Don’t Let the Sun: anteprima a Milano e obiettivo puntato sulle città tra clima e relazioni

Il film di Jacqueline Zünd arriva in esclusiva a Milano con eventi, incontri e un viaggio tra cambiamento climatico, architetture urbane e fragilità umane.

Don’t Let the Sun è un film che guarda avanti ma interroga profondamente il nostro presente. Un racconto intimo e visionario, ambientato in una Milano inedita, dove architetture poco conosciute diventano parte integrante della narrazione.

Cineteca Milano, in collaborazione con Casa Delle Visioni, porta in esclusiva in città l’opera di Jacqueline Zünd, presentata al Locarno Film Festival 2025 e premiata per la miglior interpretazione maschile a Levan Gelbakhiani.

Un’occasione per scoprire un film che unisce sensibilità, immaginazione e una forte attenzione ai temi sociali e ambientali.

Il protagonista e la bimba
Il protagonista e la bimba

Anteprima milanese e programmazione speciale

Cineteca Milano propone Don’t Let the Sun in anteprima assoluta con una serie di proiezioni evento. Il film, distribuito da Trent Film e in arrivo nelle sale italiane a maggio, sarà programmato:

  • 4 marzo al cinema Cineteca Milano Metropolis di Paderno Dugnano, con una serata speciale alla presenza della regista.
  • Dal 5 al 12 marzo al cinema Cineteca Milano Arlecchino, con incontri, ospiti e momenti di approfondimento.

Per Cineteca Milano, l’incontro con il film è stato immediato: un vero colpo di fulmine nato dopo la visione a Locarno, grazie alla ricchezza dei temi e alla forza visiva dell’opera.

Un film sul cambiamento climatico e sulle sue conseguenze

Uno dei nuclei tematici più forti è l’ambiente. Il riscaldamento globale, un tempo materia da fantascienza distopica, oggi è una realtà che condiziona le nostre vite.

Don’t Let the Sun immagina un futuro prossimo in cui il sole diventa una minaccia e il giorno un territorio invivibile. Una metafora potente che invita a riflettere sulle responsabilità collettive e sulle urgenze climatiche.

Solitudine, relazioni e fragilità emotiva

Il film affronta anche il tema dell’isolamento, una condizione sempre più diffusa tra ragazze e ragazzi. La storia esplora la necessità di costruire legami autentici, di fidarsi e di trovare conforto nell’altro. Jonah, protagonista ventottenne che offre sostegno emotivo agli sconosciuti, si ritrova improvvisamente a prendersi cura della piccola Nika: un incontro che cambia il suo modo di stare al mondo.

Architetture e location: Milano come personaggio

Gli spazi urbani non sono semplici scenografie, ma elementi narrativi che definiscono l’identità del film. Le location diventano luoghi emotivi, specchi del clima distopico e delle fragilità dei personaggi.

Tra le principali ambientazioni:

  • Complesso residenziale Monte Amiata a Milano, progettato da Carlo Aymonino e Aldo Rossi.
  • Quartiere Le Lavatrici di Genova.
  • San Paolo, in Brasile.

Questi luoghi, con le loro geometrie e atmosfere, amplificano il senso di sospensione e di ricerca che attraversa il film.

Il signore dei gufi
Il signore dei gufi

Eventi, masterclass e location tour

Per accompagnare l’uscita del film, Cineteca Milano organizza una serie di appuntamenti dedicati.

Giovedì 5 marzo – ore 19.00 – Cineteca Milano Arlecchino La regista incontra il pubblico e gli studenti delle scuole di cinema (ingresso libero con prenotazione). L’incontro sarà affiancato da due proiezioni del film.

Martedì 10 marzo – dalle 14.30 Con la location manager Manuela Tranchina.

  • Ritrovo: fermata San Leonardo MM1
  • Visita al complesso Monte Amiata
  • Trasferimento al Museo di Scienze Naturali
  • Rientro all’Arlecchino per la proiezione delle 19.00 Prenotazione obbligatoria per massimo 15 persone.

Giovedì 12 marzo – ore 19.00 – Cineteca Milano Arlecchino Proiezione introdotta da Alessia Lanzi, psicologa e psicoterapeuta, presidente della Cooperativa Minotauro.

Trama del film

In un futuro prossimo, il caldo estremo rende impossibile vivere alla luce del giorno. Gli esseri umani si rifugiano nella notte, mentre i rapporti si svuotano di calore e vicinanza.

Jonah, 28 anni, lavora offrendo conforto emotivo agli sconosciuti. La sua vita cambia quando si ritrova a prendersi cura della piccola Nika. Don’t Let the Sun è un dramma delicato sulle relazioni umane, sulla vulnerabilità della crescita e sul coraggio di amare in un mondo sempre più ostile.

Una riflessione sul cambiamento climatico e sulle sue ricadute, ambientata in città come Milano, dove il film è in parte girato.

Jacqueline Zünd | Regista
Jacqueline Zünd | Regista

Jacqueline Zünd | Regista

Don’t Let The Sun è una storia sulla natura fragile delle relazioni nella nostra epoca post-digitale. Il film esplora tematiche legate all’intimità: come nasce realmente? Che tipo di vicinanza desideriamo? Perché è così difficile permetterci qualcosa che tutti desideriamo? E quanto sono cambiati nel tempo i nostri bisogni di intimità? Nel mio film, non è il mondo digitale a creare distanza tra le persone, ma le condizioni climatiche. La terra si è riscaldata a tal punto che le persone sono costrette a restare al chiuso durante il giorno. Se il calore rende difficile stare bene nella propria pelle, come si può essere vicini a qualcun altro?

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