La luce come presenza silenziosa, come vibrazione che affiora più che mostrarsi: da questa intuizione prende forma Aura, la nuova collezione di carte da parati firmata da Daniela Pinotti, textile & surface designer romana con un percorso che intreccia moda e interior design.
Una ricerca sensibile e materica che trasforma il gesto in atmosfera e lo spazio in esperienza percettiva.
La presentazione ufficiale nello studio Et Al a Roma
Venerdì 20 marzo 2026, alle 18:30, il nuovo studio della designer – Et Al, in Via Portuense 201 a Roma – ha aperto per la prima volta le sue porte al pubblico, diventando il palcoscenico ideale per il debutto della collezione.
Un luogo intimo e sperimentale, pronto ad accogliere progetti, collaborazioni e installazioni site-specific.
Aura: quattro disegni che esplorano il potere della luce
La collezione si compone di quattro disegni – Veil, Haze, Glint ed Echo – che indagano il rapporto tra luce, segno e materia.
Veil: una velatura che suggerisce più che mostrare
Haze: una sospensione luminosa che sfuma i contorni
Glint: un bagliore che emerge da sottili contrasti
Echo: un’onda grafica che restituisce profondità allo spazio.
Realizzati a mano con colori polverosi e sottrazioni materiche, i pattern rivelano la fonte luminosa proprio dove il colore si ritrae.
La stampa su supporti differenti – dalla carta tradizionale ai wallpaper con base tessile come garza metallica e seta fiammata – amplifica la tridimensionalità del gesto e la sua capacità di trasformare l’ambiente.
Et Al: un nuovo spazio creativo nel cuore di Portuense 201
La collezione trova la sua cornice naturale nel neonato studioEt Al (E Altri), un’ex latteria di quartiere che conserva sulle pareti le tracce stratificate della sua storia.
Oggi è un laboratorio creativo dinamico, aperto alla sperimentazione e al dialogo tra discipline.
Inserito nel cortile creativo di Portuense 201 – un microcosmo urbano tra l’ex Mira Lanza e l’ex area industriale di Ostiense – lo studio si integra in un ecosistema progettuale in continua evoluzione, simbolo di una Roma che rigenera i propri spazi dismessi trasformandoli in luoghi di produzione culturale.
Uno spazio progettato per accogliere collaborazioni e nuovi linguaggi
Come suggerisce il nome, Et Al (E Altri) nasce per ospitare progetti condivisi. Lo spazio è modulare, grazie a un sistema di arredi mobili su ruote, e si articola in due aree:
una zona raccolta dedicata al laboratorio e alla progettazione
un ambiente affacciato sulla strada, pensato come punto di connessione con l’esterno
Qui trovano posto mostre, presentazioni, workshop ed eventi pop-up legati al design e alla cultura progettuale.
L’installazione immersiva: quando la luce diventa esperienza
Per il debutto di Aura, lo studio si è trasformato in un’installazione immersiva. I pannelli stampati e sospesi nello spazio creano un gioco di sovrapposizioni, pieni e vuoti, invitando i visitatori a muoversi tra le superfici come dentro un paesaggio luminoso.
La radiazione visiva filtra, si riflette e si dissolve, permettendo una lettura progressiva dei quattro disegni e del luogo che li accoglie.
Un evento multisensoriale tra design, luce e materia
Durante l’apertura dello spazio, la visione progettuale si è ampliata in una direzione artistica completa:
specchi posizionati sotto i pannelli hanno moltiplicato lo spazio, creando continuità tra superfici e contenuti
il food concept, sviluppato in dialogo con La Bread Editor, ha introdotto una dimensione gustativa coerente con l’estetica della collezione
la selezione di vini della cantina marchigiana Agricola Lanciani ha accompagnato l’esperienza sensoriale.
Ne è nato un sistema armonico in cui design, luce e percezione si intrecciano, trasformando ogni dettaglio in un gesto che fa respirare l’ambiente e la collezione.
Daniela Pinotti | Textile & surface designer e fondatrice di Et AI
Con Aura ho voluto che lo spazio respirasse, che la sua presenza non fosse solo visibile, ma percepibile.
Attraverso un segno che non si impone, ma diventa traccia, si apre una dimensione sospesa, una ricerca sulla leggerezza e su ciò che rimane anche quando la luce si dissolve.