Dal 21 gennaio al 21 marzo 2026, lo Spazio Mostre Guido Nardi del Politecnico di Milano apre le sue porte a un racconto architettonico che attraversa quarant’anni di trasformazioni urbane: I Latis e Milano 1945-1985.
La mostra, dedicata a Vito e Gustavo Latis, restituisce il ruolo decisivo che i due architetti hanno avuto nella costruzione della Milano del secondo dopoguerra. L’inaugurazione è prevista per mercoledì 21 gennaio alle ore 18.00.

Curata da Marco Biraghi, Giovanna Latis, Tommaso Mazzega e Francesco Patetta, l’esposizione ricostruisce il contributo dei fratelli Latis alla definizione dell’identità architettonica della città, mettendo in luce una produzione segnata da rigore formale, sobrietà e attenzione alla dimensione collettiva.
Il percorso si sviluppa come una lettura critica del loro lavoro, intrecciando opere, contesto storico e riflessioni sul dibattito urbano dell’epoca.
Dalla formazione al Politecnico allo Studio Latis Architetti
La storia professionale dei due architetti affonda le radici nel Politecnico di Milano, dove Vito si laurea nel 1935 e Gustavo nel 1948. Dopo l’esperienza dell’esilio in Svizzera imposto dalle leggi razziali fasciste, i fratelli intraprendono inizialmente strade autonome, per poi riunirsi stabilmente a metà degli anni Cinquanta.
Dal 1955, con la fondazione dello Studio Latis Architetti, firmano per oltre quarant’anni alcuni tra gli edifici residenziali più significativi della città, contribuendo in modo determinante alla costruzione della Milano moderna.

I progetti chiave: via Lanzone, via Turati e via Monte Santo
Tra i progetti presentati in mostra figurano il condominio di via Lanzone (1949-53), in dialogo con l’edificio di Asnago e Vender; l’edificio per abitazioni, uffici e commercio di via Turati (1953-55), esempio emblematico di una nuova idea di urbanità; e l’edificio di via Monte Santo (1954-55), dove funzioni diverse convivono armonicamente all’interno di un unico corpo architettonico.
Un archivio che racconta la città: materiali e nuove fotografie
L’esposizione, costruita a partire dagli archivi privati della famiglia Latis, propone una selezione di opere prevalentemente residenziali, accompagnate da materiali che restituiscono il clima culturale e sociale del periodo.
A questo patrimonio storico si affianca lo sguardo contemporaneo del fotografo Sosthen Hennekam, le cui immagini offrono una lettura inedita e attuale delle architetture dei Latis.

La mostra è promossa dal Politecnico di Milano con il coinvolgimento della Scuola Auic e del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU), e realizzata con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti Ppc della Provincia di Milano e dell’Adi – Associazione per il Disegno Industriale.