Restituire nuova vita agli immobili storici non è solo un dovere di tutela, ma un’opportunità strategica per ripensare le città. È questo il messaggio al centro delle due giornate di seminari promosse a Brescia da Ugci, Futura Città e Ance Brescia, con il patrocinio di Eseb e degli Ordini professionali.
Come ha sottolineato Massimo Angelo Deldossi, presidente di Ance Brescia, la rigenerazione del patrimonio pubblico, privato ed ecclesiastico rappresenta oggi una leva decisiva per lo sviluppo urbano, culturale e sociale.
Il quadro normativo: vincoli, autorizzazioni e responsabilità
La prima giornata, ospitata all’Auditorium Eseb, ha riunito magistrati, accademici e professionisti per analizzare la complessa normativa che regola la tutela e il riuso degli immobili sottoposti a vincolo storico‑culturale.
Dopo i saluti di Giovanni Rocchi, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Brescia, gli interventi – moderati dal giornalista Adriano Baffelli – hanno approfondito:
Il vincolo storico‑culturale e il procedimento di apposizione, con Marco Lipari, presidente della VII Sezione del Consiglio di Stato.
Titoli edilizi e autorizzazioni necessari per il recupero dei beni vincolati, illustrati da Giuseppe Piperata, professore ordinario dell’Università di Bologna.
Gli strumenti di collaborazione pubblico‑privato nel codice dei contratti, analizzati da Giovanni Zucchini, magistrato del Tar Lombardia.
I relatori della tavola rotonda proposta nella prima giornata
La sessione è proseguita con due focus cruciali:
Responsabilità penale nella gestione e nel recupero degli immobili vincolati, a cura di Guido Rispoli, procuratore generale della Corte d’Appello di Brescia.
Abusi edilizi e sanzioni, approfonditi da Silvana Bini, magistrato del Tar Lombardia.
Il vincolo come opportunità di qualità e valorizzazione
Gli interventi hanno evidenziato come il vincolo, spesso percepito come limite, possa invece diventare un fattore di qualità progettuale e di valorizzazione del patrimonio edilizio. Ampio spazio è stato dedicato:
alle procedure di accertamento degli abusi,
alle responsabilità dei diversi soggetti coinvolti,
alle ricadute giuridiche e operative per professionisti e amministrazioni.
Pianificazione urbana e riuso: lo sguardo della seconda giornata
La seconda giornata, ospitata dall’Università Cattolica di via Trieste, ha ampliato la prospettiva affrontando i temi della pianificazione urbanistica e delle strategie di riuso del patrimonio esistente, con particolare attenzione agli immobili di interesse religioso.
Dopo i saluti di Roberto Rossini, presidente del Consiglio comunale di Brescia, sono intervenuti:
Aldo Travi, professore emerito di Diritto amministrativo, sul rapporto tra pianificazione, recupero e riqualificazione.
Mara Abbruzzese, presidente della VII Sezione del Tar Campania, sul riuso degli immobili religiosi.
Tavola rotonda: il recupero nella futura città di Brescia
La tavola rotonda conclusiva, moderata da Giorgio Bardaglio, ha offerto una visione corale sul ruolo del patrimonio costruito nella città del futuro. Dopo la presentazione di Fabio Bombardieri, presidente della Fondazione Mia, dedicata all’esperienza di Astino, sono intervenuti:
Stefania Baronio, architetto
Carla de Francesco, già Segretario generale del MiBact
Massimo Angelo Deldossi, presidente Ance Brescia
Mons. Giuseppe Mensi, Vicario diocesano
Giovanni Plizzari, Università di Brescia
Domenico Simeone, Università Cattolica di Brescia
Le conclusioni sono state affidate all’avvocato Alessandro Bertoli.
Un dialogo tra mondi diversi per una visione condivisa
L’iniziativa ha confermato la necessità di un dialogo strutturato tra giuristi, tecnici, istituzioni e comunità locali. La tutela del patrimonio storico non è solo conservazione: è un terreno fertile per nuove forme di collaborazione, capaci di generare valore economico, culturale e sociale.
In chiusura, l’Ugci di Brescia ha evidenziato come il patrimonio oggi inutilizzato possa rispondere a esigenze emergenti del territorio, proponendo l’avvio di un tavolo di confronto permanente.
Massimo Angelo Deldossi | Presidente di Ance Brescia
Massimo Angelo Deldossi | Presidente di Ance Brescia
Il recupero degli immobili storici non è solo un tema di tutela, ma anche una straordinaria opportunità di rigenerazione urbana. Serve un dialogo costante tra mondo giuridico, professionisti e imprese per rendere gli interventi più chiari, sostenibili e realizzabili.
Recuperare e riqualificare significa preservare la memoria dei luoghi, ma anche restituire funzionalità e valore agli edifici. In questo le imprese del settore delle costruzioni giocano un ruolo centrale e determinante nel garantire un futuro al patrimonio storico edilizio.
Silvana Bini | Magistrato del Tar Lombardia e presidente dell’Unione Giuristi Cattolici di Brescia
Silvana Bini | Magistrato del Tar Lombardia e presidente dell’Unione Giuristi Cattolici di Brescia
La complessa disciplina a cui sono sottoposti gli immobili interessati da un vincolo storico culturale è finalizzata alla valorizzazione degli stessi, ma non può portare ad essere la causa della loro inutilizzabilità.
La tutela del patrimonio storico culturale parte dal controllo sugli interventi di recupero, in un’ottica di leale collaborazione tra enti pubblici e di proporzionalità degli eventuali interventi sanzionatori. La presenza del vincolo non può comportare limitazioni così stringenti da impedire anche quelle innovazioni che sono necessarie per un più sicuro e comodo utilizzo da parte dei proprietari.