La Milano Design Week diventa il palcoscenico per Atrio Calmo, l’installazione con cui laCividina esplora la dimensione di uno spazio ibrido e sospeso, a metà tra interno ed esterno.
Un ambiente silenzioso, essenziale, pensato per accogliere senza imporre, dove trovano posto la nuova collezione di imbottiti firmata Norm Architects e il tavolino progettato da Zanellato/Bortolotto.
Un progetto che nasce dall’atmosfera come materia progettuale
Curato dal duo creativo Barbieri Magalini e prodotto da MM Company, Atrio Calmo si sviluppa a partire da una riflessione sull’atmosfera come elemento primario del progetto.
Lo spazio prende forma come un luogo sospeso, in cui l’esperienza precede la funzione e la qualità percettiva diventa la vera struttura dell’architettura.
Il riferimento è quello delle domus romane e dei riad marocchini: ambienti raccolti, introspettivi, dove l’atrio rappresenta un archetipo dell’accoglienza e un dispositivo di connessione tra persone, oggetti e architettura.

La visione di laCividina: qualità percettiva e relazione autentica
Questa impostazione rispecchia pienamente il Dna di laCividina, da sempre orientato a una progettualità che privilegia la durata, la cura dei materiali e la relazione autentica tra design e persone. Materiali, colori e volumi concorrono a definire un ambiente pacato e sofisticato:
- il marrone intenso del pavimento richiama la terra;
- il verde paglia introduce un accento naturale e grafico;
- il bianco architettonico diventa una superficie neutra che accoglie e amplifica la luce. Ogni elemento partecipa a una narrazione coerente, in cui lo spazio non è solo contenitore, ma esperienza.

La nuova collezione di imbottiti di Norm Architects
In questo scenario prende forma la nuova proposta di imbottiti laCividina firmata da Norm Architects. Si tratta di un sistema modulare, pensato per ambienti indoor e outdoor, che unisce rigore formale, libertà compositiva e attenzione alla materia.
L’ispirazione nordica e il minimalismo si traducono in volumi pieni ma misurati, privi di superfluo, dove ogni dettaglio contribuisce a un comfort autentico. Le proporzioni generose accolgono il corpo in modo naturale, favorendo posture rilassate e un utilizzo prolungato, sia in contesti privati sia collettivi.
La collezione diventa così un vero elemento architettonico, capace di definire lo spazio e facilitare la relazione tra le persone.

Un tavolino scultoreo firmato Zanellato/Bortolotto
Accanto agli imbottiti, il nuovo tavolino progettato da Zanellato/Bortolotto completa l’installazione con un gesto essenziale e scultoreo. La sua presenza discreta ma caratterizzante contribuisce a definire l’atmosfera dell’atrio, rafforzando il dialogo tra materiali, volumi e luce.