Il settore delle costruzioni è uno dei più importanti dell’economia europea, ma anche uno dei meno integrati a livello transfrontaliero.
Nonostante rappresenti circa il 12% del valore aggiunto dell’Ue, gli scambi di servizi nel settore raggiungono appena l’1%, contro il 6% della media dei servizi. Questa frammentazione limita produttività, concorrenza e capacità delle imprese di operare oltreconfine.
Per rispondere a queste criticità, la Commissione Europea ha avviato il percorso verso il Construction Service Act (CSA), una nuova legislazione attesa per il quarto trimestre del 2026, pensata per modernizzare e semplificare l’accesso al mercato unico dei servizi di costruzione.
1. Perché nasce il Construction Service Act
Il CSA rientra nel più ampio quadro del Single Market Strategy 2025, che ha individuato il comparto delle costruzioni come uno dei settori chiave per le transizioni verde e digitale.
Tuttavia, la presenza di norme nazionali divergenti, procedure complesse e difficoltà nel riconoscimento delle qualifiche professionali ostacolano l’operatività transfrontaliera, soprattutto per le Pmi.
La crisi abitativa europea e il forte bisogno di accelerare la costruzione di nuovi alloggi — obiettivi presenti anche nell’Affordable Housing Plan — hanno reso urgente rimuovere ostacoli e rendere il settore più efficiente e competitivo.
2. Cosa prevede il futuro Construction Service Act
Riduzione della frammentazione normativa
Il CSA mira a uniformare requisiti e procedure, riducendo differenze tra legislazioni nazionali che oggi rendono difficile operare oltreconfine.
Semplificazione per le imprese e le Pmi
Un obiettivo chiave è aumentare l’accesso delle imprese a mercati esteri riducendo burocrazia, duplicazioni documentali e ostacoli per la partecipazione agli appalti pubblici.
Riconoscimento di qualifiche e certificazioni
La Commissione evidenzia problemi di scarsa reciprocità tra sistemi nazionali di certificazione, sicurezza e qualifiche professionali. Il CSA intende facilitare il riconoscimento reciproco, pur mantenendo elevati standard di sicurezza e tutela dei lavoratori.
Mobilità del lavoro e carte sociali digitali
Associazioni come AEIP e FIEC hanno segnalato l’importanza di preservare i sistemi nazionali di Social ID card, opponendosi a una carta unica europea e proponendo invece un modello interoperabile basato su reti digitali.
Transizione green e digitale
Il CSA è collegato anche alla modernizzazione del settore: appalti più semplici, requisiti ambientali armonizzati, maggiore digitalizzazione dei processi e supporto alle costruzioni offsite.
3. Le prossime tappe e l’impatto sul settore
La Commissione ha avviato nel novembre 2025 una consultazione e un “call for evidence” che ha raccolto contributi da imprese, associazioni e parti sociali. Questi feedback contribuiranno alla proposta legislativa definitiva attesa nel Q4 2026.
Se approvato, il CSA potrebbe:
- aumentare la competitività delle imprese europee
- facilitare la mobilità dei lavoratori qualificati
- rendere più rapidi i progetti infrastrutturali e abitativi
- sostenere gli obiettivi green e digitali dell’Ue.
Un mercato più integrato e armonizzato, infatti, è essenziale per soddisfare la crescente domanda di costruzioni e per sostenere le grandi transizioni industriali in corso.