Il progetto del Villaggio Olimpico di Milano, realizzato in meno di tre anni nel quartiere di Scalo Romana, è stato descritto come uno degli interventi più significativi della trasformazione urbana recente.
Fin dal 2021, anno di avvio della progettazione, le istituzioni e i partner coinvolti hanno spiegato che l’opera rientra in un piano più ampio di riqualificazione dell’ex scalo ferroviario di Porta Romana, destinato a diventare un nuovo polo cittadino capace di ospitare studenti, residenti, lavoratori e servizi di prossimità.
Un progetto internazionale per un nuovo pezzo di città
Secondo i promotori, il Villaggio Olimpico è stato sviluppato grazie al contributo di progettisti di livello internazionale.
Lo studio Skidmore, Owings & Merrill (Som) ha guidato la progettazione architettonica, affiancato da Coima Image per gli interni e dallo studio Michel Desvigne per gli spazi verdi.
Il tutto è stato coordinato con il masterplan generale di Outcomist, con l’obiettivo dichiarato di creare un luogo aperto alla cittadinanza e integrato con il tessuto urbano circostante.

Le istituzioni coinvolte – dalla Regione Lombardia al Comune di Milano, fino ai Ministeri competenti e al Gruppo FS Italiane – hanno sottolineato come la collaborazione pubblico-privato sia stata determinante per portare avanti un intervento di tale complessità.
Accoglienza degli atleti e trasformazione futura
Durante i Giochi, il Villaggio è in grado di ospitare fino a 1.700 atleti olimpici e paralimpici. I responsabili del progetto hanno spiegato che fin dall’inizio si è lavorato per garantire che gli spazi e i servizi pensati per gli atleti potessero essere facilmente riconvertiti, riducendo al minimo gli interventi post-evento e l’impatto ambientale.

I circa 10.000 m² dedicati ai servizi – tra palestra, coworking, ristorazione e aree medico-sanitarie – saranno trasformati in funzioni private di interesse pubblico.
Le sei nuove palazzine residenziali, dotate di stanze con bagno e spazi comuni, saranno integrate da due edifici storici riqualificati: l’ex Squadra Rialzo e l’edificio Basilico, oggi destinati alla ristorazione degli atleti e in futuro ai servizi dello studentato.
Spazi pubblici, verde e servizi per la comunità
Il piano urbanistico prevede 40.000 m² di spazi pubblici e aree verdi, con campi sportivi, piazze, servizi al piano terra e spazi all’aperto per eventi comunitari. I progettisti hanno evidenziato come la presenza di ambienti flessibili alla base degli edifici permetterà di adattare le funzioni alle esigenze del futuro quartiere studentesco.
Un modello di sostenibilità integrata
Il Villaggio è stato presentato come un esempio avanzato di sostenibilità. Gli edifici, certificati Leed Gold, sono a zero emissioni operative grazie a soluzioni come pompe di calore, elevata efficienza energetica, un impianto fotovoltaico da 1 MW e sistemi di raccolta dell’acqua piovana.
Il complesso ha ottenuto anche la certificazione WiredScore Platinum per la qualità dell’infrastruttura digitale.

La mobilità sostenibile è favorita da piste ciclabili, parcheggi per biciclette e colonnine di ricarica elettrica. Il progetto è stato indicato come pilota per la carbon neutrality, in linea con il Piano Aria e Clima del Comune di Milano e con la tassonomia Ue.
Una filiera italiana e un cantiere ad alta efficienza
Le strutture del Villaggio sono state consegnate con un mese di anticipo rispetto ai tempi contrattuali, dopo 30 mesi di cantiere.
I promotori hanno sottolineato come la filiera produttiva interamente italiana e l’adozione di tecniche avanzate di prefabbricazione e serializzazione abbiano permesso di mantenere una media di 200 operai al giorno, garantendo efficienza e qualità.
Mapei ha fornito supporto tecnico e soluzioni sostenibili per rispettare le tempistiche serrate del progetto.
La posa dei pavimenti resilienti: la collaborazione tra Liuni e Mapei
L’impresa Liuni, incaricata della posa dei pavimenti resilienti, ha raccontato come la collaborazione con Mapei sia stata decisiva per il successo dell’intervento.
Tommaso Sala, Direttore tecnico di Liuni sp, ha spiegato che il supporto tecnico e i prodotti utilizzati – tra cui Nivorapid, Ultraplan Contract e Ultrabond Eco 530 – hanno permesso di garantire qualità esecutiva e rispetto delle scadenze.
Per ottenere una planarità ottimale, le superfici sono state preparate con Nivorapid miscelato con Latex Plus, seguite dall’applicazione del primer Eco Prim T Plus.
I supporti sono stati poi livellati con Ultraplan Contract, prima della posa del linoleum negli ambienti del Villaggio e del Pvc nelle palestre, applicati con adesivi specifici della linea Ultrabond.

Additivi per il calcestruzzo e trattamenti per le casseforme
L’assistenza tecnica Mapei ha supportato anche la realizzazione delle scale prefabbricate, fornendo additivi come Dynamon Nrg 1030 e Dynamon SP1, scelti in base alle condizioni climatiche per garantire prestazioni ottimali del calcestruzzo. Le casseforme in ferro sono state trattate con Mapeform Eco Oil 23, un disarmante a base di oli vegetali che riduce la corrosione e prolunga la vita dei casseri.
Un’eredità per la città
Il Villaggio Olimpico è destinato a lasciare a Milano un’eredità duratura: un quartiere in crescita, dotato di servizi, spazi pubblici e infrastrutture pensate per la comunità. Un intervento che, secondo i promotori, rappresenta un nuovo modello di rigenerazione urbana sostenibile.