Negli ultimi anni, il tema della sicurezza nei cantieri è tornato al centro del dibattito pubblico con una forza che non può più essere ignorata. I numeri parlano chiaro: tra il 2017 e il 2023 si sono contati 9.263 morti sul lavoro, una media che supera i tre decessi al giorno.
Nonostante gli oltre 4,4 miliardi di euro investiti finora, la distribuzione delle risorse non ha saputo intercettare in modo efficace le aree a maggior rischio.
È un segnale inequivocabile: il sistema attuale non basta più. Serve un cambio di paradigma, fondato su dati, tecnologie e capacità predittiva.

Un’emergenza strutturale: i dati sugli infortuni nei cantieri
Un’analisi più approfondita delle dinamiche di cantiere conferma che il problema non è episodico, ma strutturale. Nel settore delle costruzioni, secondo i dati Inail, la caduta dall’alto o in profondità rappresenta il 58,3% degli infortuni mortali.
Le vittime sono soprattutto operai, in particolare nella fascia 55–64 anni, dove l’esperienza maturata negli anni si trasforma talvolta in una pericolosa sottovalutazione dei rischi e in una minore propensione all’uso dei dispositivi di protezione individuale.
È un campanello d’allarme che richiama l’urgenza di investire nella cultura della sicurezza fin dalle prime fasi della formazione professionale.
Le cause principali degli incidenti e il ruolo della formazione
I dati mostrano inoltre che le cause più ricorrenti degli incidenti non sono eventi eccezionali, ma carenze organizzative e operative: procedure non rispettate, comportamenti non sicuri, ambienti privi di adeguate protezioni, attrezzature non conformi.
Le criticità procedurali e le condizioni di insicurezza del contesto di lavoro costituiscono una quota significativa degli incidenti gravi e mortali, evidenziando la necessità di un approccio sistemico e non solo regolamentare.

Digitalizzazione e tracciabilità: i nuovi pilastri della sicurezza
Negli ultimi anni, l’attenzione istituzionale si è intensificata. Gli interventi normativi più recenti, insieme al richiamo della Presidenza della Repubblica a considerare la sicurezza un diritto inalienabile e un impegno quotidiano, sottolineano la necessità di una revisione culturale profonda.
Oggi la sicurezza si fonda su tre pilastri imprescindibili: digitalizzazione dei processi, tracciabilità delle attività e qualificazione continua dei lavoratori.
La combinazione di questi elementi consente di affrontare criticità storiche come la scarsa trasparenza, la difficoltà di controllo e la frammentazione informativa.
AI e IoT per il monitoraggio predittivo dei cantieri
La diffusione di piattaforme digitali, sensori IoT, sistemi di visione artificiale e strumenti di analisi predittiva sta trasformando il modo di interpretare la sicurezza nei cantieri.
La digitalizzazione permette di monitorare in tempo reale attività e presenze, prevenire comportamenti rischiosi attraverso alert automatici, garantire l’autenticità delle informazioni e gestire documenti e verifiche in modo strutturato.
La sicurezza non è più un insieme di adempimenti formali, ma un processo dinamico, alimentato da dati affidabili e tecnologie integrate.
In questo scenario si inserisce l’impegno di Harpaceas, che da anni contribuisce alla modernizzazione dei cantieri attraverso soluzioni digitali avanzate e partnership strategiche, come quelle con Binoocle e Tokbo.
Binoocle e Koone: analisi comportamentale e prevenzione in tempo reale
Binoocle opera all’intersezione tra Intelligenza Artificiale, Data Science e Scienze Cognitive, con l’obiettivo di analizzare non solo ciò che accade in cantiere, ma anche le dinamiche comportamentali che precedono situazioni di rischio.
Il sistema modulare Koone, sviluppato dall’azienda, integra tecnologie IoT e algoritmi di visione artificiale per riconoscere l’uso dei Dpi, individuare zone pericolose, controllare distanze di sicurezza e analizzare i comportamenti in tempo reale.
I suoi moduli — Koone Guard, Koone Insight e Koone DocCheck — permettono rispettivamente di monitorare aree critiche, generare report predittivi e verificare automaticamente documenti e certificazioni.
Il recente confronto al BIMsummit 2025 ha confermato come approcci basati su AI e analisi comportamentale stiano diventando fondamentali per evolvere verso modelli di sicurezza predittiva e data-driven.

Tokbo: sensori intelligenti per il monitoraggio strutturale
Accanto a queste soluzioni, Tokbo introduce un’innovazione radicale nel monitoraggio strutturale: bulloni intelligenti dotati di sensori fisici e accelerometrici che trasformano le giunzioni in vere e proprie sonde di controllo.
Questi dispositivi rilevano in tempo reale forza di serraggio, vibrazioni, inclinazione e temperatura, parametri essenziali per valutare lo stato di salute delle strutture.
Le recenti disposizioni del Mit sulle Linee Guida per i ponti esistenti confermano l’importanza di tecnologie di monitoraggio continuo, ambito in cui Tokbo rappresenta una soluzione ideale, soprattutto per le infrastrutture in acciaio.
L’integrazione dei dati nel flusso Bim consente inoltre una gestione informativa continua e allineata alle nuove normative.
Harpaceas e la trasformazione digitale della sicurezza
Questa evoluzione si inserisce nel percorso che Harpaceas porta avanti da anni. Già nel 2024 l’azienda aveva contribuito alla Uni/PdR 168, dedicata alla gestione digitale della documentazione nei cantieri, ponendo le basi per un sistema più efficiente, integrato e sicuro.
La sicurezza richiede oggi una convergenza tra tecnologie, competenze, governance dei dati, formazione continua e partecipazione attiva di tutti gli attori coinvolti.
Harpaceas opera per favorire questa transizione, accompagnando enti pubblici, imprese e professionisti verso modelli collaborativi e digitali, in linea con le esigenze di un settore che vuole evolversi verso cantieri moderni, trasparenti e più sicuri.
Verso una cultura della sicurezza data-driven
La sicurezza nei cantieri non è solo un obbligo normativo: è una responsabilità condivisa e un fattore strategico per la competitività del settore.
L’evoluzione digitale, insieme alle nuove disposizioni normative, segna l’inizio di una stagione in cui tecnologia, dati e competenze lavorano insieme per ridurre i rischi, migliorare i processi e proteggere le persone.
Harpaceas continuerà a contribuire a questa trasformazione, mettendo a disposizione know-how, soluzioni tecnologiche e una visione sistemica che unisce innovazione, sicurezza e qualità dei processi, con l’auspicio di stimolare interventi concreti in tutto il comparto.