

di Livia Randaccio, Emanuele Naboni

 

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