Il progetto di Atelier(s) Alfonso Femia traduce la qualità progettuale in costruzione di comunità
Il progetto interpreta la scuola come spazio civico aperto e organismo sociale, dove qualità architettonica, flessibilità degli ambienti e integrazione con il contesto urbano costruiscono un luogo di apprendimento attivo, capace di evolvere con la comunità.
L’edificio dedicato a Piero Angela reinterpreta in chiave contemporanea il duplice significato della parola greca skholé: tempo libero inteso come piacere intellettuale e luogo destinato all’insegnamento.
Il progetto di Atelier(s) Alfonso Femia traduce questa visione in un’architettura che non concepisce l’ozio come vuoto, ma come spazio fertile per la conoscenza, l’apprendimento e la crescita delle coscienze.
La scuola diventa così un organismo sociale vivo, capace di accogliere l’evoluzione della comunità e di offrire ambienti da abitare, non semplici perimetri funzionali alla didattica.
Un impianto semplice e razionale: l’atrio, l’agorà e gli spazi condivisi
L’ingresso principale si apre su un grande atrio distributivo, pensato come luogo di aggregazione. Sullo stesso livello trovano posto l’agorà – aula dedicata all’incontro e al confronto, potenzialmente aperta alla città – la palestra e la mensa. Una corte a cielo aperto, delimitata dai volumi interni, ospita un importante sistema di collegamento verticale che conduce alla copertura abitabile, ideale per attività all’aperto e laboratori.
Questo patio sfuma il confine tra interno ed esterno, richiamando le corti delle antiche scuole greche, centri di vita comunitaria per studenti e insegnanti.
Spazi interni
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Colori chiari e luminosi
Ambienti ampi
Richiami a cielo e terra
Spazi modulari
Focus sull'aggregazione
Giochi di colori
Tanta luce naturale
Un progetto strategico per Mantova: la scuola nel quadro del PinQuA e del Pnrr
La nuova scuola primaria di Borgochiesanuova si inserisce nel Programma Innovativo della Qualità dell’Abitare (PinQuA), finanziato dal Pnrr nell’ambito della Missione 5 Coesione e inclusione. Come previsto, collaudo e rendicontazione sono stati completati entro marzo 2026, consentendo l’apertura dell’edificio all’inizio dell’anno scolastico 2026‑2027.
Spazi riconfigurabili e comunità educante: un edificio che unifica e connette
La scuola offre 15 aule ampie e flessibili, un sistema di attraversamenti vivibili, un’agorà concepita come piazza/teatro, una palestra aperta anche a eventi sportivi esterni e un grande giardino, parte integrante dell’architettura.
In linea con il pensiero di Franco Lorenzoni, secondo cui la città dovrebbe tornare a scuola e la scuola aprirsi alla città, il Comune ha perseguito l’obiettivo di rafforzare i servizi nelle aree periferiche. Il nuovo edificio unifica tre istituti in un unico plesso, diventando centro civico e landmark urbano per la zona sud‑occidentale di Mantova.
Gli esterni
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Tetto spazio da vivere
Il brillio degli smalti
Un sistema di collegamenti
Dedicata a Pieto Angela
Ampie pareti finestrate
Una scuola nel verde
Una corte abitata: il piano terra come basamento attivo
L’edificio, organizzato a corte e sviluppato su due livelli, esprime la volontà di creare spazi ibridi e multifunzionali. Il piano terra, vero basamento attivo, ospita ambienti condivisibili dalla scuola e dal quartiere.
Il progetto supera l’approccio normativo tradizionale, privilegiando ambienti ampi e confortevoli, pensati per sostenere l’apprendimento e favorire la relazione. La palestra, sviluppata in un unico doppio volume, dialoga con la corte interna e con la rampa che la attraversa, creando continuità tra spazi didattici e spazi aperti.
Il tetto abitato e il parco: un’estensione della didattica all’aperto
La copertura dell’edificio è concepita come un tetto abitato, destinato all’insegnamento all’aperto e al gioco. Insieme al parco con terrazze verdi e alla palestra, costituisce un sistema integrato di spazi per attività educative, motorie e ricreative.
Cerimonia di inaugurazione
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Foto di gruppo
Festa in palestra
Visita delle autorità e degli ospiti alla nuova scuola
Gli interventi delle autorità
Geometrie, materiali e narrazione architettonica
Il fronte d’ingresso si apre su un grande parco che penetra all’interno dell’edificio attraverso corti, terrazze e coperture attive. Dall’alto, la scuola disegna una geometria a elle, con un angolo scavato a triangolo che dialoga con il prisma triangolare dell’agorà, proteso verso il parco.
La narrazione architettonica si affida ai materiali: la ceramica diamantata dell’agorà, vibrante di riflessi, si accosta al vetro e all’intonaco che definisce le aule. L’involucro, pensato come sistema intelligente, combina superfici trasparenti e opache con materiali ad alte prestazioni, eco‑coerenti e facilmente manutenibili.
La composizione alterna leggerezza e massività attraverso ceramica, policarbonato, pannelli prefabbricati e tessiture metalliche, queste ultime dedicate all’oscuramento e alla mitigazione climatica sul lato Sud‑Ovest.
In copertura, sopra la palestra, trovano posto l’impianto di climatizzazione e il sistema fotovoltaico, contribuendo alla riduzione dei consumi energetici e alla sostenibilità complessiva dell’edificio.
Sei anni sono passati dalla diffusione della Covid. A quel tempo, che oggi pare lontanissimo, alle bambine e ai bambini, ai ragazzi e alle ragazze, la scuola venne negata per un anno, sostituita da una comoda quanto de-responsabilizzante didattica a distanza.
Quell’oscuro periodo, al quale ne seguì un altro ancora più lungo fatto di banchi a rotelle e distanze di sicurezza, ha avuto il merito di ridare vigore e importanza al valore dello spazio come forma di educazione in grado di formare cittadini con capacità critica.
In termini generali, l’architetto ha il dovere di realizzare progetti che soddisfino le esigenze, ma anche i desideri delle comunità, interpretandoli attraverso una visione responsabile e generosa.
Mattia Palazzi | Sindaco di Mantova
Mattia Palazzi | Sindaco di Mantova
Abbiamo vissuto dolorosamente cosa significhi un Paese che non pensa realmente alla scuola, che non si preoccupa delle strutture, degli spazi, di come affrontare le emergenze. La pandemia l’ha plasticamente rivelato. La Piero Angela è una scuola fatta di aule flessibili, di verde, ma anche di intelligenza previsionale che tiene conto del futuro andamento demografico, dei grandi cambiamenti in termini generali. Non abbiamo realizzato semplicemente una scuola, ma un pezzo di città.
Serena Pedrazzoli | Assessora Pubblica Istruzione, Nidi e Scuole Infanzia di Mantova
In questa scuola gli spazi concedono il tempo di respirare, di dilatarsi, di consentire alle bambine e ai bambini l’opportunità di imparare facendo, di avere visioni e di esercitarsi a immaginare. L’inserimento di un percorso montessoriano, parallelo all’insegnamento tradizionale, trova crescenti convergenze nei processi di apprendimento contemporanei. In questo scenario, le bambine e i bambini non sono comparse, ma i primi e più importanti protagonisti della loro scuola. Con il diritto all’otium garantito.
La scheda
Superficie totale: 4700 m2 Palestra: 1300 m2 Didattica (aule e laboratori): 3400 m2 Aule: 15 Studenti: 375