Involucro e aperture tra prestazioni e corretta posa

Le aperture dell’involucro edilizio sono elementi critici in cui la compatibilità dei materiali e la corretta posa in opera risultano decisive per evitare ponti termici. Serramenti, vetrocamere, sistemi di oscuramento e porte d’ingresso, se ben progettati e installati, garantiscono elevate prestazioni energetiche e comfort abitativo

Le porzioni trasparenti dell’involucro di un edificio rappresentano da sempre un punto particolarmente critico: in corrispondenza delle aperture, infatti, l’omogeneità dei materiali che caratterizza le parti opache (murature) viene interrotta in modo puntuale da superfici più o meno estese, la cui funzione è garantire l’apporto di luce e ventilazione naturali agli spazi abitati.

Esposta in questi termini, la questione potrebbe apparire di facile comprensione; in realtà è tutt’altro che semplice, poiché ogni volta che materiali diversi vengono accostati si generano potenziali condizioni di conflitto che devono essere gestite con grande attenzione.

Compatibilità di materiali

Quando si affronta il tema delle aperture, il primo aspetto da considerare è quindi la compatibilità tra i diversi materiali impiegati: una valutazione superficiale può infatti tradursi in problemi anche rilevanti nella gestione e nel funzionamento dell’edificio.

È a questo punto opportuno introdurre il concetto di ponte termico, particolarmente significativo proprio in corrispondenza delle aperture. Tecnicamente, un ponte termico si definisce come un punto dell’involucro dove si verifica una trasmissione di calore superiore alla media dell’intero edificio.

Sono punti critici dell’involucro, dove le prestazioni medie decadono in maniera netta e sono spesso indice di un problema a livello progettuale nell’involucro.

La parola media riveste un significato degno di nota: non si tratta di un decadimento delle prestazioni in termini assoluti, bensì relativi al livello prestazionale dell’edificio oggetto di analisi.

Quanto più sarà performante l’involucro del nostro edificio, tanto più risulteranno evidenti eventuali ponti termici: in un’epoca in cui l’attenzione al contenimento energetico e all’isolamento termico è molto elevata, va da sé che il livello di attenzione deve rimanere molto alto.

Posa e ponte termico

Nel caso delle aperture perimetrali, che siano esse porte o finestre, l’offerta di prodotti presenti sul mercato è attualmente così elevata a livello qualitativo che il problema, in termini di prestazioni, non è quasi mai rappresentato dall’infisso in sé, bensì dai punti di contatto dello stesso con la parte opaca dell’involucro (muratura).

In buona sostanza, è la posa in opera la fase più delicata e quella che può fare realmente la differenza. Un buon serramento messo in opera in maniera scadente risulterà agli occhi dell’utente utilizzatore come un prodotto di bassa qualità, indipendentemente dalla reale qualità dell’infisso.

È proprio in questi casi che l’insidia di un ponte termico è sempre dietro l’angolo. I sistemi di posa devono pertanto essere soggetti a verifiche e controlli meticolosi da parte della direzione lavori, prediligendo il ricorso a metodologie certificate e garantite.

In questo ambito il sistema PosaClima costituisce uno degli standard più elevati, essendo l’unico che, se seguito in maniera rigorosa, è in grado di fornire una garanzia decennale sulle prestazioni del giunto di posa.

Esso si articola su tre punti fondamentali:

  • il controtelaio, che dev’essere termico e strutturale: la sua robustezza deve coniugarsi con la capacità di isolamento per evitare la creazione di ponti termici sul perimetro dell’infisso, che causerebbero dispersioni, condense e, nei casi più gravi, muffe;
  • il nodo primario, ovvero la sigillatura tra controtelaio e muratura: è un passaggio fondamentale nel montaggio dei serramenti per evitare dispersioni di calore nella cornice del serramento e creare una barriera elastica e durevole nel tempo. Nel fissaggio del controtelaio alla muratura è quindi importante utilizzare i giusti materiali che garantiscano tenuta e isolamento;
  • il nodo secondario, cioè il collegamento tra serramento e controtelaio: è un punto essenziale da considerare nella corretta posa del serramento per evitare ponti termici e la conseguente formazione di muffe o Il semplice utilizzo di siliconi o schiume poliuretaniche è molto spesso insufficiente, mentre è molto più raccomandata l’applicazione di giunti espansivi sigillanti che garantiscono maggiori prestazioni e durabilità nel tempo.

Lo stesso sistema PosaClima fornisce diversi livelli di certificazione, a seconda dei parametri finali che s’intendono raggiungere e, a tale scopo, forma dei posatori abilitati, a loro volta certificati e censiti ufficialmente in una sorta di albo.

Dopo questa doverosa premessa possiamo addentrarci in una panoramica dei prodotti attualmente offerti dal mercato, suddividendo innanzitutto le aperture per tipologia tra porte e finestre.

Gli elementi di chiusura realizzati in essenze naturali, sono caratterizzati da elevate prestazioni termoisolanti, qualità estetiche e necessità di corretta protezione e manutenzione nel tempo
Gli elementi di chiusura realizzati in essenze naturali, sono caratterizzati da elevate prestazioni termoisolanti, qualità estetiche e necessità di corretta protezione e manutenzione nel tempo

Finestre

Sono le prime che analizziamo in quanto le più importanti in termini numerici in un edificio-tipo. Attualmente il mercato degli infissi propone quattro tipologie, a seconda del materiale impiegato per la realizzazione della parte opaca del serramento:

  • Pvc: serramento costituito da profili in polivinilcloruro (Pvc) rigido, disponibili con struttura completamente in Pvc o con struttura interna in alluminio, realizzati mediante procedimento di estrusione. Hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo, con l’unica limitazione relativa alla realizzazione di serramenti di grandi dimensioni (per esempio, altezze superiori ai 3 m) a causa delle deformazioni a cui questo tipo di profilo può essere soggetto;
  • Legno: la versione più tradizionale, in cui il profilo è costituito interamente da essenze naturali, tra le più comuni pino e rovere, opportunamente sagomate e trattate per poter resistere agli agenti biologici (tarli) e climatici. Il legno è un materiale particolarmente “caldo” e per questo adatto a contesti di tipo residenziale, per il quale bisogna mettere in conto un minimo di manutenzione negli anni se utilizzato su facciate particolarmente esposte agli agenti atmosferici;
  • Alluminio: è il materiale che offre la maggior durabilità nel I profili, realizzati per estrusione, vengono sottoposti a un processo di anodizzazione, cioè un trattamento superficiale che forma uno strato protettivo di ossido di alluminio sulla superficie dei componenti. Materiale decisamente più “freddo” del legno, si sposa bene con l’essenzialità dell’architettura contemporanea
  • Legno-alluminio o alluminio-legno: sono due varianti in cui il profilo portante del serramento è realizzato in legno (o alluminio) ed è rivestito inter-namente o esternamente in alluminio (o legno). È una soluzione puramente estetica nei casi in cui si voglia o si debba (per esempio su facciate sottoposte a vincoli condominiali o di tipo paesaggistico) applicare un rivestimento in materiale differente rispetto a quello di cui è costituita la parte strutturale del serramento.

Meccanismi di apertura

Le alternative, quindi, non mancano e, se in termini prestazionali il livello è comunque sempre elevato, le variabili che determinano la scelta sono sostanzialmente l’aspetto economico ed estetico.

Da un punto di vista funzionale le finestrature si differenziano in base al meccanismo di apertura tra: fissi, cioè non apribili, a battente, cioè apribili mediante rotazione su appositi cardini; scorrevoli, a loro volta definiti in due tipologie: complanari e scorrevoli alzanti.

Il meccanismo di apertura ad anta ribalta (o wasistas), in grado di fornire un buon ricambio d’aria in maniera continua, è ormai disponibile di serie pressoché su tutte le tipologie di infisso.

Vetrocamera

Ogni serramento però è composto da una parte opaca e da una trasparente: quest’ultima è generalmente chiamata vetrocamera ed è caratterizzata (indipendentemente dal materiale di cui è costituita la parte opaca) da una stratificazione di due o tre lastre di vetro, tra di loro distanziate da un’intercapedine riempita con un gas basso emissivo, generalmente argon.

Un dettaglio molto importante è rappresentato dal bordo perimetrale della parte trasparente, in cui le lastre di vetro hanno un punto di contatto: per molti anni questi profili che fungono da distanziale tra i vetri sono stati realizzati con canaline in alluminio.

L’alluminio però è un materiale particolarmente conduttivo e quindi tende a far passare il calore: in tal modo compromette i vantaggi dell’isolamento anche dei migliori serramenti e crea un fastidioso e deleterio effetto di condensa lungo il perimetro del vetro in determinate condizioni.

Attualmente si parla quindi di canalina a bordo caldo (Warm Edge) quando la canalina è realizzata in materiale a bassa conduzione di calore, come per esempio il Pvc, migliorando l’isolamento ed evitando il rischio di for-mazione di condense lungo il perimetro del serramento.

Porte d’ingresso

Ma le aperture non sono solo le finestre: ogni unità abitativa è dotata di un ingresso che costituisce elemento di collegamento tra interno ed esterno e, come tale, è interessato da una frequenza di aperture/chiusure decisamente superiore rispetto alle normali finestrature.

Le porte d’ingresso, comunemente denominate portoncini di sicurezza o blindati, hanno delle caratteristiche peculiari ben precise:

  • la presenza di una muratura perimetrale di tipo portante o semiportante, requisito fondamentale per garantire gli adeguati livelli di sicurezza richiesti a questo genere di serramento;
  • un falsotelaio metallico da fissare direttamente sulla muratura, mediante tasselli o apposite zanche;
  • una struttura interna costituita da lamine metalliche antisfondamento e meccanismi di chiusura con specifiche finalità antieffrazione.

Al tema della sicurezza (che viene identificato in base alle classi di antieffrazione) dev’essere aggiunto quello della coibentazione, in quanto elemento di separazione tra ambiente riscaldato e ambiente non riscaldato.

I moderni portoncini hanno un’anima in grado di garantire prestazioni elevate in termini d’isolamento termico, soprattutto grazie alla particolare attenzione che i produttori hanno riservato alla tenuta all’aria sui quattro lati, con specifico riferimento a quello inferiore, da sempre punto critico.

L’utilizzo di guarnizioni espandenti ad alte performance ha innalzato il livello di comfort e allineato le porte d’ingresso ai livelli prestazionali degli altri serramenti esterni.

In quest’ottica, una buona regola da rispettare in ogni occasione è l’interruzione dell’elemento di finitura esterno (soglia o davanzale) in corrispondenza del serramento, in modo tale che esso non sia più passante ma appunto interrotto dall’interposizione di una barriera di materiale isolante, alla quale si porrà in adiacenza, sul lato interno, una controsoglia o un controdavanzale.

Da elementi critici dell’involucro di un edificio, le superfici finestrate (o apribili in genere) sono diventate oggi dei punti di forza, in quanto risultato di processi produttivi molto rigorosi e quindi in grado di offrire performance decisamente più controllabili rispetto, per esempio, a paramenti murari realizzati in opera.

La luminosità, quindi, non è più sinonimo di basse temperature nella stagione invernale o di alte in quella estiva, bensì di prodotti in grado di garantire alti livelli di comfort abitativo in tutte le condizioni climatiche.

Le aperture consento la regolazione dell'apporto di luce naturale
Le aperture consento la regolazione dell’apporto di luce naturale

Regolazione della luce naturale

Quando si parla di aperture finestrate non si possono però tralasciare i sistemi di regolazione della luce naturale, che costituiscono parte integrante del serramento e possono influire sulle prestazioni dello stesso, in particolar modo sul mantenimento nel tempo dei livelli prestazionali.

Nel caso di oscuranti avvolgibili (tapparelle o tende da esterno) è indispensabile ricorrere all’utilizzo di controtelai coibentati in grado di garantire un buon isolamento sia sulle spalle e nel sottodavanzale, sia soprattutto in corrispondenza del cassonetto di avvolgimento dell’oscurante stesso.

I sistemi di oscuramento disponibili sul mercato sono:

  • tende da interno o da esterno: costituite da tessuti in grado di bloccare i raggi Uv e permettere comunque il passaggio della luce all’interno dell’ambiente abitato;
  • avvolgibili o tapparelle: in Pvc o in alluminio coibentate, sono sempre caratterizzate dalla presenza di un rullo di avvolgimento, che è necessario trattare con un apposito controtelaio coibentato come sopra descritto;
  • persiane: in legno, alluminio o Pvc, sono generalmente realizzate nella versione a battente che, a differenza di quanto realizzato in passato, necessita ora di una particolare attenzione nella realizzazione del vano foro muro, che dev’essere il più possibile preciso, così da permettere l’incastro in battuta delle Nel caso di persiane scorrevoli interno muro andrà opportunamente gestita l’interferenza con la muratura perimetrale in termini di isolamento;
  • frangisole: hanno il vantaggio di permettere una regolazione molto efficace della luce e quindi dell’irraggiamento solare nella stagione estiva. Sono generalmente esterni alla muratura perimetrale, con un alloggiamento per l’impacchettamento in fase di apertura totale.

In linea generale, anche in assenza di specifici presidi per la regolazione dell’intensità luminosa, l’evoluzione tecnologica nella realizzazione delle superfici vetrate e dei filtri solari ha notevolmente incrementato anche le capacità di abbattimento dell’irraggiamento solare diretto e quindi del passaggio di calore tra ambiente esterno e interno nelle stagioni più calde.

di Matteo Cazzaniga

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