Nel cuore di Cannaregio, tra calli che custodiscono ancora l’autenticità della Venezia quotidiana, la maniglia Viva! di Dnd, firmata da Luca Nichetto, trova una delle sue collocazioni più significative.
All’interno di Ca’ Nichetto, dimora e laboratorio creativo del designer ospitata in un edificio di fine Quattrocento, prende forma una ricerca che intreccia memoria architettonica e sensibilità contemporanea.
Ogni elemento d’arredo è scelto per costruire una grammatica visiva coerente, capace di raccontare un modo di abitare colto e consapevole.

La maniglia Viva!: equilibrio tra rigore e morbidezza
In questo scenario, Viva! diventa un gesto progettuale che traduce in scala domestica la poetica formale di Nichetto.
Il suo profilo esprime un dualismo preciso: una struttura lineare e decisa dialoga con una curvatura morbida e accogliente, pensata per accompagnare naturalmente la presa di indice e pollice.
È un equilibrio calibrato tra ergonomia e carattere, tra gesto quotidiano e intenzione estetica.
Materialità e tattilità dell’ottone
La qualità dell’ottone conferisce alla maniglia una presenza tattile solida e rassicurante. Le diverse finiture disponibili ampliano le possibilità espressive, modulando la percezione dell’oggetto nello spazio. Ogni variante restituisce una sensazione di continuità e concretezza nel palmo della mano, trasformando un dettaglio funzionale in un’esperienza sensoriale.
Un punto di contatto tra persona e architettura
All’interno di Ca’ Nichetto, Viva! assume il ruolo di interfaccia fisica ed emotiva tra chi abita e l’ambiente. La scelta di Nichetto riafferma il valore espressivo dei gesti quotidiani: aprire una porta diventa un atto che unisce forma e materia, memoria e contemporaneità.
Il dettaglio che racconta l’abitare contemporaneo
Lontano dalla frenesia della città, Ca’ Nichetto permette di cogliere quei dettagli che definiscono il vivere contemporaneo.
Viva!, con la sua presenza discreta ma significativa, racconta l’esperienza dell’abitare attraverso il contatto diretto tra mano, materia e architettura. Un segno essenziale che restituisce profondità al quotidiano.
