Nel settore delle casseforme, un comparto essenziale ma raramente sotto i riflettori, qualcuno ha deciso di non aspettare che la trasformazione arrivasse dall’esterno.
Doka ha scelto di anticiparla. Con un programma Net Zero che punta al 2040 e un approccio radicale alla trasparenza, l’azienda introduce una domanda scomoda ma necessaria: che valore ha la parola sostenibilità se non è accompagnata da dati verificabili?

Il contesto: perché l’edilizia non può più rimandare
- 37% delle emissioni globali proviene dal settore delle costruzioni
- Oltre 7.000 prodotti Doka hanno già una Product Carbon Footprint calcolata
- 2040 è l’obiettivo Net Zero dichiarato dall’azienda.
Il mondo delle costruzioni è responsabile di una quota enorme delle emissioni globali. E mentre le grandi imprese iniziano a chiedere ai fornitori dati concreti e percorsi di riduzione misurabili, chi non è in grado di rispondere rischia di restare fuori dalla filiera. Non tra vent’anni: oggi.
Un cambio di paradigma: dalla narrativa ai dati
Doka ha scelto un punto di partenza inusuale per il settore: misurare prima di dichiarare. La Carbon Footprint aziendale è stata calcolata su tutte le sedi globali, mentre la Product Carbon Footprint è stata sviluppata per oltre 7.000 prodotti del portafoglio core.
La differenza? Questi numeri non restano nei report: compaiono nelle offerte e nelle fatture, diventando strumenti operativi per i clienti, che possono integrarli nei propri calcoli di sostenibilità.
È un cambio culturale: non fidatevi, ma verificate.

Decarbonizzazione: la strategia sugli Scope 1 e 2
Gli ambiti sotto controllo diretto – energia, mobilità, riscaldamento – sono il primo fronte di intervento.
- Entro il 2035, l’intera flotta (camion, auto, carrelli elevatori) sarà elettrica.
- A fine 2025 è entrato in funzione il primo camion elettrico nella sede centrale austriaca: 36 tonnellate di Co₂ risparmiate ogni anno da un solo mezzo.
Un percorso che combina investimenti, pianificazione e un approccio industriale alla riduzione delle emissioni.
Scope 3: la sfida più complessa della filiera
Le emissioni a monte (acciaio, materiali) e a valle (cantieri) richiedono collaborazione e innovazione.
Doka sta lavorando su due fronti:
1. Materiali a minore impatto
- Collaborazione con la filiera metallurgica per aumentare il contenuto di riciclato
- Introduzione di acciaio green.
2. Cantieri più efficienti
- Sistemi di casseforme intelligenti
- Soluzioni digitali che ottimizzano getto, tempi e qualità
- Supporto all’uso di calcestruzzi a basso impatto.
La digitalizzazione diventa così un abilitatore tecnico della sostenibilità: dati migliori, decisioni migliori, meno sprechi.
Economia circolare: il valore del modello a noleggio
Il noleggio non è solo un modello di business: è una strategia ambientale.
Le casseforme e i ponteggi rientrano nei centri di refurbishment, dove vengono controllati, riparati e reimmessi nel ciclo produttivo. Questo approccio:
- estende la vita utile dei materiali
- riduce il fabbisogno di risorse nuove
- sottrae materiale al paradigma dell’usa e getta.
Doka ha sviluppato una competenza specializzata nel refurbishment professionale, trasformando la manutenzione in un pilastro della circolarità.

Standard comuni e leadership di settore
Il vantaggio competitivo non nasce solo dall’innovazione interna, ma dalla capacità di guidare l’intero settore.
- Doka ha contribuito, insieme al Gsv, allo sviluppo del primo standard condiviso di Product Carbon Footprint per il settore, oggi adottato in tutta l’area Dach.
- A fine 2024 è diventata la prima azienda al mondo nel settore delle casseforme e dei ponteggi a impegnarsi con la Science Based Targets Initiative.
- La validazione è attesa nel 2026, trasformando ambizioni in responsabilità misurabili.
Le lezioni apprese lungo il percorso
Nel cammino verso il Net Zero, Doka ha consolidato alcuni principi operativi:
• Agire prima del piano perfetto
Il cambiamento inizia con il primo passo possibile.
• Concentrarsi sulle leve reali
Numeri, non impressioni: intervenire dove l’impatto è maggiore.
• Collaborare lungo tutta la catena del valore
Nessun attore può decarbonizzare da solo.

Il nodo del calcestruzzo: responsabilità e realismo
Il calcestruzzo è uno dei maggiori emettitori, ma anche un materiale insostituibile. La trasformazione sostenibile dell’edilizia non passa dall’eliminazione dei materiali fondativi, ma dalla ridefinizione del modo in cui li produciamo, li utilizziamo e li rimettiamo in circolo.
E per una volta, i conti non si faranno alla fine: si stanno facendo adesso. Doka ha scelto di non aspettare che il cambiamento arrivasse dall’alto. Ha deciso di guidarlo.