Un campus che respira: struttura e involucro ad alte prestazioni nel nuovo Zucchetti Village

Un campus innovativo firmato Lombardini22 che rigenera un intero comparto urbano e ridefinisce gli spazi di lavoro del Gruppo Zucchetti.

La crescita costante del Gruppo Zucchetti, oggi la più grande software house italiana, ha reso necessario immaginare un nuovo modo di lavorare e di rappresentarsi nello spazio.

La dispersione delle sedi e l’evoluzione dell’identità aziendale hanno aperto la strada a un progetto di trasformazione profonda: un headquarter capace di unire persone, funzioni e visione strategica in un unico campus contemporaneo.

Da questa esigenza nasce lo Zucchetti Village, il nuovo quartier generale progettato da Lombardini22, che rigenera un intero comparto urbano e lo trasforma in un ecosistema di lavoro aperto, sostenibile e orientato all’innovazione.

Lombardini22 Zucchetti Village Vista Sud-Est nuovo volume
Lombardini22, Zucchetti Village

Zucchetti Village: la rigenerazione urbana come strategia aziendale

Il progetto prende forma all’interno di un complesso esistente composto dalla Torre Zucchetti, rinnovata nel 2017, e dall’ex centro commerciale My Lodi, una grande piastra introversa e sottoutilizzata.

Nonostante l’obsolescenza funzionale, l’area offriva un potenziale strategico in termini di posizione, accessibilità e possibilità di trasformazione.

Dal 2019, l’obiettivo è stato ripensare l’intero comparto come un unico organismo, capace di consolidare le attività del gruppo e restituire valore alla città.

Un campus integrato per nuovi modelli di lavoro

Lombardini22 immagina un vero e proprio campus aziendale: un luogo che favorisce collaborazione, attrazione di talenti e benessere delle persone.

Lo Zucchetti Village ospiterà circa 1.200 postazioni di lavoro e fino a 1.800 dipendenti in modalità sharing, configurandosi come un hub innovativo che supera il concetto tradizionale di headquarter.

Trasformazione selettiva: tra conservazione e nuova costruzione

L’approccio progettuale si basa su una trasformazione mirata dell’esistente, combinando demolizioni puntuali, riuso strutturale e nuove volumetrie.

La grande piastra dell’ex centro commerciale viene preservata e rifunzionalizzata: la struttura in cemento armato è mantenuta e adeguata sismicamente, riducendo l’impatto ambientale e valorizzando il potenziale spaziale.

Corti interne, giardino e serra bioclimatica: la nuova centralità del complesso

Per rendere la piastra adatta alle nuove funzioni, il volume viene alleggerito creando due corti interne alberate, un giardino naturale e un patio lastricato che porta luce e aria agli uffici.

Il cuore del progetto è la serra bioclimatica a doppia altezza, con copertura a shed vetrata: hall d’ingresso, nodo distributivo e simbolo del nuovo Village. La serra funziona come buffer ambientale, migliorando il comfort e contribuendo alla riduzione dei consumi energetici.

Lombardini22 Zucchetti corte interna verso sud con scorcio interno della piastra rifenerata | @Matteo Piazza
Corte interna verso sud con scorcio interno della piastra rigenerata | @Matteo Piazza

Un organismo che respira: servizi, funzioni e spazi condivisi

La piastra rigenerata ospita una gamma estesa di servizi: area wellness, ristorante, caffetteria, auditorium, client area, conference room con training center e gli uffici con i relativi supporti.

Alcune funzioni aperte al quartiere – banca, farmacia e un futuro ristorante – rafforzano il ruolo sociale del campus.

Permeabilità e trasparenza: un nuovo rapporto con la città

Dove un tempo esisteva un monolite chiuso, il progetto introduce trasparenze, porosità e connessioni visive tra interno ed esterno. La nuova architettura diventa permeabile, accogliente e integrata nel contesto urbano.

Il nuovo edificio in legno lamellare: identità e innovazione

Sul lato est della piastra nasce un nuovo corpo di fabbrica di sei piani, realizzato grazie alla traslazione di superficie utile e alle premialità urbanistiche.

La struttura ibrida in X‑Lam e cemento armato è composta da 22 pilastri in legno alti 20 metri, che definiscono una maglia strutturale chiara e leggibile.

Ampie superfici vetrate, vuoti angolari e terrazze praticabili alleggeriscono il volume, mentre l’ultimo piano arretrato crea una grande terrazza perimetrale.

Materialità e comfort: un ambiente di lavoro caldo e contemporaneo

Gli interni sono progettati per il benessere psicofisico dei dipendenti.

Il legno, lasciato completamente a vista, crea un’atmosfera luminosa e accogliente, con un carattere factory mitigato da colori e materiali che variano in base alle funzioni. Grande attenzione è dedicata al comfort acustico e illuminotecnico.

Involucro performante: luce, energia e identità architettonica

L’involucro è un elemento chiave del progetto.

  • Nella piastra, facciate vetrate ad alte prestazioni migliorano trasparenza e rapporto con l’esterno.
  • Nel nuovo edificio in legno, la struttura diventa parte della facciata, con moduli vetrati a tutta altezza e schermature in lamiera stirata che modulano la radiazione solare.
  • Nella serra, la copertura a shed regola naturalmente temperatura e ventilazione.

Le coperture ospitano verde estensivo, spazi di lavoro all’aperto e un canopy fotovoltaico.

Legno e sostenibilità: un approccio coerente alla neutralità carbonica

Il progetto consolida la visione di Lombardini22 verso un’architettura sostenibile.

L’uso di 1.600 m³ di legno lamellare certificato consente di immagazzinare circa 1.600 tonnellate di Co₂, equivalenti alle emissioni annuali di 500 auto a benzina o all’assorbimento di 80.000 alberi.

Il legno garantisce riduzione dell’impatto ambientale, smontabilità delle strutture e allineamento alle linee guida europee per gli investimenti sostenibili.

Un ecosistema efficiente: acqua, energia e circolarità

Il complesso integra sistemi di climatizzazione con acqua di falda, recupero delle acque piovane e un’estesa dotazione fotovoltaica. Tutte le soluzioni adottate puntano a un ambiente costruito più salubre, efficiente e circolare.

Marco Amosso | Partner Lombardini22
Marco Amosso | Partner Lombardini22

Marco Amosso | Partner Lombardini22

Pensiamo che ogni architettura, soprattutto se intesa al riuso di un complesso esistente, sia anche un atto di rigenerazione urbana che influisce sulla percezione e sulla qualità della vita di un intorno più ampio.

Per questo motivo, per il nuovo Headquarter Zucchetti abbiamo immaginato un organismo che respira, un’architettura i cui spazi si aprono alla luce e all’aria per i suoi ospiti, ma anche alla città, grazie a un attento rapporto tra i volumi, tra pieni e vuoti, tra riadattamento e nuovo.

L’obiettivo era restituire nuova vita a una struttura esistente in un sistema complesso, con un programma articolato che integra funzioni semi-pubbliche con quelle tipiche di un headquarter direzionale, che sia capace di farne crescere la produttività, ma anche di dare forma a un luogo riconoscibile, permeabile e accogliente anche attraverso la scelta dei materiali e la qualità degli spazi.

Un village che genera nuove relazioni, interne ed esterne, in un rinnovato dialogo con la città: un innesco capace di proporre nuove sinergie sul territorio.

La scheda

Progetto: Zucchetti Village
Cliente: Apri spa – Zucchetti
Luogo: Via Achille Grandi, Lodi
Area: 25.000 mq
Tipologia: Uffici
Periodo: 2020-2025
Servizi: Concept Design, Architectural Design, Interior Design, Landscape design, Fit-out, MEP, Work Direction & Supervision
Progettazione strutture: Studio Pavesi
Strutture in legno: LignoAlp
General Contractor: Ediltecno Restauri

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