FotografiAmo il futuro: premiati i sei scatti vincitori 2026

Il concorso di Ance Brescia celebra il dialogo tra acqua, costruzioni e ingegneria con una selezione di opere esposte in Accademia SantaGiulia.

L’edizione 2026 del contest fotografico FotografiAmo il futuro celebra la forza evocativa dell’incontro tra acqua e costruito, premiando sei scatti che raccontano con sensibilità e rigore tecnico il dialogo tra ingegneria, paesaggio e risorse idriche.

Promosso per il quarto anno consecutivo dall’Associazione dei Costruttori Edili di Brescia insieme alla rivista Costruire il futuro, il concorso ha richiamato fotografi da tutta Italia, invitandoli a interpretare l’acqua come elemento progettuale, infrastrutturale e simbolico.

Premiati e relatori durante la conferenza stampa
Premiati e relatori durante la conferenza stampa

Il contest FotografiAmo il futuro: tema e obiettivi

L’edizione 2026, dedicata al tema Costruzioni e sottoservizi: l’edilizia in dialogo con l’elemento acqua, ha ricevuto il patrocinio di Provincia e Comune di Brescia. L’obiettivo era esplorare la relazione tra intervento umano e ambiente, valorizzando la capacità dell’edilizia di integrarsi con il paesaggio idrico.

I partecipanti hanno proposto visioni molto diverse:

  • macchine operatrici che interagiscono con corsi d’acqua,
  • infrastrutture che emergono dal mare,
  • ascensori fluviali e opere idrauliche,
  • architetture riflesse nelle superfici liquide,
  • geometrie che dialogano con fiumi, laghi e bacini artificiali.

La giuria e i criteri di selezione

La selezione delle opere è stata affidata a una giuria di esperti del mondo culturale, artistico e tecnico, presieduta da Claudio Baroni, giornalista e presidente della Fondazione Morcelli Repossi. Con lui:

  • Paolo Sacchini, direttore dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia,
  • Ilaria Bignotti, storica dell’arte e curatrice,
  • Adriano Baffelli, direttore responsabile di Costruire il futuro,
  • Valentina Tonelli, architetto e membro del Consiglio direttivo del Gruppo Giovani di Ance Brescia.

La giuria ha individuato i sei scatti vincitori, destinati a diventare le copertine della rivista Costruire il futuro nel 2026.

Primo classificato Pino Rampolla
Primo classificato Pino Rampolla

Premi e riconoscimenti ai fotografi

La cerimonia di premiazione si è svolta negli spazi dell’Accademia SantaGiulia, in via Nicolò Tommaseo a Brescia.

Oltre alla pubblicazione sulle copertine, gli autori hanno ricevuto buoni fino a 2.000 euro per l’acquisto di attrezzature fotografiche professionali, un incentivo concreto alla crescita dei talenti emergenti.

La mostra: esposizione fisica e virtuale

L’Accademia SantaGiulia, luogo di formazione e sperimentazione artistica, ospiterà fino al 10 aprile 2026 le sei opere vincitrici insieme ad altri quattordici scatti selezionati dalla giuria.

Le immagini sono inoltre visibili in una mostra virtuale dedicata sulla piattaforma Metasteps: http://bit.ly/4bi9W1F

Mostra
L’allestimento della mostra

Perché il tema acqua‑costruito è centrale oggi

Il concorso intercetta un tema strategico per il settore: la gestione dell’acqua come risorsa, vincolo e opportunità progettuale. Le opere selezionate mostrano:

  • la complessità delle infrastrutture idrauliche,
  • la necessità di un approccio sostenibile,
  • il ruolo dell’ingegneria nel mitigare rischi e valorizzare il territorio,
  • la capacità dell’architettura di dialogare con gli ecosistemi.
Fabio Rizzinelli | Vicepresidente di Ance Brescia
Fabio Rizzinelli | Vicepresidente di Ance Brescia

Fabio Rizzinelli | Vicepresidente di Ance Brescia

L’iniziativa ha dato rilevanza alla risorsa più preziosa del nostro pianeta, l’acqua, richiamando l’attenzione sulla necessità di una gestione più consapevole e sostenibile della stessa.

Attraverso l’arte fotografica, abbiamo voluto raccontare come questa risorsa entri in dialogo con le attività costruttive e le nuove esigenze dell’uomo, attraverso un percorso fotografico che ne testimonia il ruolo fondamentale per il settore.

 

Claudio Baroni | Presidente della giuria
Claudio Baroni | Presidente della giuria

Claudio Baroni | Presidente della giuria

Le immagini in gara hanno dimostrato come quello tra acqua e costruito sia un rapporto complesso e affascinante.

I partecipanti, attraverso i loro scatti, hanno saputo dare vita a una narrazione anche culturale, capace di generare, in chi li osserva, interrogativi sul nostro modo di progettare e abitare il territorio.

 

Adriano Baffelli | Direttore del bimestrale Costruire il futuro
Adriano Baffelli | Direttore del bimestrale Costruire il futuro

Adriano Baffelli | Direttore del bimestrale Costruire il futuro

Quest’anno anche grazie all’avvio di una collaborazione con l’Accademia, l’iniziativa rappresenta un primo passo per avvicinare maggiormente i giovani al mondo dell’edilizia.

Ciò favorisce una riflessione condivisa su un tema di grande rilevanza, attraverso il linguaggio diretto e universale della fotografia.

 

Paolo Sacchini | Direttore dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia
Paolo Sacchini | Direttore dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia

Paolo Sacchini | Direttore dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia

Accogliere l’esposizione nei nostri spazi significa rafforzare il ruolo dell’Accademia come luogo di confronto e crescita culturale.

Offrire agli studenti l’opportunità di entrare in contatto con progetti che affrontano temi rilevanti attraverso la fotografia contribuisce ad arricchire il loro sguardo e la loro consapevolezza.

Classifica e motivazioni della giuria

1° classificato

Pino Rampolla (Roma) per l’opera Cantiere marino. Luogo dello scatto: Ostia (Roma)

Motivazione: Lo scatto di Pino Rampolla è premiato per la capacità di rendere, con un fermo immagine che restituisce piena idea del movimento, il confronto diretto tra l’opera dell’uomo e la forza erosiva del mare. Il cantiere diventa una linea fragile ma necessaria di mediazione, dove macchine e materiali dialogano con l’acqua nel tentativo di rallentarne l’azione, restituendo con efficacia il tema della difesa e dell’adattamento del costruito all’ambiente costiero.

2° classificato

Pier Riccardo Vanni (Bergeggi) per l’opera Lavori in diga. Luogo dello scatto: Osiglia (SV)

Motivazione: La fotografia di Pier Riccardo Vanni colpisce per la scala e per la precisione con cui racconta il rapporto tra infrastruttura e acqua trattenuta. L’intervento umano, minuzioso e sospeso nel vuoto, evidenzia il lavoro silenzioso necessario a garantire l’equilibrio tra una grande opera ingegneristica e la pressione costante dell’elemento idrico.

3° classificato

Alessandro Murtas (Milano) per l’opera Il molo all’orizzonte. Luogo dello scatto: Ndayane, Senegal

Motivazione: Questo scatto di Alessandro Murtas è premiato per la visione ampia e simbolica del nascere di un’infrastruttura nel mare. Il porto in costruzione appare come un segno che avanza nell’acqua, ridefinendo il paesaggio e suggerendo un dialogo aperto tra sviluppo, territorio e orizzonte marino, in cui il costruito prende forma ascoltando la geografia dell’acqua.

4° classificato

Marco Gilberti (Brescia) per l’opera Les bateaux vont sur des roulettes. Luogo dello scatto: Ronquières (Belgio)

Motivazione: L’immagine di Marco Gilberti valorizza l’ascensore fluviale di Strépy-Thieu come monumento all’ingegneria, in cui l’acqua diventa elemento dinamico e funzionale, messo in relazione verticale con il costruito in un equilibrio spettacolare tra tecnica e natura.

5° classificato

Lorenzo Linthout (Verona) per l’opera Mülheimer Brücke. Luogo dello scatto: Köln (Germany)

Motivazione: Nello scatto di Lorenzo Linthout, sotto la Rheinbrücke di Colonia, il fiume e la struttura si incontrano in una composizione potente e minimale: il ponte incornicia l’acqua e la vita che la attraversa, restituendo un dialogo intimo tra infrastruttura, paesaggio e quotidianità urbana.

6°classificato

Arcangelo Piai (Susegana) per l’opera Berlino 2023. Luogo dello scatto: Berlino, Quartiere Governativo

Motivazione: Lo scatto di Arcangelo Piai racconta il dialogo tra l’architettura istituzionale e la Sprea, dove il rigore geometrico del quartiere governativo di Berlino si riflette nell’acqua, trasformandola in spazio di continuità e mediazione tra potere, città e paesaggio urbano.

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