Nei primi nove mesi del 2025 il mercato immobiliare residenziale italiano ha continuato a correre, confermando un dinamismo che sorprende per ampiezza e diffusione.
Le compravendite hanno raggiunto quota 548.287, segnando un incremento del 9,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato che invita a guardare più da vicino quali territori stiano trainando questa crescita.
Le città capoluogo più dinamiche del mercato immobiliare
L’analisi di Abitare Co., società specializzata nell’intermediazione e nei servizi immobiliari, mostra un quadro molto vivace: da gennaio a settembre ben 83 capoluoghi di provincia hanno chiuso con un segno positivo.
In testa alla classifica spiccano Frosinone, che registra un balzo del 45,1%, seguita da Sondrio (+34,6%) e Belluno (+34,4%). A ruota si collocano Grosseto (+29,3%), Catanzaro (+26,5%), Campobasso (+25,7%), Siena (+25,6%), Imperia (+22,8%), Pavia (+21,4%) e Massa (+21,3%).
Solo 13 capoluoghi mostrano invece un arretramento, con i cali più marcati a Enna (-12,9%), Isernia (-10,2%), Aosta (-10,1%) e Crotone (-6,7%).
Le performance delle città metropolitane italiane
Anche osservando le otto città metropolitane, il quadro resta complessivamente positivo. L’unica eccezione è Firenze, che nei primi nove mesi dell’anno registra una lieve flessione del 2,2%.
Torino guida la crescita con un +10%, seguita da Palermo (+9,1%) e Milano (+8,4%). Roma conferma la sua vitalità con 26.694 compravendite, pari a un aumento del 6,8%. Completano il quadro Genova (+6,2%), Bologna (+4,4%) e Napoli (+3,6%).

Le regioni italiane con la crescita più elevata nel 2025
Sul fronte regionale, l’Umbria si distingue come l’area più dinamica, con un incremento del 15,5% e 8.110 compravendite. Subito dopo si collocano la Toscana (+14,1%, 37.111 compravendite) e il Friuli-Venezia Giulia (+14%, 7.828 compravendite).
Crescite a doppia cifra interessano anche Lazio (+12,7%), Emilia-Romagna (+12,6%), Marche (+11,5%), Calabria (+11,4%), Piemonte e Veneto (entrambe +11,3%), seguite da Liguria (+10,4%) e Lombardia (+10,1%).