Il settore delle costruzioni nei Paesi Bassi sta attraversando una trasformazione significativa, guidata dall’urgenza di rispondere alla crescente carenza abitativa e dall’esigenza di aumentare efficienza, rapidità e sostenibilità dei processi produttivi.
In questo contesto, il prefabbricato continua a crescere e a consolidarsi come una delle soluzioni più efficaci per ridurre tempi e costi di costruzione.
Secondo il Prefab Homes Radar 2025 di Roland Berger, realizzato in collaborazione con il Ministero degli Interni, la quota di nuove abitazioni prefabbricate ha raggiunto nel 2025 il 21,2% del totale delle nuove costruzioni residenziali, con un incremento di 1,5 punti percentuali rispetto al 2024.
Una crescita costante in un mercato complesso
Nonostante la produzione residenziale complessiva sia rimasta piatta nel 2025, il prefabbricato ha continuato a crescere, con un aumento dell’8% nella produzione rispetto all’anno precedente (14.7 mila unità).
Questa espansione è particolarmente significativa se osserviamo il contesto:
- La carenza abitativa nei Paesi Bassi ha raggiunto circa 400.000 case nel 2025, con una crescita media del 9% annuo dal 2021 in poi.
- La prefabbricazione è diventata un elemento centrale nelle strategie di mitigazione della crisi abitativa, grazie alla rapidità di installazione (abitazioni rese impermeabili e windproof in 10 giorni e completate in meno di 50 giorni).
Quali tipologie di abitazioni vengono costruite?
Il 2025 mostra una fotografia interessante del mercato, che sfata diversi luoghi comuni.
1. Prevalgono gli appartamenti
Contrariamente alla percezione comune, nel 2025 il 66% delle abitazioni prefabbricate è costituito da appartamenti (55% low-rise, 10% mid-rise e 1% high-rise).
2. Materiali: cresce il legno
Il legno si conferma un materiale in forte espansione:
- 42% delle strutture prefabbricate del 2025 utilizza un telaio portante in legno, in crescita rispetto al 37% del 2024.
Questo aumento è trainato anche dal maggiore interesse per i materiali biobased.
3. Dove si costruisce?
La prefabbricazione si dimostra adatta sia alle aree urbane che periferiche:
- 52% in zone inner-city
- 48% in aree outer-city
Il dato dimostra che il prefabbricato non è limitato agli spazi extraurbani, ma è pienamente compatibile con contesti urbani complessi.
Una filiera in consolidamento: chi produce prefabbricato?
Il settore si sta professionalizzando:
- I primi 20 produttori coprono l’83% della produzione complessiva del 2025.
- Alcuni player escono dal mercato, altri rientrano, mentre piccoli produttori mostrano maggiore volatilità.
- Il tema delle previsioni di produzione resta critico: negli ultimi anni i produttori hanno sistematicamente sovrastimato le quantità, realizzando in media l’82% del previsto.
Biobased: una tendenza in forte accelerazione
Il 2025 vede una crescita marcata dell’uso di materiali biobased:
- 30% delle abitazioni prefabbricate è già classificato biobased (almeno 30% del peso totale in materiali rinnovabili).
- Il 44% dei produttori realizza quasi il 100% delle proprie abitazioni con materiali biobased.
- Le previsioni parlano di una crescita fino al 70% entro il 2030.
Costi e flessibilità: il prefabbbricato conviene davvero?
La maggioranza dei produttori conferma che il prefabbricato è più economico del metodo tradizionale, in un range che va da un risparmio del 10% fino a oltre il 20% a seconda dei casi.
Nel 2025 la percezione dei vantaggi economici è cresciuta di 9 punti percentuali (19 punti se pesati sulla produzione).
In termini di design:
- Grande flessibilità in facciate e configurazione esterna.
- Più limitazioni in aspetti strutturali o distributivi, che richiedono un coinvolgimento precoce del produttore nella fase di progettazione.
Sul fronte produttivo, cresce anche l’automazione delle linee, che raggiunge in media:
- 66% per abitazione prodotta
- 55% per singolo produttore.
Le previsioni per il 2026
I produttori si dichiarano ottimisti:
- La previsione iniziale è un aumento del 34% della produzione, fino a oltre 19.000 unità.
- Applicando la correzione storica (-18% per sovrastima), il valore realistico atteso è di 16.100 abitazioni prefabbricate nel 2026, pari a un aumento del 10% rispetto al 2025.
La capacità produttiva non è un limite:
- Il settore potrebbe arrivare fino a 65.000 unità annue aggiungendo turni e ottimizzando impianti.
- L’attuale utilizzo è solo del 45% della capacità totale.
Un settore che si conferma in forte evoluzione e con obiettivi sfidanti
Secondo i produttori, entro il 2030 il prefabbricato dovrebbe rappresentare il 50% delle nuove costruzioni residenziali, con la possibilità teorica di raggiungere l’80% nel lungo periodo. Tuttavia, la traiettoria attuale proietta un valore più realistico del 30–40% entro il 2030, insufficiente per centrare gli obiettivi prefissati.
Nonostante ciò, il settore resta fiducioso:
- il prefabbricato è più rapido,
- più economico,
- sempre più flessibile,
- più sostenibile grazie ai materiali biobased,
- supportato da un’industria in crescita e da una capacità produttiva robusta.
La sfida dei prossimi anni sarà coordinare politiche pubbliche, investimenti e innovazione industriale per colmare il gap tra ambizione e capacità realizzativa.