Restauro della Stazione Centrale di Copenaghen: padiglioni in legno reversibili, hall più trasparente e flussi ottimizzati

La Stazione Centrale di Copenaghen, capolavoro di Heinrich Wenck del 1911, fonde stile nazional-romantico e modernità, diventando un vivace hub multimodale che collega treni suburbani e metropolitana, cuore pulsante della città. Ecco il progetto di Gottlieb Paludan Architects, Artelia e Slots-og Kulturstyrelsen.

Gottlieb Paludan Architects, Artelia e Slots-og Kulturstyrelsen guidano la trasformazione della Hovedbanegård, puntando a renderla più sicura, accessibile e trasparente.

La hall viene riorganizzata per valorizzare l’architettura storica: un’area è dedicata al viaggio (ascensori, informazioni, attesa), l’altra ai servizi commerciali, ottimizzando flusso e fruizione. Il progetto è pensato per accogliere circa 100.000 passeggeri al giorno, con previsioni oltre i 120.000 grazie all’espansione della metropolitana.

Render della galleria principale. La storia architettonica rivive nelle texture lignee incise con CnC
Render della galleria principale. La storia architettonica rivive nelle texture lignee incise con CNC

Icona storica e sostenibile

La Stazione Centrale di Copenaghen è molto più di una semplice infrastruttura ferroviaria: è un simbolo nazionale, un laboratorio di architettura storica e una testimonianza della capacità danese di unire tradizione e innovazione.

L’edificio si distingue per una costruzione solida e lungimirante, che combina raffinatezza architettonica e scelte costruttive sostenibili.

Elemento iconico della stazione è la grande copertura della hall centrale, realizzata con archi in legno di pino nordico secondo la tecnica Bohlenständerbau.

La grande hall all’inizio del Novecento. La maestosa copertura in legno, con le sue arcate ritmate, accoglieva già allora migliaia di viaggiatori ogni giorno. Un simbolo di modernità e orgoglio nazionale, concepito per durare nel tempo | ©Ernst Nyrop-Larsen (1866 -1931)
La grande hall all’inizio del Novecento. La maestosa copertura in legno, con le sue arcate ritmate, accoglieva già allora migliaia di viaggiatori ogni giorno. Un simbolo di modernità e orgoglio nazionale, concepito per durare nel tempo | ©Ernst Nyrop-Larsen (1866 -1931)

Questo sistema modulare di archi principali e secondari conferisce ordine e armonia allo spazio, garantendo al tempo stesso flessibilità strutturale. Il legno, materiale naturale e rinnovabile, ha un basso Global Warming Potential (Gwp) rispetto a calcestruzzo e acciaio, riducendo l’impronta ecologica dell’opera. I giunti meccanici e non permanenti rendono la struttura adattabile a futuri interventi o restauri, in linea con i principi della circolarità.

Le travi lignee, verniciate nei toni tradizionali di rosso, ocra e verde, rafforzano l’identità visiva della hall e l’integrazione tra struttura e decorazione.

Anche gli altri materiali riflettono scelte mirate alla durabilità: le facciate in mattoni smaltati a mano, il basamento in granito e le coperture in ardesia garantiscono elevate prestazioni nel tempo con minima manutenzione.

Dettagli in arenaria scolpita, vetri colorati a motivi araldici e porte in quercia massiccia, in parte originali, conferiscono all’edificio un’identità storica forte e autentica.

La stazione nasce come infrastruttura, ma diventa presto patrimonio culturale | ©Peter Elfelt (1866 -1931)
La stazione nasce come infrastruttura, ma diventa presto patrimonio culturale | ©Peter Elfelt (1866 -1931)

L’intera architettura mostra come, già nei primi del Novecento, fosse possibile concepire un edificio pensato per durare, capace di evolversi senza perdere integrità e anticipando molte istanze dell’architettura sostenibile contemporanea.

La sua conservazione e valorizzazione rappresentano oggi un impegno architettonico e culturale di rilevanza internazionale.I nuovi padiglioni nella hall della Stazione Centrale di Copenaghen rappresentano un intervento attento e rispettoso del contesto storico-architettonico, capace di coniugare memoria e innovazione.

Realizzati interamente in legno, questi volumi adottano un approccio costruttivo sostenibile, modulare e reversibile, garantendo flessibilità d’uso e facilità di manutenzione nel tempo.

Il legno, materiale naturale e a basso impatto ambientale, è stato scelto per le sue proprietà tecniche ed estetiche e per il forte legame con il contesto, essendo una risorsa locale, contribuendo così a contenere l’impronta ecologica complessiva dell’intervento.

In costruzione. Già nelle immagini storiche la hall si presenta come spazio pubblico aperto, vivido e dinamico. Un ambiente pensato per accogliere, orientare e rappresentare l’identità di una città in crescita | ©Peter Elfelt (1866 -1931)
In costruzione. Già nelle immagini storiche la hall si presenta come spazio pubblico aperto, vivido e dinamico. Un ambiente pensato per accogliere, orientare e rappresentare l’identità di una città in crescita | ©Peter Elfelt (1866 -1931)

I padiglioni

L’unicità dei padiglioni risiede nel linguaggio decorativo, ispirato alle botteghe originali della stazione nei primi del Novecento. L’obiettivo è recuperare l’atmosfera e l’eleganza dei negozi storici reinterpretandone texture, cornici lignee e motivi ornamentali in chiave contemporanea.

Tecnologie digitali avanzate, come la fresatura Cnc, hanno permesso di incidere sui pannelli in legno motivi tratti da fotografie d’archivio e dettagli originali, creando superfici vibranti e raffinate che restituiscono profondità visiva e continuità con la storia del luogo.

L’uso del legno come materiale strutturale e di rivestimento rafforza inoltre il legame con la costruzione originaria della stazione, dove il legno è elemento principale della grande copertura ad archi.

Dal punto di vista percettivo, i padiglioni sono concepiti come elementi d’arredo inseriti in un unico grande spazio pubblico, non come edifici autonomi, ma come oggetti coerenti con la scala e la ritmica dell’edificio esistente.

Stato di fatto
Stato di fatto

In questo modo, il progetto valorizza l’identità storica della stazione e introduce un nuovo paradigma per l’architettura degli interni ferroviari, capace di rispettare il passato e rispondere alle esigenze contemporanee di sostenibilità, fruibilità e qualità spaziale.

La trasformazione della Stazione Centrale di Copenaghen si basa su una visione chiara: creare un ambiente spazioso, trasparente e intuitivo, dove i flussi dei passeggeri possano muoversi in modo ordinato e naturale.

In un nodo che oggi accoglie oltre 100.000 persone al giorno, con previsioni di crescita oltre i 120.000 nei prossimi anni, diventa essenziale disporre di una struttura leggibile, coerente e orientata all’esperienza dell’utente.

Hall luminosa e accessibile

La configurazione originale della stazione era già innovativa: la sala partenze separata da quella degli arrivi anticipava concetti tipici degli aeroporti moderni.

Il nuovo layout progettato da Gottlieb Paludan Architects riprende questo principio, riducendo gli spazi commerciali da quattro a due e ricreando una simile suddivisione funzionale. Questa trasformazione offre una hall più chiara e sicura, aumentando la percezione di trasparenza.

L’organizzazione spaziale della main hall è ripensata per massimizzare visibilità e orientamento: l’apertura dello spazio centrale permette di attraversare lo sguardo l’intera hall senza ostacoli, facilitando l’individuazione dei punti chiave del percorso.

Gli ascensori, riallineati lungo un asse longitudinale, collegano direttamente gli ingressi est e ovest e diventano elementi guida evidenti verso i binari. La nuova configurazione ottimizza i movimenti, riducendo tempi di attesa, disorientamento e affollamenti critici.

Il nuovo progetto
Il nuovo progetto

Una grande tabella delle partenze, posta nel fulcro dello spazio, insieme a una segnaletica gerarchica, che privilegia informazioni di viaggio, orientamento e solo successivamente elementi commerciali, guida i passeggeri con chiarezza.

La luce, naturale e artificiale, gioca un ruolo centrale: ampi lucernari e grandi aperture vetrate garantiscono un’illuminazione diurna generosa, mentre il nuovo sistema di illuminazione artificiale, calibrato sul layout aggiornato, assicura uniformità e comfort anche di sera.

Nessun angolo rimane in ombra o escluso, contribuendo a un’atmosfera aperta, sicura e accessibile.

Questa visione trasforma la stazione da semplice infrastruttura in spazio civico contemporaneo, dove ogni elemento architettonico è al servizio dell’orientamento, della sicurezza e dell’accoglienza. Un patrimonio storico che evolve con intelligenza, proiettandosi verso il futuro della mobilità urbana.

Lighting design

L’illuminazione gioca un ruolo centrale nella valorizzazione architettonica e funzionale della Stazione Centrale di Copenaghen.

Il concept di lighting design nasce dall’idea di rafforzare l’identità storica della hall principale, migliorando al contempo percezione dello spazio, sicurezza e orientamento dei passeggeri.

L’intervento parte dal rispetto per l’impianto esistente, valorizzando gli elementi originari. I lampadari in vetro, pendenti lungo le navate laterali e le arcate, vengono integrati e potenziati in numero e posizione.

Ogni campata della navata centrale è dotata di un punto luce, garantendo coerenza ritmica e visiva all’intera struttura. I pendenti in vetro sfaccettato richiamano le lampade storiche e, al contempo, riflettono e amplificano la luce, dialogando armoniosamente con l’architettura esistente.

Realizzata con sistemi costruttivi sostenibili e reversibili, la nuova copertura in legno dialoga con l’architettura storica della stazione, aggiornandola alle esigenze contemporanee di comfort, efficienza e durabilità, senza alterarne l’identità
Realizzata con sistemi costruttivi sostenibili e reversibili, la nuova copertura in legno dialoga con l’architettura storica della stazione, aggiornandola alle esigenze contemporanee di comfort, efficienza e durabilità, senza alterarne l’identità

La luce artificiale è studiata in armonia con quella naturale che filtra dagli ampi lucernari e dalle vetrate di facciata, assicurando luminosità costante e diffusa durante tutto l’arco della giornata, mantenendo leggibilità visiva e comfort in ogni condizione.

L’illuminazione architettonica si articola su tre livelli: luce funzionale, luce atmosferica e luce di accento. La luce funzionale è fornita da downlight discreti orientati verso il pavimento; la luce atmosferica è affidata ai lampadari storici, che definiscono l’identità dello spazio; la luce di accento enfatizza elementi architettonici come volte, colonne e testate della hall.

Un altro intervento chiave riguarda la rimozione delle vecchie armature tecniche sui tetti dei padiglioni, che disturbavano la visione d’insieme. Nei nuovi padiglioni, la luce è integrata lungo i bordi dei tetti tramite profili lineari nascosti, illuminando le volte con efficacia e discrezione.

Il progetto di lighting design si configura così come un ponte tra passato e futuro: preserva la memoria storica della stazione, reinterpretandola con tecnologie contemporanee e soluzioni sostenibili, restituendo alla hall un’identità visiva forte, accogliente e coerente con la sua funzione pubblica.

di Tiziano Rumori
Lead Design Architect presso Gottlieb Paludan Architects

La scheda

Luogo: Copenaghen, Danimarca
Committente: Dsb
Progettisti: Gottlieb Paludan architects
Società d’ingegneria: Artelia
Superficie utile: 8200 m²
Illustrazioni: Gottlieb Paludan architects
Foto: Ernst Nyrop-Larsen, Peter Elfelt

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