Libera professione ingegneristica: trend, criticità e opportunità

Crescita del mercato, nuove forme di aggregazione e rapporto con la pubblica amministrazione: cosa emerge dall’indagine del Centro Studi Cni.

La Giornata nazionale della libera professione ha offerto l’occasione per fotografare lo stato dell’ingegneria italiana attraverso un’indagine del Centro Studi Cni condotta su oltre 3.000 iscritti all’Albo.

Il quadro che emerge racconta una professione in trasformazione: da un lato un mercato in forte espansione, dall’altro nuove criticità legate all’organizzazione del lavoro, alla conoscenza delle riforme e al rapporto con la Pubblica Amministrazione.

Andamento della libera professione: meno autonomi, più studi strutturati

Negli ultimi cinque anni il numero dei liberi professionisti si è ridotto del 3,4%, mentre gli studi con dipendenti sono cresciuti del 19%. La tendenza è chiara: la dimensione media delle strutture aumenta e il settore dell’ingegneria segue pienamente questa evoluzione.

La crescita del mercato è evidente anche nei dati economici. Secondo Inarcassa, tra il 2019 e il 2025:

  • il volume d’affari degli ingegneri è passato da 3,8 a 6,8 miliardi di euro (+65%);
  • gli architetti hanno più che raddoppiato il fatturato, da 2,3 a 5,1 miliardi;
  • il reddito medio degli ingegneri è salito da 35.682 euro a 62.216 euro annui.

Non sorprende quindi che il 65% degli intervistati percepisca un mercato ricco di opportunità, mentre il restante 35% non rileva segnali altrettanto positivi.

Conoscenza della riforma delle professioni: un tema ancora poco noto

La revisione della disciplina professionale è conosciuta solo dal 37% degli ingegneri intervistati. La consapevolezza cresce tra i professionisti più maturi (44%), mentre scende al 24% tra gli under 35.

Chi è informato individua alcune priorità di intervento:

  • maggiore tutela dell’attività professionale in caso di malattia, maternità o paternità;
  • estensione dell’equo compenso anche alla committenza privata;
  • rafforzamento delle coperture assicurative per responsabilità civile;
  • definizione più chiara delle attività riservate agli ingegneri e delle incompatibilità con altri lavori.

Le forme di aggregazione professionale: Stp e società di ingegneria

Uno dei temi centrali della Giornata è stato il ruolo delle Società tra Professionisti (Stp) come strumento di aggregazione. Tuttavia, la conoscenza della disciplina è ancora limitata:

  • solo il 4% dichiara una conoscenza approfondita;
  • il 40% la conosce in modo superficiale;
  • il 56% non ne ha alcuna familiarità.

La situazione migliora leggermente per le società di ingegneria, note in modo approfondito al 10% del campione. Nel complesso, la maggioranza degli intervistati mantiene un atteggiamento neutro ma riconosce alle Stp un potenziale valore strategico per la professione.

Il rapporto con la Pubblica Amministrazione: lentezze, complessità e digitalizzazione incompleta

Il 64% degli ingegneri si interfaccia regolarmente con la Pubblica Amministrazione e il 60% segnala criticità significative. Le principali difficoltà riguardano:

  • lentezza delle procedure (71%);
  • complessità dell’interlocuzione diretta con gli uffici (63%);
  • accesso e utilizzo non sempre agevole delle piattaforme digitali (56%).

Il miglioramento passa da due direttrici: semplificazione normativa e creazione di sportelli dedicati ai professionisti, capaci di garantire un dialogo più rapido, ufficiale e competente.

Angelo Domenico Perrini | Presidente del Cni
Angelo Domenico Perrini | Presidente del Cni

Angelo Domenico Perrini | Presidente del Cni

Nel corso degli ultimi anni la professione di ingegnere è andata incontro a indubbi cambiamenti. Subito dopo la crisi determinata dal Covid-19, si è registrata una cospicua crescita del volume d’affari di gran parte degli studi professionali e del reddito professionale medio.

In attesa di comprendere fino a che punto questa crescita sia definibile come una bolla destinata a rientrare, appare chiaro che ci sia stato un salto dimensionale e di strategia di molti organismi professionali: il lavoro si muove su binari che non sono più quelli di sei o sette anni fa.

Non a caso, stando all’indagine, chi opera come libero professionista sembra molto convinto della scelta fatta, ritiene che il mercato offra buone possibilità e prospettive di lavoro e non emergono motivi di generale malcontento. L’83% degli intervistati, infatti, si è dichiarato soddisfatto di esercitare la libera professione e appare determinato a cogliere le opportunità che il mercato offre anche a fronte di eventuali criticità temporanee.

L’indagine, inoltre, fa emergere la richiesta da parte degli ingegneri liberi professionisti di una opportuna azione politica e di rappresentanza. Il riferimento, in particolare, è alla richiesta di maggiori tutele del singolo professionista nell’esercizio dell’attività lavorativa, la necessità di migliorare i rapporti con le amministrazioni pubbliche con cui molti professionisti sono chiamati ad interfacciarsi e la necessità di innalzare il livello di remunerazione delle prestazioni professionali. Su questo terreno il Consiglio Nazionale è chiamato a fare la sua parte.

Elio Masciovecchio | Vicepresidente del Cni
Elio Masciovecchio | Vicepresidente del Cni

Elio Masciovecchio | Vicepresidente del Cni

La nostra indagine presentata nel corso della Giornata Nazionale della Libera professione tocca anche un altro aspetto importante: il recente disegno di riforma della disciplina degli ordinamenti professionali. Va sottolineato che il livello di conoscenza dei contenuti della riforma risulta basso.

Solo il 37% degli intervistati è al corrente di questo progetto normativo, il che rende indispensabile uno sforzo da parte di tutti per una sua corretta divulgazione. In merito alla disciplina delle Società tra Professionisti, la conoscenza dei loro meccanismi di funzionamento e dei vantaggi generati risulta ancora troppo bassa.

Esse sono percepite ancora come strumento i cui vantaggi sono ancora difficili da comprendere. Tuttavia, va rilevato che, tra i professionisti più consapevoli, si segnala l’esigenza di estendere il regime di tassazione del reddito professionale forfetario anche ai soci delle Stp.

In secondo luogo, molti chiedono che la disciplina fallimentare non si applichi a questo tipo di società. In generale la percezione è che per molti ingegneri le società di ingegneria siano più funzionali rispetto alle Stp. Quanto ai rapporti tra professionisti e Pubblica Amministrazione, infine, oltre la metà degli ingegneri interpellati segnala una certa criticità di rapporti per lunghezza eccessiva delle procedure, la sovrabbondanza di norme da conoscere e rispettare, la difficoltà nello stabilire una interlocuzione diretta ed efficace con gli Uffici pubblici stessi.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.