con-vivere: il Maxxi diventa un paesaggio condiviso
La hall del Maxxi si trasforma con con-vivere, il progetto di Takk per Entrate: sei installazioni mobili, materiali sostenibili e un paesaggio interattivo che invita a sostare, incontrarsi e condividere.
Dal 20 marzo la hall del Maxxi cambia identità e diventa un ambiente vivo, in trasformazione continua.
Con la seconda edizione diEntrate – il programma pluriennale curato da Martina Muzi che invita ogni anno un designer a ripensare lo spazio di accoglienza – il museo si apre a nuove forme di relazione, trasformando il passaggio in permanenza, l’attesa in esperienza, il movimento in incontro.
Takk firma un ecosistema interattivo per il Maxxi
Per questa edizione, il Maxxi coinvolge lo studio internazionale Takk, fondato da Mireia Luzárraga e Alejandro Muiño e attivo tra Barcellona e New York.
Il duo, noto per integrare ricerca accademica e progettazione con un forte orientamento ecologico, ha ideato con-vivere: un paesaggio di organismi multifunzionali che invita a sostare, lavorare, riposare, incontrarsi o semplicemente lasciarsi ispirare.
Il Giardino accoglie i visitatori accanto al Lettino benessere
Un progetto che celebra la vita condivisa
L’intervento di Takk immagina la hall come un ecosistema aperto, composto da elementi mobili, artificiali e organici, che incoraggiano nuove forme di convivenza.
Le sei installazioni propongono modalità diverse di vivere lo spazio pubblico e suggeriscono un museo più accessibile, partecipato e condiviso.
Le strutture, realizzate con materiali a basso impatto di carbonio e sistemi costruttivi leggeri, danno vita a un paesaggio eterogeneo in cui forme rigide e linee sinuose dialogano con componenti viventi.
L’illuminazione, ispirata alle serre agricole, sostiene la crescita delle piante e contribuisce al benessere sensoriale dei visitatori, grazie a un uso calibrato del colore come stimolo e terapia.
Il Giardino: accoglienza e orientamento in un unico ecosistema
Il percorso inizia con Il Giardino, che funge anche da punto informativo. Vegetazione, segnaletica e funzioni di accoglienza si intrecciano in un unico ambiente, trasformando l’ingresso in un luogo immersivo e ospitale.
La Torre: sovranità alimentare e pratiche sociali
La Torre è una struttura verticale dedicata al tema della sovranità alimentare. Serbatoi d’acqua alimentano una sequenza di terrazze coltivate con specie commestibili mediterranee – asparagi, piselli, cavoli – illuminate da lampade per la crescita.
Alla base, tavoli condivisi accolgono i raccolti, trasformando il cibo in un gesto comunitario e in un’occasione di socialità.
La Fontana, moderna piazza di incontro
La Fontana: un’assemblea circolare per incontrarsi
Con La Fontana, una seduta a gradoni avvolge una vasca ornamentale, creando una sorta di agorà contemporanea. È uno spazio pensato per la sosta, la conversazione e l’incontro spontaneo, dove l’acqua diventa elemento di calma e connessione.
Il Divano Collettivo: un luogo per il riposo condiviso
Il grande Divano Collettivo, una seduta circolare di sei metri di diametro, invita a sdraiarsi, leggere, conversare o semplicemente rilassarsi. Profumi, colori e texture costruiscono un’esperienza multisensoriale che incoraggia un rapporto più informale e disteso con lo spazio museale.
Condividere è più facile sul Divano collettivo
Il Lettino Benessere: un’esperienza intima tra piante aromatiche
Pensato per un’interazione più personale, Il Lettino Benessere offre un momento di quiete tra piante aromatiche e medicinali. È un dispositivo che unisce cura, natura e introspezione.
Il Tavolo di Lavoro: un ponte tra studio e collaborazione
Chiude il percorso il Tavolo di Lavoro, una grande superficie illuminata progettata per lo studio e la concentrazione. Ispirato ai sistemi strutturali dei ponti, rende visibili le logiche costruttive che lo sostengono, suggerendo una metafora del lavoro come equilibrio, relazione e supporto reciproco.
Chi non vorrebbe un simile Tavolo di lavoro?
Maria Emanuela Bruni | Presidente Fondazione Maxxi
Maria Emanuela Bruni | Presidente Fondazione Maxxi
Con i progetti dello studio Takk – ricchi di elementi vegetali, dalle forme giocose e dai colori vivaci – la primavera sboccia anche dentro il museo, trasformando l’ingresso in un luogo di incontro e condivisione. Il programma Entrate, come suggerisce il suo nome, è un invito aperto a varcare la soglia e a fermarsi, a tornare anche ogni giorno per scoprire un Maxxi sempre più aperto, vivo, accogliente e vicino alle persone.
Francesco Stocchi | Direttore artistico Maxxi
Con il secondo capitolo di Entrate, il Maxxi si conferma come uno spazio dinamico per il design contemporaneo, capace di stimolare i progettisti a confrontarsi con l’architettura di Zaha Hadid. L’intervento nella Hall diventa così un gesto di apertura: un invito a ripensare l’ingresso come una piazza, in cui le dinamiche di incontro, scambio e permanenza si attivano all’interno del museo, che si ridefinisce a partire dal suo pubblico.
Lorenza Baroncelli | Direttrice del Dipartimento Architettura e Design contemporaneo del Maxxi
Lorenza Baroncelli | Direttrice del Dipartimento Architettura e Design contemporaneo del Maxxi
Il design è una disciplina utile a ripensare spazi, tempi e modi di vivere di una società in continuo mutamento. Questo progetto prova a farlo coinvolgendo alcuni dei più importanti esponenti del collectible design. Pezzi unici e serie limitate che, negli spazi progettati da Zaha Hadid, dialogano e si misurano con la monumentalità dell’architettura che li accoglie. È proprio in questo contesto che Takk interpreta la sfida progettando sei follie su ruote: strutture mobili, capaci di trasformarsi e di essere continuamente riposizionate per rispondere alle esigenze di un museo in costante evoluzione.