F&M Ingegneria: architettura integrata e governance dei grandi progetti con Martina Favero

F&M Ingegneria, realtà multidisciplinare con oltre 350 professionisti, unisce ingegneria, architettura e project management su scala globale. Con l’ingresso di Martina Favero, rafforza visione integrata, innovazione digitale nei progetti complessi

Da oltre quarantacinque anni, F&M Ingegneria opera su scala nazionale affrontando progetti complessi nei campi dell’ingegneria, dell’architettura, delle infrastrutture e del project management.

Una realtà cresciuta nel tempo attraverso l’ampliamento delle tipologie di lavori (che quindi implicano competenze aggiuntive), l’apertura di sedi in contesti geografici diversi e la costruzione di un’organizzazione solida, capacedi misurarsi con la complessità tecnica, normativa e gestionale del progetto contemporaneo.

Fondata nel 1978 a Mirano, la realtà multidisciplinare conta oggi oltre 350 professionisti in Italia e a livello internazionale, ed è attiva attraverso una rete di sedi in Europa, Medio Oriente e Medio Oriente e Balcani.

Opera nei settori dell’edilizia, delle infrastrutture e del management consulting, con un’esperienza che supera i 2.000 progetti tra interventi pubblici e privati.

Le attività di consulenza e progettazione si applicano a progetti di ingegneria, hospitality e residenziale, edilizia scolastica, spazi espositivi e per il tempo libero, retail, logistica e industria, ambito marittimo, servizi di pilotage, project e construction management, sanità, riqualificazione e restauro del patrimonio edilizio.

Oggi F&M sta attraversando una fase di profonda trasformazione che coinvolge sia la struttura societaria sia l’inserimento di nuove figure professionali.

Questo processo rende necessario rivedere l’organizzazione interna, i meccanismi decisionali e la gestione operativa del lavoro, al fine di adattarsi efficacemente alle nuove esigenze aziendali.

L’ingresso di Martina Favero come partner, consigliere delegato e responsabile del settore Architettura di F&M Ingegneria s’inserisce in questo percorso come accelerazione di un cambiamento già avviato: un passaggio generazionale che non introduce rotture, ma rafforza una visione integrata, attenta alle persone, alla qualità del costruire e alla responsabilità verso i contesti.

Ne nasce una riflessione ampia sul ruolo dell’architettura come competenza strategica, sulla collaborazione tra discipline, sull’uso consapevole della digitalizzazione e sulla necessità di governare la complessità senza perdere rigore tecnico e chiarezza progettuale.

La figura dell’architetto si ritrova in tutti gli elementi del lavoro. F&M applica il controllo architettonico ed estetico nel mondo delle costruzioni (ponti, infrastrutture, edilizia).

Il suo ingresso come partner e consigliere delegato segna un passaggio rilevante per F&M Ingegneria. In che modo questo cambio generazionale ha inciso sull’organizzazione dello studio e sui processi decisionali?

Si è trattato di un’evoluzione necessaria: il cambio generazionale è stato un passaggio naturale, legato alla crescita della società. L’organizzazione di F&M era già oggetto di una riflessione strutturata e il mio ingresso ha probabilmente accelerato un processo che era stato pensato da tempo. Oggi le decisioni coinvolgono più figure e si basano su un confronto più articolato, con uno sguardo che tiene insieme i progetti, la gestione interna e le prospettive di sviluppo. È un assetto che riflette la complessità della struttura e dei contesti in cui operiamo, e che richiede maggiore responsabilità condivisa.

Il suo ruolo introduce anche un cambio di linguaggio e di approccio. In che senso sente di portare un’evoluzione rispetto al passato?

Viviamo in un contesto che muta rapidamente, e una società di progettazione deve sapersi adattare senza perdere identità. L’obiettivo è continuare a operare in settori diversi e in paesi diversi, rafforzando una visione integrata del progetto. F&M nasce come realtà fortemente ingegneristica e oggi lavora su architettura, infrastrutture, opere marittime, impianti e project management, integrando progressivamente nuove tecnologie. È un ampliamento di prospettiva che non rinnega l’origine tecnica, ma la mette in dialogo con esigenze sempre più complesse. Questo significa introdurre nella progettazione opere d’arte, di infrastrutture e nelle costruzioni in genere, il controllo architettonico estetico dell’oggetto del progetto.

F&M nasce come realtà fortemente strutturata sul piano ingegneristico. Qual è oggi il ruolo dell’architettura all’interno dell’azienda?

L’architettura è una competenza strategica. È la disciplina che dà forma alla visione complessiva del progetto e che tiene insieme qualità spaziale, comfort, sostenibilità e relazione con il contesto. All’interno di F&M il dialogo con le altre competenze (come ’ingegneria e gli impianti) è ormai consolidato attraverso workflow condivisi e ambienti di lavoro comuni. L’architettura ha un ruolo di regia, non di sovrapposizione: orienta il progetto e ne governa la coerenza in tutti i progetti.

Nei progetti di rigenerazione urbana e sugli interventi sull’esistente, la collaborazione tra discipline è centrale. Come viene organizzata concretamente?

Lavoriamo con team multidisciplinari che includono architetti, ingegneri, strutturisti, impiantisti, project manager e figure specialistiche. Fin dall’inizio del progetto vengono definite responsabilità, ruoli e milestone, insieme a momenti di coordinamento ricorrenti. Questo assetto consente di controllare la qualità e l’aspetto storico e di design anche negli interventi su patrimoni esistenti, dove storia, estetica e conservazione si fondono.

Come si gestiscono progetti di lunga durata garantendo qualità progettuale, controllo tecnico e sostenibilità economica?

La pianificazione di tempi e risorse è un passaggio imprescindibile, indipendentemente dalla scala del progetto. A questo si affiancano il controllo del budget, il controllo delle risorse, della metodologia, dei software di strumentazioni più avanzati, le soluzioni costruttive, l’utilizzo di materiali prestazionali e durevoli nonché il controllo economico di tutti i processi di elaborazione del progetto.

Il progetto dev’essere studiato nella sue fasi esecutive ma anche nella durabilità del suo ciclo di vita. F&M è una realtà articolata, con numerose sedi e centinaia di professionisti coinvolti. Quali competenze sono oggi strategiche?

La digitalizzazione è sicuramente centrale: il Bim è ormai parte integrante della nostra quotidianità e rappresenta uno strumento di coordinamento e controllo fondamentale. L’intelligenza artificiale, invece, è un ambito in forte evoluzione, che oggi utilizziamo soprattutto per ottimizzare processi e attività ripetitive. Accanto a queste competenze, rimane centrale la capacità di gestione del progetto: coordinare persone, tempi e decisioni, garantendo continuità e qualità lungo tutte le fasi. È una competenza trasversale che continua a fare la differenza.

Che ruolo ha la formazione nella strategia aziendale?

La formazione è essenziale per far crescere le risorse interne e mantenere il know-how all’interno della società. Investiamo in percorsi strutturati legati al Bim, al project management e all’empowerment, oltre che alle varie metodologie di direzione lavori e project management. È un processo continuo, che accompagna l’evoluzione dello studio e rafforza una cultura comune del progetto.

In una realtà strutturata come F&M, come lasciate spazio alla sperimentazione?

Abbiamo creato un gruppo dedicato alla ricerca e sviluppo, con l’obiettivo d’introdurre gradualmente nuovi strumenti e tecnologie senza impattare negativamente su tempi e costi. Oggi la sperimentazione si concentra soprattutto sull’automazione di attività ripetitive e sulla gestione dei dati, un patrimonio costruito in decenni di attività. È un lavoro che migliora l’efficienza complessiva e libera tempo e risorse per il progetto. 

Il suo approccio alla leadership viene spesso descritto come collaborativo. Come si traduce nel lavoro quotidiano?

Il nostro è un lavoro di team e credo che i progetti migliori nascano dal confronto. Il nostro continuo

obiettivo, oltre a quello di formare, è quello di responsabilizzare e promuovere anche economicamente l’evoluzione delle persone in ruoli diversi nei confronti delle procedure al fine di elevare la qualità del progetto finale senza irrigidire i processi.

Quanto incide la responsabilità verso i luoghi nelle scelte progettuali?

Incide moltissimo. Lavorare in un contesto storico e artistico presuppone una responsabilità e sensibilità progettuale operativa maggiore per conservare il patrimonio esistente. Le città sono sempre più sature e lavorare sull’esistente richiede non solo competenze tecniche, ma anche consapevolezza culturale. Riqualificare significa conciliare conservazione e innovazione, rispettando l’identità dei luoghi e migliorando la qualità della vita. È una responsabilità che sentiamo fortemente, soprattutto in contesti storici complessi come Venezia.

Come immagina F&M Ingegneria tra dieci anni? 

La immagino come un ecosistema multidisciplinare ancora più integrato, in cui si parlerà sempre meno di singole discipline e sempre più di progetto. I processi saranno più automatizzati, ma il controllo resterà umano. Il rigore tecnico continuerà a essere un valore fondante, affiancato da una crescente attenzione alla dimensione sociale e culturale del progetto.

Il progetto

Waltherpark, Bolzano

Nel cuore di Bolzano, WaltherPark è concepito come un complesso multifunzionale che integra residenze, retail, ospitalità, uffici e servizi, tra cui ristorazione e wellness.

L’intervento si sviluppa su oltre 125.000 m², articolati su quattro livelli interrati e otto fuori terra, e si inserisce in un contesto urbano strategico tra Piazza Walther e la stazione ferroviaria, oggetto di un importante progetto integrato che unisce architettura, infrastrutture e viabilità, con la realizzazione di nuove aree pedonali, il rinnovato parco della stazione e il Tunnel Walther con accesso diretto ai parcheggi interrati.

Il complesso ospita un hotel, 110 appartamenti per un totale di 11.200 m² di superficie abitabile, 11.000 m² di uffici, e un centro commerciale di 31.000 m² di area affittabile con 80 negozi e attività food & beverage distribuite tra il primo piano interrato e il secondo piano fuori terra.

Il comparto retail comprende una Food Court di 4.000 m² con 23 banchi gastronomici, realizzata in collaborazione con Il Mercato Centrale, oltre a un supermercato di prima categoria di 5.000 m², 6.000 m² di flagship stores e 2.000 m² dedicati a palestra.

Il Falkensteiner Hotel Bozen WaltherPark, con 114 camere e suite, 4 stelle superior, spa, palestra e terrazza rooftop, rappresenta un elemento distintivo dell’intervento e contribuisce a ridefinire l’offerta alberghiera cittadina all’interno di un più ampio progetto di rigenerazione urbana di 125.000 m², rafforzando l’immagine di Bolzano come città contemporanea e internazionale.

La complessità del progetto deriva dalla varietà funzionale e dal coordinamento di un team internazionale e di molteplici soggetti pubblici e privati, garantendo coerenza tra visione architettonica, fattibilità tecnica e sostenibilità economica.

In questo contesto, F&M Ingegneria ha avuto un ruolo centrale nella governance dell’intervento, occupandosi di Project & Construction Management e Cost Management per l’intero complesso, oltre al Pilotage del centro commerciale, controllando tempi, costi e fasi realizzative e coordinando architettura, ingegneria e costruzione in un intervento ad alta complessità funzionale e gestionale.

Luogo: Bolzano
Cliente: WaltherPark spa
Attività F&M Ingegneria: Project & Construction Management,
Cost Management, Pilotage centro commerciale
Superficie: 35.000 mq (centro commerciale), 6780 mq (hotel
Tipologia: nuova edificazione centro commerciale e hotel
Destinazione d’uso: WaltherPark (retail), Hotel Falkensteiner
alberghiero)
Importo lavori: € 220 milioni totali (mall più hotel)
Periodo: 2021-2025
Collaborazioni: David Chipperfield Architects, DMArchitekten, AREA 17, GPA, Bergmeister, ZFG-Project, Dabster, Pifler, BauBuro, Saguez & Partners

Nuova questura di Padova

La nuova questura di Padova si configura come un intervento di riqualificazione urbana che supera il concetto tradizionale di edificio istituzionale per instaurare un rapporto più aperto con la città.

Il progetto integra funzioni operative, spazi di servizio e aree destinate alla collettività, organizzate attorno a una grande piazza pubblica che diventa elemento di mediazione tra sicurezza, lavoro e dimensione urbana.

L’intervento affronta una pluralità di temi complessi: dalla gestione di un programma funzionale articolato alla necessità di garantire elevati standard di sicurezza, fino al controllo delle prestazioni ambientali e infrastrutturali.

La natura pubblica della committenza e la scala economica dell’opera richiedono un approccio progettuale strutturato, capace di coordinare competenze diverse e di garantire continuità tra le fasi preliminari e quelle esecutive.

F&M Ingegneria è coinvolta nel progetto con un ruolo esteso che copre l’intero processo progettuale, dalla redazione del Pfte alla progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva delle componenti architettoniche, strutturali, impiantistiche e infrastrutturali, includendo le attività di prevenzione incendi, geologia e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione. Il progetto rappresenta un esempio significativo di come la gestione integrata delle discipline sia determinante negli interventi pubblici complessi.

Luogo: Padova
Cliente: Comune di Padova
Attività F&M Ingegneria: Pfte, progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva architettonica, strutturale, Mep e infrastrutturale, antincendio, geologia, coordinamento sicurezza in fase di progettazione
Superficie: 29.160 mq
Tipologia: nuova edificazione
Destinazione d’uso: pubblica sicurezza, questura e polizia scientifica
Importo lavori: € 62 milioni
Periodo: 2024 – in corso
Collaborazioni: LVL Architettura, Proap Italia, Omniacustica
Render: ©Fabio Renier

Arsenale di Verona

Il recupero dell’ex Arsenale Asburgico di Verona rientra nella rifunzionalizzazione dei grandi complessi storici militari, trasformando un patrimonio ottocentesco in Ars District: il Parco dell’Arsenale, nuovo polo urbano dedicato a funzioni culturali, espositive e collettive.

L’intervento riguarda 14 edifici per 27.400 m² totali, con spazi polifunzionali che comprendono aree verdi, musei, zone espositive, laboratori e ambienti culturali, integrando accessibilità, sicurezza, comfort e fruizione pubblica.

Particolare attenzione è riservata alla conservazione della memoria storica, all’efficienza energetica, alla sicurezza sismica e all’uso di materiali compatibili con il contesto originario.

La complessità deriva dall’intervento su strutture storiche vincolate, richiedendo equilibrio tra conservazione dell’identità architettonica e introduzione di soluzioni tecniche per durabilità, sicurezza e flessibilità.

L’efficienza energetica è garantita dal rifacimento del pacchetto di copertura impermeabilizzato e coibentato. Il progetto testimonia l’esperienza dello studio negli interventi sull’esistente, dove il controllo tecnico diventa strumento fondamentale di valorizzazione del patrimonio.

Luogo: Verona
Cliente: Comune di Verona
Attività di F&M: rilievo e vulnerabilità sismica di tutti gli edifici, progettazione definitiva, esecutiva, CSP, Direzione Operativa Strutturale , DO Antincendio, CSE degli interventi di restauro conservativo delle coperture degli edifici 2, 3, 10, 12 e 20
Superficie: 27.400 mq
Tipologia: recupero e rifunzionalizzazione di complesso storico
Destinazione d’uso: centro culturale e polifunzionale “Ars District: il Parco dell’Arsenale”
Importo lavori (strutture+finiture+impianti+opere esterne): € 17.510.385
Periodo: 2020-2025
Collaborazioni: Politecnica, De Vita & Schulze Architetti, Coprat, Monica Endrizzi Restauro Artistico Conservativo, Sama Scavi Archeologici
Render: ©Politecnica

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