Biennale dello Stretto 2026: una visione mediterranea per il mondo che cambia

La terza edizione esplora le mutazioni globali attraverso architettura, arte, paesaggio e ricerca, con uno sguardo rivolto al Mediterraneo e al Sud del mondo.

Alfonso Femia | Co-Direttore della Biennale | ©Filippo Avandero

La terza edizione della Biennale dello Stretto si afferma come un progetto culturale che guarda oltre i confini geografici, proponendo una lettura lucida e internazionale del futuro.

In un contesto in cui il Sud è spesso escluso dai grandi eventi, la Biennale ribalta la narrazione dominante e valorizza la vitalità di territori che si affacciano sul Mediterraneo e sulle aree Mena, oggi al centro delle più significative trasformazioni demografiche e sociali.

Il Sud che osserva il futuro globale

Lo Stretto si confronta con un Mediterraneo in rapido cambiamento, dove l’Africa — destinata a rappresentare oltre il 25% della popolazione mondiale entro il 2050 — diventa protagonista di una crescita economica e demografica senza precedenti.

Questa mutazione globale ridefinisce il rapporto tra geografia, territorio e paesaggio, aprendo nuove sfide per architettura, città, arte e fotografia.

Il tema 2026: Mutazioni, oltre la linearità del cambiamento

Il tema scelto dai tre direttoriAlfonso Femia, Annalisa Metta e Salima Naji — affronta le Mutazioni come trasformazioni rapide, discontinue e profonde. Non più evoluzioni graduali, ma passaggi istantanei che riducono le tracce e mettono in crisi la memoria collettiva.

Le mutazioni contemporanee generano scenari complessi, dove condizioni un tempo favorevoli possono diventare improvvisamente ostacoli.

La Biennale conferma il suo modello partecipativo, costruito insieme alle comunità di Reggio Calabria e Messina. Otto curatori scientifici e quattro curatori per arte, fotografia e design svilupperanno ricerche dedicate ai diversi aspetti delle mutazioni:

  • confini tra naturale e artificiale
  • paesaggi in trasformazione
  • modelli di aggregazione spontanea
  • spazi urbani residuali
  • sovrascritture artistiche
  • resilienza idrica
  • nuove logiche della mobilità
  • futuri luoghi della cultura.

Arte, fotografia e design come strumenti di lettura

La sezione fotografica indaga il post-paesaggio e l’assuefazione all’immagine urbana. Le arti visive esplorano l’imperfezione, la materia e la forma, mentre il design approfondisce i nuovi codici progettuali coerenti con il tema Mutazioni.

La Biennale dedica un focus alla rigenerazione urbana, affrontata attraverso sguardi molteplici e in collaborazione con Ance Reggio Calabria, Oappc Reggio Calabria e Teha Group.

L’obiettivo è chiarire cosa significhi davvero rigenerare oggi, in un’epoca di disallineamento tra passato e futuro.

Il coinvolgimento delle scuole e delle università

L’Ordine degli Architetti di Reggio Calabria promuove una call interna e coinvolge le scuole superiori sui temi della mutazione ambientale.

Numerose università italiane e internazionali partecipano con progetti di ricerca dedicati, confermando la Biennale come piattaforma per le nuove generazioni.

Una mostra nella mostra esplora l’architettura dell’area Mesa e dell’America Latina, con particolare attenzione alla progettualità femminile. Come ricorda Salima Naji, è nel Sud del mondo che l’architettura affronta le mutazioni più radicali dei territori e delle comunità.

Una rete di istituzioni e imprese per un progetto atipico

La Biennale, ideata da Alfonso Femia, è sostenuta da Fondazione Le Città del Futuro e da una rete di partner istituzionali e privati.

Forte Batteria Siacci, affacciato sullo Stretto, sarà ancora una volta la sede principale della mostra, affiancato da sedi diffuse tra Reggio Calabria e Messina.

I dibattiti si terranno tra Forte Batteria Siacci, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e Villa Genoese Zerbi, con un programma in via di definizione che coinvolgerà architetti, studiosi, artisti e istituzioni.

Carmelo Versace | Sindaco ff metropolitano di Reggio Calabria
Carmelo Versace | Sindaco ff metropolitano di Reggio Calabria

Carmelo Versace | Sindaco ff metropolitano di Reggio Calabria

La Biennale dello Stretto, sin dalla prima edizione si è contraddistinta come un luogo di incontro e di pensiero che nasce tra due città e due regioni unite dal mare e dalla storia: Reggio Calabria e Messina.

Il tema che guida questa edizione, le mutazioni del clima e della società, ci riguarda tutti da vicino.

La Biennale dello Stretto rappresenta, dunque, non solo un evento culturale, ma un progetto di futuro: un invito a ripensare il rapporto tra uomo, natura e città, mettendo al centro la qualità della vita, la tutela del paesaggio e la forza delle comunità.

 

Alfonso Femia, Annalisa Metta e Salima Naji | Direttori della Biennale 

Mutazioni è un invito a riflettere su cosa realmente stia accadendo in questo tempo, non solo sui possibili scenari evolutivi nel breve e nel medio periodo, ma sul complesso tema del disallineamento evolutivo e sulle conseguenze che stanno già investendo territori e città.

Michele Laganà | Presidente Ance Reggio Calabria
Michele Laganà | Presidente Ance Reggio Calabria

Michele Laganà | Presidente Ance Reggio Calabria

Tratta di un tema di civiltà urbana e per la città di Reggio, come per molte altre città del Sud, un bivio.

Da una parte dispersione insediativa, consumo di suolo, quartieri senza servizi.Dall’altra la potenzialità di integrare natura e infrastrutture, casa e lavoro, cultura e tecnologia.

 

Santina Dattola | Presidente Oappc Reggio Calabria
Santina Dattola | Presidente Oappc Reggio Calabria

Santina Dattola | Presidente Oappc Reggio Calabria

La call for project che promuoveremo nasce dalla volontà di stimolare i nostri iscritti ad immaginare la città con uno sguardo nuovo. Rigenerazione Urbana come capacità di trasformare le mutazioni in atto in una nuova norma per l’intero organismo città.

Una mutazione consapevole come punto di innesco per moderni dialoghi sociali, per nuovo modo di relazionarsi, per un nuovo modo di progettare e abitare i luoghi. È un invito a proporre idee, visioni e strumenti che possano contribuire a delineare un futuro possibile per la Città Metropolitana Reggio Calabria, mettendo al centro la responsabilità del progetto e il ruolo attivo della nostra comunità professionale.

Rocco Alessandro Repaci | Sindaco di Campo Calabro
Rocco Alessandro Repaci | Sindaco di Campo Calabro

Rocco Alessandro Repaci | Sindaco di Campo Calabro

Per la terza volta Forte Batteria Siacci interpreta il perno attorno al quale ruota questo splendido ed innovativo progetto culturale profondamente legato ad un territorio e a una esperienza rigenerativa che incarna al meglio lo spirito e la sfida delle mutazioni.

Cresciuto e svelato assieme alla Biennale, questo luogo ne rappresenta l’anima nella dimensione del cambiamento che migliora la qualità della vita.

Alfonso Femia | Co-Direttore della Biennale

Questa edizione della Biennale dello Stretto è molto più di un progetto culturale. È una ricerca che si dipana su un percorso complicato e denso di asperità, perché così sono le Mutazioni.

Porterà a visioni imperfette, ma quello che importa è che sia chiaro il fine ultimo, l’impegno di noi tutti: recuperare, con strumenti diversi, in situazioni poco sperimentate e con consapevolezza e coscienza nuove, l’equilibrio minimo che consen6rà al futuro di essere tale, provando a non adattarci, semplicemente e in modo rassegnato, a un mondo alterato.

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