Nata nel 2020 dalla convergenza di diverse professionalità con lunga esperienza nel settore delle costruzioni, F-Ingegneria opera nella progettazione e gestione di opere civili e industriali con un approccio strutturato e interdisciplinare.
La società ha sviluppato un modello operativo che integra progettazione, direzione lavori e sicurezza all’interno di un unico processo coordinato. Con sede a Calderara di Reno, alle porte di Bologna, la società fondata da Gianfranco Flotta riunisce oggi venticinque professionisti tra ingegneri, architetti, strutturisti, impiantisti e tecnici specializzati in ingegneria edile, strutturale, idraulica, ambientale e infrastrutturale, organizzati in team che seguono ogni commessa dall’idea alla consegna.

Struttura agile, opere complesse
La struttura è agile, con una competenza trasversale che consente di affrontare opere complesse in ambito industriale, logistico, sanitario e infrastrutturale.
L’approccio è quello della progettazione integrata: architettura, strutture, impianti e sicurezza vengono gestiti come un unico sistema, sotto la guida di un capocommessa affiancato per alcuni lavori da un site manager con presidio costante in cantiere.
Ogni processo è tracciato, ogni scelta condivisa in tempo reale grazie a una gestione informatizzata che assicura controllo, rapidità e qualità.
La società è qualificata in Seismic risk management e nella progettazione e gestione di opere complesse certificate secondo i più restrittivi protocolli Leed. Gestisce, secondo procedure consolidate, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, fino all’analisi del rischio e alla valutazione della gestione delle emergenze.
Tra i progetti più significativi firmati F-Ingegneria figurano la Centrale Tecnologica del Tecnopolo di Bologna, il nuovo Mercato Agroalimentare di Milano, l’Irradiatore Sterigenics di Minerbio (il più grande bunker irradiatore a raggi gamma d’Europa), l’Ospedale dei Monti Sibillini di Amandola e la ricostruzione dello stabilimento Toyota di Borgo Panigale.
Una sequenza di interventi che racconta la stessa idea di progetto: ingegneria come sistema industriale, capace di tradurre la complessità in metodo, la competenza in efficienza, la sostenibilità in valore tecnico. Ne parliamo con l’ingegnere Gianfranco Flotta, fondatore e direttore tecnico di F-Ingegneria.
Da dove nasce l’idea di F-Ingegneria e quali obiettivi vi siete dati?
F-Ingegneria è nata nel 2020 per unire esperienze diverse in un’unica realtà capace di gestire la complessità. L’obiettivo è stato quello di creare una struttura multidisciplinare, compatta e organizzata, in grado di seguire ogni progetto a 360 gradi: progettazione architettonica, strutturale, impiantistica, direzione lavori e sicurezza.
Il nostro valore aggiunto è la complementarità delle competenze: ogni progetto è seguito da un micro-team dedicato, con un controllo continuo e condiviso tra le varie specializzazioni.
Il vostro è un modello industrializzato della progettazione: come funziona nel concreto?
Gestiamo il progetto come un processo produttivo. Ogni commessa ha un capocommessa di riferimento e un sistema di controllo qualità interno. Nei cantieri affianchiamo alla direzione lavori un site manager, un professionista con presenza sul campo quasi quotidiana, che coordina imprese e fornitori. Questo ci consente di garantire tempi certi, rispetto dei costi e un monitoraggio completo.

Come si applica nella pratica la progettazione integrata di F-Ingegneria?
Per noi progettare significa risolvere problemi. L’integrazione tra discipline è il cuore del nostro metodo. Siamo una società certificata Uni En Iso 9001 e qualificata per la progettazione di opere complesse secondo i protocolli Leed e Breeam.
Gestiamo la sicurezza in tutte le fasi e ci occupiamo anche di Seismic risk management, prevenzione incendi e gestione delle emergenze. È una visione sistemica, che unisce precisione ingegneristica e responsabilità operativa.
Quali strumenti digitali guidano oggi il vostro modo di progettare?
La tecnologia è un elemento fondamentale del nostro metodo. Lavoriamo in ambiente Bim su tutte le commesse e utilizziamo software avanzati per la simulazione strutturale, impiantistica ed energetica.
Questo ci permette di anticipare criticità, ottimizzare i costi e dialogare con i committenti in modo trasparente. L’obiettivo è arrivare a una gestione completamente digitalizzata dei modelli e dei processi.
Come mantenete la competenza del vostro team?
Siamo molto attenti alla formazione continua attraverso corsi di aggiornamento su sicurezza, prevenzione incendi, Bim e gestione centralizzata. Svolgiamo anche attività di ricerca e di collaborazione con le Università di Ferrara e Bologna, con cui sviluppiamo tesi di laurea in ambito strutturale.
Inoltre partecipiamo a workshop con fondi immobiliari e clienti internazionali che ci consentono di confrontarci con pratiche e normative di altri Paesi, migliorando costantemente il nostro know-how.
La visione avanguardistica di alcuni dei nostri committenti rappresenta per noi uno stimolo a crescere e implementare le nostre competenze, a volte anche mettendole in discussione.
Il vostro approccio si fonda sull’impegno, sulla ricerca costante e sulla capacità di trovare soluzioni tecniche anche in contesti complessi. Come si concretizza?
È lo spirito che anima ogni progetto. Il nostro lavoro nasce dalla passione, si fonda sulla dedizione e punta alla soluzione. Ci piace affrontare sfide sempre nuove, perché la varietà dei contesti ci costringe a uscire dalla routine e a rimettere in gioco le nostre competenze.
Spesso lavoriamo su opere non convenzionali: dal più grande bunker irradiatore a raggi gamma del continente europeo frutto della visione e delle competenze di Sterigenics Italy all’avviamento dell’acceleratore di protoni dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare a Padova, un progetto che coinvolge team internazionali e richiede un elevato livello di coordinamento tecnico, fino agli interventi dopo incidenti o esplosioni.
In questi ultimi casi entra in azione un team dedicato alle emergenze, formato per gestire sicurezza, aspetti tecnici e iter autorizzativi complessi. Sperimentiamo tecnologie nate per altri ambiti, dal varo navale alla meccanica industriale, adattandole a contesti edilizi dove la rapidità e la precisione fanno la differenza.
È un approccio tecnico ma anche umano: non ci fermiamo mai alla soluzione più semplice, ma cerchiamo quella più intelligente.
F-Ingegneria lavora in ambiti molto diversi, dalla logistica all’edilizia fino alla viabilità. Quali sono le sfide comuni?
La complessità è il nostro campo d’azione naturale. Che si tratti di un data center, di un polo logistico o di un ospedale, ciò che conta è la capacità di coordinare specializzazioni diverse e mantenere coerenza tra architettura, impianti e strutture.
In ambito logistico collaboriamo stabilmente con Interporto Bologna, seguiamo progetti in Lombardia, Livorno, La Spezia e Pescara, spesso per conto di fondi immobiliari internazionali che investono in Italia. La logistica è un laboratorio straordinario di innovazione tecnica e gestionale.
Come integrate la sostenibilità nei vostri progetti?
La sostenibilità è parte integrante del progetto, non un’aggiunta. Ogni nostro edificio o impianto nasce con obiettivi misurabili di efficienza energetica, riduzione delle emissioni e gestione delle risorse.
Lavoriamo con protocolli Leed, Breeam e Cam, utilizziamo materiali a basso impatto e sistemi di recupero delle acque meteoriche. Nei prossimi anni puntiamo ad arrivare al 100% dei progetti certificati, perché crediamo che la sostenibilità sia un requisito tecnico imprescindibile, non solo un valore ambientale.

E sul piano aziendale?
Abbiamo già avviato il percorso per diventare Società Benefit, integrando obiettivi sociali e ambientali nel nostro modello di impresa. La nuova sede di Calderara di Reno, con spazi verdi e aree condivise, riflette questa filosofia.
Inoltre, siamo orgogliosi di avere un turnover praticamente nullo: le persone crescono con noi, condividono un forte senso di appartenenza e responsabilità. È la dimostrazione che la sostenibilità comincia dalle relazioni tra le persone.
Come vede l’evoluzione dell’ingegneria italiana e quali sono le prospettive per F-Ingegneria?
L’ingegneria italiana si sta muovendo verso un equilibrio tra qualità, sostenibilità e innovazione. Noi vogliamo contribuire a questo percorso. Entro il 2026 contiamo di diventare Società Benefit, completare la transizione digitale e ampliare la nostra presenza internazionale, con progetti già in corso in Brasile e la partecipazione a gare in Africa. Guardiamo al futuro con realismo e curiosità: vogliamo continuare a crescere mantenendo il nostro modello umano, industriale e sostenibile.
di Luisa Castiglioni
Progetto 1 | Mercato agroalimentare Milano, piattaforme L3, L4, L7
Nell’ambito del programma di riqualificazione del Mercato Agroalimentare di Milano, uno dei poli della filiera più dinamici d’Europa, F-Ingegneria è impegnata nella realizzazione di tre nuove piattaforme (L3, L7 e L4) destinate al centro pasti di Milano Ristorazione e alle attività di commercializzazione ortofrutticola degli operatori del mercato.
L’intervento, sviluppato direttamente da Sogemi, la società per azioni che gestisce il Mercato Alimentare e i Mercati di Quartiere per conto del Comune di Milano, fa parte di un più ampio piano di sviluppo urbano e logistica sostenibile per il comparto agroalimentare milanese. La piattaforma L3 sarà il nuovo centro pasti di Milano Ristorazione, in grado di produrre fino a 10.000 pasti giornalieri per mense scolastiche e ospedaliere.
Cofinanziato con fondi Pnrr, il progetto si distingue per le soluzioni tecnologiche avanzate e l’architettura ad alte prestazioni energetiche, conformi ai Cam ministeriali e al Regolamento edilizio del Comune di Milano. La piattaforma L7, commissionata da Prologis Italy, accoglierà operatori specializzati nella distribuzione e commercializzazione dell’ortofrutta.
Il progetto prevede tetti e pareti verdi, elevata efficienza energetica e particolare attenzione alla resilienza climatica. La piattaforma L4, destinata a un magazzino ortofrutticolo flessibile e adattabile alle diverse esigenze degli operatori, segue gli stessi principi di sostenibilità costruttiva: materiali eco-compatibili, ottimizzazione dei consumi e attenzione all’inserimento urbano.
Nel complesso, le tre piattaforme raggiungono una superficie coperta di 31.000 mq, definendo un modello avanzato di logistica sostenibile e contribuendo alla modernizzazione di un’infrastruttura strategica per l’intera città.
La scheda
Luogo: Milano, via Cesare Lombroso
Clienti: Sogemi (L3, L4); Prologis Italy (L7)
Attività F-Ingegneria: L3: progettazione preliminare e definitiva d’appalto; L7: progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, direzione lavori e construction management; L4: progettazione preliminare e definitiva d’appalto
Superfici: L3: 12.000 mq, L7: 11.700 mq; L4: 7.500 mq (su area complessiva di 31.000 mq)
Importi lavori: L3: € 12.500.000; L7: € 7.502.000; L4: € 4.090.000
Tipologia: logistica, centro pasti, magazzinaggio ortofrutta
Certificazione: Leed Gold (L3 e L7); Dnsh/Cam/Regolamento RIC Milano (L4)
Periodo: avvio lavori L3 e L7 2025; L4 previsto 2026
Progetto 2 | Ospedale dei Monti Sibillini | Amandola, Fermo
Costruito dopo il sisma del 2016, il nuovo Ospedale dei Monti Sibillini “Beato Antonio” rappresenta un’infrastruttura strategica per la rinascita dell’entroterra marchigiano. Il complesso, frutto di un investimento di 33 milioni di euro, si articola in cinque corpi di fabbrica che si sviluppano su tre livelli fuori terra per una superficie complessiva di 9.600 mq.
L’ospedale dispone di 80 posti letto e tecnologie diagnostiche avanzate (tra cui Tac 256 strati, risonanza magnetica e mammografi) confermandosi un presidio sanitario di riferimento per l’intera area. La progettazione architettonica è stata affidata allo Studio Iadanza, mentre F-Ingegneria ha curato la progettazione strutturale dell’intero complesso, sviluppando una struttura moderna, funzionale e perfettamente integrata nel paesaggio dei Monti Sibillini.
La società di Calderara di Reno ha inoltre elaborato i dettagli costruttivi per l’impresa esecutrice, garantendo coerenza tra progetto e realizzazione e mantenendo un elevato standard qualitativo nelle fasi operative. L’obiettivo principale è stato quello di garantire sicurezza sismica e continuità operativa anche in caso di eventi estremi.
Per farlo, F-Ingegneria ha adottato isolatori sismici di nuova generazione, capaci di ridurre drasticamente le accelerazioni al suolo, che in quest’area possono superare 1,25 g, cioè un movimento pari al 125% della gravità terrestre. Un valore molto più alto rispetto ai principali terremoti italiani degli ultimi decenni, che impone strutture duttili e sistemi di isolamento in grado di dissipare efficacemente l’energia sismica.
Parallelamente alla sicurezza, il progetto pone attenzione a efficienza energetica e sostenibilità ambientale, con materiali eco-compatibili, impianti a basso consumo e una gestione ottimizzata delle risorse idriche, in linea con i criteri Cam per l’edilizia sanitaria.
L’Ospedale dei Monti Sibillini è oggi un esempio concreto di rigenerazione post-sisma, dove tecnologia, qualità costruttiva e organizzazione del progetto convergono in un’opera destinata a migliorare stabilmente la qualità della vita della comunità locale.
La scheda
Luogo: Amandola, Fermo
Committenti: Regione Marche / Asur Marche
Progettazione architettonica: Studio Iadanza
Attività F-Ingegneria: progettazione strutturale; sviluppo dettagli costruttivi per l’impresa
Superficie: 9.600 mq
Posti letto: 80
Tipologia: ospedale, struttura sanitaria e diagnostica
Struttura: acciaio con isolatori sismici di nuova generazione
Certificazione / criteri: Cam – edilizia sanitaria
Periodo: 2020–2025 progettazione e realizzazione
Progetto 3 | Toyota Material Handling, Borgo Panigale, Bologna
Dopo l’esplosione che il 23 ottobre 2024 aveva colpito lo stabilimento Toyota Material Handling Manufacturing Italy di Borgo Panigale, parte della fabbrica era crollata e le attività produttive si erano interrotte. Lo stabilimento ha riaperto in tempo record l’8 gennaio 2025, grazie alla direzione lavori e al coordinamento di F-Ingegneria, chiamata da Toyota per gestire la messa in sicurezza e la ricostruzione.
Si è trattato di un intervento straordinario per tempi, complessità e scala: poco più di un mese e mezzo per mettere in sicurezza, demolire, bonificare e ricostruire porzioni significative di un sito industriale che supera i 46.000 mq e che impiega oltre 800 lavoratori, con una produzione annua di più di 20.000 carrelli elevatori.
F-Ingegneria ha costituito un’unità di crisi insieme ai tecnici Toyota e alle principali imprese coinvolte nella ricostruzione, tra cui Polygon, Cefla Soc. Coop., Ferrutensile, Consorzio Generale Finiture e Studio Ceccoli. Oltre 60 imprese e centinaia di lavoratori si sono alternati in turni continuativi per garantire l’avanzamento costante delle lavorazioni.
Il team di F-Ingegneria ha operato in presenza costante all’interno dello stabilimento, coordinando simultaneamente le fasi di demolizione, messa in sicurezza, ricostruzione e ripristino impiantistico, sempre nel rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro.
Una gestione meticolosa dell’emergenza ha permesso di affrontare rapidamente criticità impreviste, individuando soluzioni immediate e condivise con Toyota.
La riapertura dello stabilimento, salutata con soddisfazione anche dai vertici internazionali della multinazionale, rappresenta un esempio di resilienza industriale e dimostra la capacità di F-Ingegneria di operare in contesti emergenziali ad alta complessità, trasformando la rapidità in metodo e l’emergenza in progetto.
La scheda
Luogo: Borgo Panigale, Bologna
Committente: Toyota Material Handling Manufacturing Italy
Attività F-Ingegneria: direzione lavori, coordinamento sicurezza, gestione emergenza; presidio costante in cantiere; coordinamento unità di crisi
Superficie sito: circa 46.000 mq
Imprese coinvolte: oltre 60
Tempi di intervento: 23 ottobre 2024-8 gennaio 2025
Tipologia: stabilimento produttivo, logistica interna, ricostruzione post-evento