Pnrr a rischio rallentamenti: caro materiali ed energia mettono in crisi i cantieri italiani. L’allarme di Argenta Soa

Giovanni Pelazzi (Presidente Argenta Soa): “Il nuovo shock inflazionistico rischia di bloccare i lavori se non si interviene subito sui meccanismi di compensazione prezzi".

Roma, 16 marzo 2026 – Le tensioni generate dalla guerra nel Golfo Persico stanno già colpendo in modo diretto i cantieri italiani, con aumenti significativi dei costi di energia, trasporti e materie prime.

È quanto emerge dalla survey realizzata da Argenta Soa su un campione di 330 imprese con attestazione Soa impegnate nei lavori del Pnrr.

Secondo Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta Soa, la situazione potrebbe aggravarsi rapidamente:

Primo pianodi Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta
Argenta Soa | Giovanni Pelazzi

“Dopo due settimane di conflitto molte imprese stanno registrando aumenti sensibili dei costi operativi. Se questo scenario dovesse protrarsi, una parte rilevante dei lavori del Pnrr rischia di entrare in una fase di forte rallentamento”.

I dati della survey: margini sotto pressione e rischio blocco cantieri

La rilevazione mostra un quadro di tensione crescente:

  • 21% delle imprese segnala che i margini economici sui lavori Pnrr sono gravemente compromessi dai nuovi rincari energetici e dei materiali.
  • 18% teme la sospensione dei lavori entro l’estate, senza un nuovo meccanismo di compensazione automatica dei prezzi.
  • 30% indica nei vincoli temporali e contrattuali Pnrr la principale criticità operativa: le opere non possono essere fermate senza rischiare la perdita dei fondi europei.

Pelazzi sottolinea come molti appalti siano stati aggiudicati in condizioni completamente diverse dalle attuali:

“Le imprese si trovano strette in una tenaglia tra contratti firmati con prezzari superati e un nuovo shock inflazionistico che sta colpendo energia, trasporti e materiali. Alcune voci stanno crescendo rapidamente: +50% il bitume, +20% i carburanti per i cantieri, +30% tubazioni e materiali plastici”.

Revisione prezzi: gli attuali strumenti non bastano

È vero che il sistema degli appalti pubblici prevede meccanismi di revisione dei prezzi – introdotti con il Decreto Aiuti e ampliati con la Legge di Bilancio 2026 – ma secondo Argenta Soa non sono sufficienti a coprire l’entità degli aumenti.

“Gli adeguamenti coprono solo una parte dei rincari e, in molti casi, esiste un tetto massimo attorno al 35%. Se i costi salgono oltre queste soglie, come già accade, il rischio economico ricade totalmente sulle imprese”.

Un problema particolarmente critico per le aziende con attestazione Soa, che rappresentano il cuore operativo del sistema dei lavori pubblici italiani e realizzano infrastrutture strategiche: strade, ferrovie, opere energetiche, interventi di rigenerazione urbana.

Dopo l’esperienza dei bonus edilizi, molte di queste imprese operano anche nel privato e per grandi corporate che richiedono la certificazione per motivi di compliance.

Il nodo del Pnrr: tempi stretti e costi fuori controllo

Le risorse del PNRR devono essere spese entro il 31 agosto 2026: proprio questi mesi rappresentano la fase più intensa di migliaia di cantieri.

“Il sistema è entrato nella sua fase più delicata. Se i costi continuano a crescere e le imprese restano senza margini finanziari, rischiamo rallentamenti diffusi e la sospensione di alcune opere. Due settimane fa molti pensavano a una crisi breve. Oggi non è più così. Se il conflitto dovesse protrarsi per mesi, lo shock inflazionistico rischia di diventare strutturale” – avverte Pelazzi.

Interventi urgenti per non fermare il Piano

Il paradosso – evidenzia Pelazzi – è che fondi, progetti e cantieri sono già pronti e operativi, ma l’impennata dei costi sta minando la sostenibilità delle imprese.

“La partita del Pnrr si gioca nei prossimi mesi. Senza interventi urgenti sulla revisione prezzi e sulla liquidità delle imprese, rischiamo che nel momento più decisivo del Piano si creino le condizioni per rallentamenti diffusi e difficoltà a chiudere i lavori entro i tempi previsti”.

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