Edilizia pubblica: la sfida della riqualificazione

Soluzioni avanzate per rigenerare l‘edilizia pubblica. Quattro proposte innovative, tra prefabbricazione, efficienza energetica e inclusione sociale, indicano la via per una riqualificazione replicabile su scala nazionale

Terza edizione del Renovation Days a Milano

Democratizzare la riqualificazione è stato il tema della terza edizione dei Renovation Days organizzati dall’impresa sociale Edera, European Facade Network e Eurac Research, che ha convogliato su Milano, tramite la Call for Solutions Next Gen Erp, 16 soluzioni innovative per la riqualificazione di due comparti di edilizia pubblica milanese, ma applicabili anche ad altri casi italiani.

In questa edizione, ai protagonisti dell’ecosistema internazionale Energiesprong si sono affiancati gli esperti della rete European Façade Network (Efn e i professionisti della formazione di Face) Façades Architecture Construction Engineering), grazie alla collaborazione con Eurac Research, Politecnico di Milano e il supporto di REbuild.

Il tema della casa per tutti è infatti una delle urgenze della politica non solo italiana ma europea che riguarda le fasce meno abbienti e il ceto medio con potere retributivo ridotto tale da essere costretti ad abbandonare i centri urbani.

Inoltre, gli obiettivi fissati dalla Commissione europea con il Green Deal europeo (2019) e il piano Renovation Wave (2020) per quanto riguarda la neutralità climatica e la decarbonizzazione impongono la necessità di riqualificare gli edifici contro il loro decadimento affinché mantengano valore anche come investimento delle famiglie per il futuro che implica reperimento di risorse e incentivi.

In questa direzione si muove il Piano d’azione per un’edilizia abitativa accessibile e sostenibile della Banca Europea degli investimenti (Bei) che prevede anche un nuovo modello finanziario concreto così come l’iniziativa Housing TechEu da 400 milioni di euro.

Un intervento di rigenerazione urbana che unisce innovazione tecnica e sociale: moduli prefabbricati, tecnologie reversibili e spazi comunitari temporanei creano un ecosistema sostenibile e partecipativo, capace di valorizzare il territorio, ridurre i costi e promuovere coesione e consapevolezza energetica
Un intervento di rigenerazione urbana che unisce innovazione tecnica e sociale: moduli prefabbricati, tecnologie reversibili e spazi comunitari temporanei creano un ecosistema sostenibile e partecipativo, capace di valorizzare il territorio, ridurre i costi e promuovere coesione e consapevolezza energetica

La ricerca di soluzioni per ridurre le disuguaglianze sociali a livello abitativo è dunque una delle strade per far fronte al gap sociale ed economico che investe tutta l’Unione europea.

Durante la tre giorni dell’evento milanese per rendere accessibile la transizione senza creare disuguaglianze è stato evidenziato quanto sia necessario innovare per comprimere i costi del comparto delle costruzioni e aumentare velocemente la rigenerazione e messa in sicurezza abitativa.

Dal confronto istituzionale sono emersi numeri incoraggianti: più di 50mila le case riqualificate in Europa con moderne tecnologie off-site e 1000 quelle in Italia tramite l’approccio industrializzato Energiesprong che consente di ridurre tempi e costi della transizione.

Pratica che in Italia conta più di 100 realtà innovative tra imprese, istituzioni, cooperative e aziende casa, che operano prevalentemente nelle città. Tramite il progetto Energiesprong Milano, che Edera sta sviluppando nell’ambito di un protocollo che l’amministrazione milanese ha sottoscritto con Fondazione Cariplo, è possibile riqualificare con diverse soluzioni industrializzate il 70% del patrimonio residenziale pubblico (28 mila case popolari) del Comune.

A oggi sono 58 le aziende raggruppate in 16 cordate che hanno risposto alla Call for Solutions Next Gen Erp con proposte innovative di riqualificazione edilizia di cui quattro sono state premiate come vincitrici in occasione dell’evento e dovranno sviluppare altrettanti studi di fattibilità tecnico-economica a modello per la riqualificazione sostenibile e replicabile su scala nazionale delle case popolari.

Un intervento di rigenerazione urbana che unisce innovazione tecnica e sociale: moduli prefabbricati, tecnologie reversibili e spazi comunitari temporanei creano un ecosistema sostenibile e partecipativo, capace di valorizzare il territorio, ridurre i costi e promuovere coesione e consapevolezza energetica
Un intervento di rigenerazione urbana che unisce innovazione tecnica e sociale: moduli prefabbricati, tecnologie reversibili e spazi comunitari temporanei creano un ecosistema sostenibile e partecipativo, capace di valorizzare il territorio, ridurre i costi e promuovere coesione e consapevolezza energetica

Dall’Europa all’Italia: la normativa

Il quadro normativo europeo pone obiettivi stringenti entro il 2050 soprattutto al settore edilizio individuato come responsabile del 40% dei consumi energetici e del 36% delle emissioni climalteranti in Europa.

A tale scopo, la revisione della Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (Epbd, 2010/31/Ue, rifusa e modificata nel 2023) ha introdotto obblighi progressivi di miglioramento delle classi energetiche minime per il patrimonio esistente, prevedendo standard quasi zero energy building (Nzeb) per le nuove costruzioni e strate-gie di decarbonizzazione accelerate per gli edifici pubblici.

Gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni del 55% al 2030 e di neutralità climatica al 2050 riguardanti il comparto edilizio, sono stati recepiti in Italia tramite i piani nazionali di efficienza energetica e il Pniec (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima).

In affiancamento sono stati aggiunti il Pnrr (Missione 2, Componente 3) con risorse significative per la riqualificazione del patrimonio pubblico e scolastico, e gli incentivi fiscali straordinari (ecobonus, sismabonus, superbonus 110%).

Il progetto dello studio Alvisi Kirimoto rigenera gli edifici coinvolgendo gli abitanti, combinando sistemi prefabbricati ad alte prestazioni per facciate, logge e coperture con spazi condivisi al pianto terra e aree verdi, trasformando l’architettura in un’infrastruttura ecologica e sociale
Il progetto dello studio Alvisi Kirimoto rigenera gli edifici coinvolgendo gli abitanti, combinando sistemi prefabbricati ad alte prestazioni per facciate, logge e coperture con spazi condivisi al pianto terra e aree verdi, trasformando l’architettura in un’infrastruttura ecologica e sociale

Il quadro del settore edilizio italiano

Circa 15 milioni di abitazioni obsolete e non conformi agli standard energetici contemporanei; oltre il 10% della popolazione che vive in condizioni di povertà energetica; un patrimonio Erp, spesso costruito tra gli anni Cinquanta e Settanta, che richiede sia interventi di efficientamento sia di rigenerazione sociale e urbana.

Numeri che inquadrano sulla situazione italiana e da cui si evince l’urgenza di un piano straordinario di retrofit e il superamento delle lentezze e delle inefficienze del settore edilizio tradizionale: frammentazione della filiera, scarsa produttività, ridotta capitalizzazione e scarsi investimenti in ricerca e digitalizzazione.

Tutti fattori vincolanti per i tempi di attuazione degli obiettivi comunitari.

Il progetto dello studio Alvisi Kirimoto rigenera gli edifici coinvolgendo gli abitanti, combinando sistemi prefabbricati ad alte prestazioni per facciate, logge e coperture con spazi condivisi al pianto terra e aree verdi, trasformando l’architettura in un’infrastruttura ecologica e sociale
Il progetto dello studio Alvisi Kirimoto rigenera gli edifici coinvolgendo gli abitanti, combinando sistemi prefabbricati ad alte prestazioni per facciate, logge e coperture con spazi condivisi al pianto terra e aree verdi, trasformando l’architettura in un’infrastruttura ecologica e sociale

Cosa fa Energiesprong

Il modello Energiesprong, nato nei Paesi Bassi e diffusosi in Francia, Germania, Italia e Regno Unito e che è stato riconosciuto anche dalla Commissione Europea come best practice per la riqualificazione profonda, combina industrializzazione dei processi, digitalizzazione, prefabbricazione off-site, contratti di performance energetica (Epc) e modelli di finanziamento basati sul Total Cost of Ownership, consentendo di ridurre tempi e costi, garantendo prestazioni a lungo termine e finanziando gli interventi attraverso i risparmi generati. Gli elementi della riqualificazione Energiesprong Italia riguardano:

  • facciate pre-fab; nuovi balconi e terrazzi;
  • qualità architettonica con una vasta scelta di materiali, colori ed elementi compositi per le facciate;
  • aumento dell’autonomia energetica; prestazioni Nzeb o Positive Energy;
  • comunità energetiche;
  • accessibilità;
  • riconfigurazione piano terra;
  • integrazione con il contesto urbano;
  • mix di funzioni; rigenerazione di quartiere;
  • partecipazione attiva tramite il coinvolgimento degli attori sociali e degli inquilini.
Il progetto Ivy-Up di Barreca &La Varra unisce natura e innovazione: facciate e balconi prefabbricati, schermature solari e spazi comuni trasformano l’edificio esistente in un modello di efficienza energetica, comfort abitativo e relazioni comunitarie
Il progetto Ivy-Up di Barreca &La Varra unisce natura e innovazione: facciate e balconi prefabbricati, schermature solari e spazi comuni trasformano l’edificio esistente in un modello di efficienza energetica, comfort abitativo e relazioni comunitarie

Le quattro soluzioni vincitrici

Due i comparti Erp (Edilizia Residenziale Pubblica) del Comune di Milano, gestiti dalla società MM, che sono stati presi in considerazione per la Call for Solutions Next Gen lanciata da Edera: il primo in via Maffeo Bagarotti, realizzato tra gli anni Sessanta e Ottanta che fa parte del quartiere Erp Bagarotti nella zona ovest a ridosso del Parco delle Cave; il secondo, in viale Omero 15, nel quartiere Corvetto a sud-est della città, che è stato realizzato negli anni ’50.

Per entrambi i complessi residenziali sono state selezionate due proposte vincitrici: per le torri di via Maffeo Bagarotti quella della cordata Isopan-Alvisi Kirimoto mentre per la stecca alta quella di Irondom; per gli edifici in linea di via Omero 15, le proposte Re-Framing Identities della cordata coordinata da Park Associati e IvUP coordinata dallo studio Barreca & La Varra.

Il progetto Ivy-Up di Barreca &La Varra unisce natura e innovazione: facciate e balconi prefabbricati, schermature solari e spazi comuni trasformano l’edificio esistente in un modello di efficienza energetica, comfort abitativo e relazioni comunitarie
Il progetto Ivy-Up di Barreca &La Varra unisce natura e innovazione: facciate e balconi prefabbricati, schermature solari e spazi comuni trasformano l’edificio esistente in un modello di efficienza energetica, comfort abitativo e relazioni comunitarie

Irondom integrazione e sostenibilità

L’intervento coniuga efficienza tecnica e innovazione sociale, riducendo i costi di esecuzione e di gestione post-intervento e promuovendo al contempo una rigenerazione capace di produrre valore duraturo per la comunità residente.

Le soluzioni adottate riguardano: componenti prefabbricati off-site, processi file-to-factory e modellazione Bim, tecnologie modulari e reversibili fra cui il sistema composto da pannelli modulari con telaio metallico leggero del sistema Duo System capace di integrare isolamento termico e consolidamento strutturale, e di aumentare la copertura dei fabbisogni energetici da fonti rinnovabili.

Negli spazi aperti del complesso sono stati previsti hub sociali temporanei e smontabili, realizzabili con tecnologie a secco, quali estensioni architettoniche coerenti con la morfologia e la cromia degli interventi di facciata.

Sono questi luoghi d’incontro, formazione per la collettività, destinati a ospitare attività di educazione ambientale ed energetica, dedicate alla conoscenza dei sistemi impiantistici e sensoristici installati, alla diffusione di pratiche quotidiane di risparmio energetico e gestione consapevole dell’edificio, ma anche pratiche di riuso e scambio come la banca del tempo.

Dispositivi sociali e tecnologici, che propongono un modello integrato di rigenerazione urbana e comunitaria, in cui innovazione costruttiva, sostenibilità economica e coesione sociale concorrono a definire un ecosistema replicabile e duraturo.

I partner del progetto: Duo System, Trespa, Nge, Mydatec, Irpinia Serramenti, lo studio di progettazione bim Oopen innovation, la consulenza scientifica di Diarc, Dipartimento di Architettura Università degli studi di Napoli Federico II, T-Lab.

Una nuova immagine identitaria

L’intervento con la proposta progettuale ideata dallo studio Alvisi Kirimoto si basa sul know-how dei sistemi costruttivi off-site per facciate e coperture e sulla capacità di rigenerare senza dislocare rendendo protagonisti gli abitanti.

Le azioni messe in campo riguardano, in primis, l’impiego di un pannello sandwich metallico coibentato, concepito come cappotto meccanico a secco per pareti e facciate che unisce alte prestazioni, precisione produttiva off-site e flessibilità esecutiva on-site.

La realizzazione di logge prefabbricate con struttura metallica autoportante, controventata e montata a secco, che ampliano lo spazio abitativo e migliorano comfort e sicurezza sismica.

I vani scala, resi trasparenti e permeabili alla luce tramite nuove superfici vetrate e schermature metalliche, che diventano elementi centrali nel rapporto tra edificio e contesto.

La copertura integrata che accoglie fotovoltaico e i sistemi di gestione delle acque all’interno di un pacchetto prefabbricato continuo.

Il piano terra, parzialmente liberato dagli impianti centralizzati, che diventa una piattaforma sociale aperta e attiva, ospitando spazi per attività condivise, coworking, musica, incontri e aree dedicate alla mobilità dolce.

L’intero sistema degli spazi aperti (corti, percorsi, aree verdi) diventa infrastruttura ecologica e relazionale. I partner di progetto: Isopan, Teicos group, Armalam, Horigon engineering, Caparol, Alpac, Olimpia Splendid, Rockwool, My Gekko.

Il progetto bioclimatico Ivup

La proposta coordinata dallo studio Barreca & La Varra (dall’inglese Ivy edera e Up salire) rappresenta la sintesi tra natura e innovazione: come l’edera, il sistema aderisce, cresce e si espande; come il futuro, mira a un costante miglioramento e sviluppo verso l’alto.

L’elemento della luce solare, dell’esposizione dell’intero edificio, e dei singoli piani contribuisce al suo sviluppo, dandone forma e si adatta al contesto.

Tutto questo si traduce in una struttura esterna e autonoma con nuovi balconi e schermature solari a moduli prefabbricati progettata su base climatica per ridisegnare le facciate.

Si tratta di un intervento di recladding con sistemi Jendy Joss che si integra all’edificio esistente, migliorandone efficienza energetica e qualità abitativa.

La copertura, dove è prevista la demolizione del tetto a doppia falda e dei muri perimetrali di sostegno, sarà utilizzata come spazio comune per lo svago e altre attività comunitarie. Al piano terra sono previsti una serie di interventi migliorativi dal punto di vista funzionale ed estetico.

I partner del progetto: Archistart Studio, Studio di Ingegneria Rigone, United Consulting, Msc Associati, Global Assistance Department, Jedy Joss Building.

Il progetto di Park Associati trasforma gli edifici in comunità resilienti e collaborative: facciate prefabbricate, ballatoi modulari, nuovi spazi sociali e impianti innovativi migliorano efficienza, sicurezza e qualità della vita degli abitanti
Il progetto di Park Associati trasforma gli edifici in comunità resilienti e collaborative: facciate prefabbricate, ballatoi modulari, nuovi spazi sociali e impianti innovativi migliorano efficienza, sicurezza e qualità della vita degli abitanti

L’intervento socio-urbano Re-Framing identities

L’intervento coordinato da Park Associati non ha solo finalità di riqualificazione tecnico-prestazionale ma mira a creare una comunità più unita e collaborativa, che condivide spazi per attività varie.

Le azioni sugli edifici riguardano le facciate, la copertura e gli impianti, con interventi poco invasivi sugli appartamenti interni per minimizzare il disagio degli abitanti.

La prima operazione strategica ha riguardato l’accessibilità all’edificio e agli appartamenti per tutti i possibili utenti con l’inserimento di due nuovi ascensori in prossimità dei vani scala più esterni.

Il progetto di Park Associati trasforma gli edifici in comunità resilienti e collaborative: facciate prefabbricate, ballatoi modulari, nuovi spazi sociali e impianti innovativi migliorano efficienza, sicurezza e qualità della vita degli abitanti
Il progetto di Park Associati trasforma gli edifici in comunità resilienti e collaborative: facciate prefabbricate, ballatoi modulari, nuovi spazi sociali e impianti innovativi migliorano efficienza, sicurezza e qualità della vita degli abitanti

I vani sono poi stati collegati attraverso una struttura esterna, prefabbricata e modulare che viene agganciata all’edificio esistente e crea una serie di ballatoi ai vari appartamenti che diventano i nuovi spazi esterni per la convivialità e socialità.

La seconda operazione ha interessato la riqualificazione della facciata con sistema Eco-Sisma ossia pannelli prefabbricati che evidenziano gli aspetti più peculiari degli edifici e sono progettati come grandi portali che inquadrano ogni serramento, aumentando la percezione di regolarità di ogni edificio e ampliando la percezione della dimensione delle aperture.

I pannelli sono costituiti da una scocca esterna in cemento che protegge lo strato interno di isolamento e vengono fissati all’edificio esistente attraverso delle piastre in acciaio, come armatura esterna di rinforzo antisismico.

La copertura di cui è stata modificata la sagoma, da padiglione a falda, con struttura in legno che poggia sui pannelli prefabbricati di facciata, è stata trasformata in un nuovo luogo sociale.

Le nuove soluzioni impiantistiche rendono gli edifici macchine resilienti e capaci di rispondere al modificarsi delle condizioni esterne tramite la gestione dei consumi, un nuovo sistema di produzione di energia, di controllo dell’ambiente interno e di ricambio d’aria. I partner del progetto sono: Daw, Delta Dore, Innova, Camuna Prefab-bricati, Rockwool, Woodbeton.

di Margherita Toffolon

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