The Cradle sorge nel cuore del Media Harbour di Düsseldorf, un’area caratterizzata da una forte identità architettonica e da un tessuto urbano eterogeneo, dove edifici firmati da architetti internazionali dialogano con il paesaggio fluviale del Reno.
In questo scenario complesso, l’edificio s’inserisce con una presenza misurata ma decisa, sviluppando un linguaggio architettonico autonomo che si adatta alla morfologia del sito.
La conformazione del lotto, priva di spazi privati attorno al perimetro, ha guidato la scelta di eliminare soglie e barriere, favorendo un’interazione diretta con lo spazio pubblico. Al contempo, l’andamento leggermente inclinato del terreno è stato sfruttato per definire un basamento che, elevandosi verso la strada, media tra spazio urbano e spazio architettonico, conferendo al complesso una postura chiara ma non monumentale.
L’edificio si sviluppa su una superficie complessiva di circa 11.400 m², con 6 piani fuori terra e 3 piani interrati. Il piano terra ospita un Mobility Hub dedicato all’e-mobility e ai servizi di car e bike sharing, affiancato da un ristorante e da uno spazio eventi accessibile alla cittadinanza.
Questa porosità funzionale estende il principio di rigenerazione alla scala urbana, generando valore collettivo attraverso nuovi flussi di relazione, incontro e cultura della sostenibilità.
I piani superiori sono suddivisi in tre unità di utilizzo, flessibili e affittabili come singole o doppie unità, grazie a una progettazione interna modulare con griglia flessibile che ne assicura la sostenibilità d’uso.

Forma, funzione e linguaggio costruttivo
Il progetto The Cradle nasce da una tensione costante tra espressione architettonica e precisione costruttiva. L’edificio assume un linguaggio in cui struttura e forma coincidono, rivelando la logica del sistema costruttivo e i principi di trasparenza propri dell’architettura circolare.
La costruzione adotta un sistema ibrido legno–cemento, in cui il legno costituisce l’ossatura portante dei livelli fuori terra, mentre i piani interrati, il piano terra e il nucleo centrale sono realizzati in calcestruzzo armato per garantire inerzia, stabilità e resistenza al fuoco.
Con i suoi 2.150 m³ di legno provenienti da foreste certificate del Sauerland e della Baviera, The Cradle rappresenta uno dei più grandi edifici in legno della Renania Settentrionale-Vestfalia.
L’uso di legno lamellare di abete, larice e faggio risponde a una strategia modulare: ogni componente è dimensionato per essere facilmente trasportabile, assemblabile e successivamente disassemblabile.
La prefabbricazione Cnc delle connessioni (con incastri e giunti metallici reversibili) consente un’elevata precisione, una riduzione degli scarti e una totale tracciabilità dei pezzi.
Anche gli impianti visibili, le linee di alimentazione accessibili e l’assenza di rivestimenti contribuiscono a rendere il sistema costruttivo leggibile e facilmente modificabile, permettendo riconfigurazioni degli spazi a costi contenuti.

Facciata parametrica
La facciata strutturale integrata diventa l’elemento chiave del progetto: un reticolo parametrico che modifica profondità e densità in base all’orientamento, ottimizzando l’irraggiamento solare, riducendo il carico termico e definendo al tempo stesso il carattere visivo dell’edificio.
L’alternanza di lamelle triangolari e supporti diagonali in legno genera un effetto prismatico che muta nel corso della giornata, rivelando la relazione dinamica tra luce, struttura e materia.
La facciata protegge dal calore del sole estivo sul lato sud e ovest, mentre assicura una vista costante sul porto a nord-ovest. La sua profondità permette inoltre di ricavare logge abitabili affacciate sul cortile anteriore, sul parco e sul porto. Sul lato est, l’ombra garantita dal grattacielo adiacente consente una facciata meno profonda.

The Cradle | La facciata parametrica
In questo modo, costruzione e geometria diventano espressione evidente di un principio di valore aggiunto integrale. Disposti in alternanza ogni due piani, i deflettori triangolari funzionano anche come protezione strutturale del legno.
Il loro effetto prismatico, unito alla profondità variabile della facciata e all’alternanza di porzioni aperte e chiuse percepite in base all’angolo di visione, conferisce all’edificio un aspetto altamente mutevole a seconda della posizione dell’osservatore e dell’ora del giorno.
L’interazione tra deflettori e supporti a V diventa così un tratto distintivo della costruzione. All’interno, questi supporti incorniciano le viste verso l’esterno, introducono un piacevole contrasto tra pieni e vuoti e offrono agli utenti molteplici occasioni per beneficiare di aria e luce naturale.

Dalla sostenibilità alla rigenerazione
Nel 2017, la Città di Düsseldorf ha promosso un concorso d’idee orientato alla sostenibilità, aprendo la strada a un esperimento pionieristico: The Cradle, un complesso per uffici che ambisce a ridefinire il concetto stesso di edificio sostenibile.
L’edificio, progettato da Hpp Architekten, si fonda sul principio Cradle-to-Cradle (C2C), elaborato da William McDonough e Michael Braungart, che propone una trasformazione radicale del pensiero progettuale: non più riduzione dell’impatto negativo, ma generazione di valore positivo lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio.
Il principio C2C considera ogni materiale come parte di un ciclo rigenerativo: ciò che oggi costituisce un elemento costruttivo, domani può diventare risorsa per nuovi sistemi. In quest’ottica, The Cradle non è solo un edificio, ma un ecosistema economico e ambientale in cui materiali, energia e comfort sono pensati in un ciclo continuo di uso, riuso e rigenerazione.
L’obiettivo non è semplicemente costruire in modo sostenibile, ma dare forma a un’architettura circolare capace di generare benefici tangibili per l’ambiente, la città e gli utenti, dirigendosi quindi verso un approccio rigenerativo.
Rilevanza del concetto cradle-to-cradle
Il paradigma C2C prevede che ogni materiale usato in un edificio (così come ogni suo componente) sia concepito fin dall’inizio per rientrare in cicli biologici o tecnici, senza diventare rifiuto.
L’obiettivo del progetto The Cradle è stato proprio di utilizzare componenti reversibili e modulari, in modo che tutto possa essere smontato, riciclato o biodegradato alla fine del suo ciclo di vita. La ragione di tale strategia è anche di carattere sistemico: più della metà dei rifiuti mondiali proviene dal settore delle costruzioni.
Questo dato sottolinea quanto impattante possa essere il contributo di un approccio C2C a livello globale: ridurre il flusso di rifiuti edilizi significa intervenire su una fonte strategica di consumo materiale.
L’applicazione dei principi C2C nel progetto in questione significa, dunque, non solo costruire in modo più sostenibile, ma trasformare l’edificio in un serbatoio di risorse, dove i materiali mantengono valore ben oltre l’uso iniziale. In quest’ottica, l’edificio è pensato come un deposito di materiali piuttosto che come un consumatore lineare.

Deposito di risorse
Alla base del progetto vi è l’idea che un edificio non sia un insieme statico di materiali, ma un deposito temporaneo di risorse destinato a riacquistare valore al termine del proprio ciclo d’uso.
Per questo tutte le connessioni (bulloni, viti, giunti metallici e incastri Cnc) sono meccaniche e reversibili, senza colle o sigillanti chimici, così da permettere la separazione dei componenti e lo smontaggio dell’edificio senza danneggiarlo.
L’attenzione ai materiali atossici, alle costruzioni mono-origine e ai collegamenti a innesto e a vite completa l’approccio design for disassembly: ne sono un esempio i tasselli fresati a Cnc che collegano i supporti della facciata alle travi di bordo, progettati per garantire resistenza e piena riutilizzabilità.
La collaborazione con Derix, produttore della struttura lignea, introduce un modello pionieristico di producer ownership: il costruttore è contrattualmente obbligato al riacquisto del materiale ligneo a fine ciclo, al valore di mercato del momento.
Ogni componente è inoltre tracciato nel Circularity Passport, integrato con la piattaforma Madaster, che ne registra composizione, salubrità e riciclabilità, permettendo di monetizzare il valore dei materiali e di contabilizzarlo nel bilancio immobiliare.
In questo modo l’edificio diventa una riserva di valore materiale e ambientale, non un bene destinato al deprezzamento. L’approccio circolare adottato ha portato a una riduzione del 50% dell’impronta di carbonio e a un miglioramento del 56% nella salubrità dei materiali rispetto a un edificio convenzionale.

Il legno, risorsa rigenerativa
Un altro pilastro fondamentale di The Cradle è l’uso del legno, un materiale naturale, rigenerabile e salubre. L’edificio è progettato con una struttura ibrida dove il legno sostituisce, ove possibile, materiali più finiti come cemento, acciaio o plastica.
Il legno utilizzato proviene da foreste certificate, garantendo una provenienza sostenibile. Esso non è scelto solo per le sue proprietà meccaniche, ma anche per i suoi effetti benefici sul comfort interno e la salute degli occupanti.
Secondo le informazioni ufficiali di The Cradle, il legno regola l’umidità, emette calore d’inverno e freschezza d’estate, e ha un effetto calmante sul sistema nervoso e cardiovascolare. Alcuni studi segnalano che superfici lignee migliorano il benessere in ambienti chiusi, favorendo un clima interno più naturale e rilassante.
Inoltre, essendo riciclabile e smontabile secondo il principio C2C, il legno utilizzato in The Cradle non è un semplice consumo, ma una risorsa che può tornare al ciclo.
Questo approccio riduce l’impronta di carbonio dell’edificio (dato che il legno immagazzina Co₂ nel suo ciclo) e promuove un modello costruttivo rigenerativo e sano.
Comfort e benessere
La rigenerazione passa anche attraverso la cura dell’esperienza sensoriale e fisiologica dell’utente. The Cradle si configura come un edificio biophilic, dove materiali naturali, luce e aria costruiscono un equilibrio tra tecnologia e percezione.
Le superfici lignee interne, i pannelli in argilla e le pareti verdi contribuiscono alla regolazione igrometrica e acustica, mentre i sistemi di ventilazione con filtri a carboni attivi garantiscono aria pulita e un microclima stabile.
Queste strategie hanno consentito di ridurre il tasso di ricambio d’aria meccanico mantenendo standard igienici superiori, con conseguente risparmio energetico. Le pareti interne vegetate, inoltre, purificano l’aria filtrando le particelle, mentre superfici in argilla a porosità aperta favoriscono un naturale equilibrio igrometrico degli ambienti.
Il comfort è inoltre flessibile e adattivo: la modularità del layout interno consente di variare gli spazi di lavoro in base alle esigenze d’uso, supportando modelli di occupazione ibridi post-pandemici.
The Cradle non mira solo a ridurre l’impatto negativo, ma a promuovere il benessere come valore rigenerativo: un edificio che non consuma salute, ma la genera.
Copertura rigenerativa infrastruttura ecologica urbana
La copertura di The Cradle è concepita come una vera e propria quinta facciata. Un’estensione ecologica dello spazio pubblico che si integra in continuità con il tessuto urbano.
Il tetto verde contribuisce al miglioramento del clima locale nel MedienHafen e al sostegno degli ecosistemi, ospitando vegetazione autoctona e sistemi di drenaggio per la raccolta e il riuso delle acque meteoriche e grigie, trasformando il tetto in un’infrastruttura ambientale capace di ridurre il deflusso pluviale, mitigare l’effetto isola di calore e migliorare l’isolamento termico.
L’approccio progettuale è allo stesso tempo architettonico e ambientale: il tetto diventa anche elemento per potenziare la biodiversità urbana attraverso nidi e microhabitat integrati.
Le terrazze vegetate rappresentano uno degli elementi più avanzati della strategia di design rigenerativo, poiché l’edificio non solo si adatta al suo contesto, ma contribuisce attivamente ad arricchirlo. Il tetto verde è quindi un’infrastruttura ecologica completa.
Dal punto di vista climatico, la sua componente vegetale contribuisce alla riduzione dell’isola di calore e all’efficienza termica dell’edificio, diventando parte attiva della regolazione passiva.
L’approccio rigenerativo dimostra che il verde non è semplice ornamento, ma un elemento strutturale destinato a rigenerare risorse, migliorare la salute e restituire valore ecologico alla città.
Gemello digitale e integrazione di processo
La complessità di un progetto fondato su principi circolari ha richiesto una gestione digitale avanzata. Il gemello digitale (Digital Twin) di The Cradle è il cuore informativo del progetto: un modello Bimtridimensionale che integra dati strutturali, energetici, ambientali e materici lungo tutto il ciclo di vita.
Attraverso questo modello è stato possibile coordinare architetti, ingegneri strutturisti, energy planners e imprese, garantendo coerenza tra disegno, calcolo e fabbricazione.
Tutti i nodi costruttivi, le tolleranze di prefabbricazione e le sequenze di montaggio sono stati simulati digitalmente prima della produzione, fino a un modello 1:1 del telaio ligneo realizzato per verificare le connessioni.
Il Digital Twin non è soltanto uno strumento di progettazione, ma un archivio di conoscenza: accompagna l’edificio lungo la gestione, la manutenzione e, potenzialmente, lo smontaggio.
In questa prospettiva, il Bim evolve in piattaforma di governance ambientale, in grado di correlare i dati materiali con gli impatti ambientali e il valore economico residuo.
Mobilità ed energia rinnovabile
Un aspetto distintivo di The Cradle è l’integrazione di un sistema di mobilità urbana condivisa, concepito come estensione dell’approccio rigenerativo. L’atrio ospita una Mobility Station aperta ai residenti e ai lavoratori del quartiere, favorendo un modello di accesso ai servizi basato sulla condivisione anziché sul possesso.
Attraverso la piattaforma digitale Beatshare o direttamente presso la stazione, è possibile noleggiare auto elettriche e e-bike, contribuendo a ridurre il traffico nel MedienHafen, a diminuire l’impronta ambientale e a migliorare la qualità dell’aria locale.
L’infrastruttura è pensata come un ecosistema fisico-digitale che permette una mobilità flessibile, immediata e a basso impatto, estendendo la funzione pubblica dell’edificio oltre i suoi confini.
Parallelamente, The Cradle integra un sistema di energia rinnovabile on-site per ridurre il fabbisogno da fonti fossili. Un impianto fotovoltaico sul tetto converte l’irraggiamento solare in energia elettrica destinata ai servizi comuni e all’illuminazione condivisa, contribuendo a ridurre i costi operativi per gli inquilini e diminuendo la dipendenza dalla rete.
L’autoproduzione energetica, combinata con l’efficienza passiva dell’involucro e con strategie bioclimatiche, permette all’edificio di funzionare come una piccola infrastruttura energetica locale, capace di generare risorse anziché consumarle.
In questo senso, la mobilità elettrica alimentata anche da energia rinnovabile non è un semplice servizio aggiuntivo, ma parte integrante di un modello urbano rigenerativo, dove edifici, utenti e reti si supportano vicendevolmente.
Paradigma di edilizia circolare
The Cradle rappresenta un punto di svolta nel panorama europeo dell’architettura rigenerativa. L’edificio dimostra che la circolarità può diventare linguaggio architettonico, economico e culturale.
Il progetto non è un prototipo isolato, ma un manifesto operativo: un edificio che, attraverso la materia, la digitalizzazione e la consapevolezza sociale, trasforma il concetto di sostenibilità in valore rigenerativo misurabile.
In un’epoca in cui il settore delle costruzioni è responsabile del 40% delle emissioni globali, The Cradle indica una strada concreta verso un futuro in cui gli edifici non rappresentano più un costo ambientale, ma una risorsa per l’economia e per la vita urbana.
Come affermano i principi del Cradle-to-Cradle Design: Non si tratta di ridurre l’impatto negativo, ma di generare impatti positivi. The Cradle ne è la traduzione architettonica: non un edificio che consuma meno, ma un’edificio che restituisce di più.
di Francesco Sommese
Università degli Studi di Napoli Federico II
La scheda
Opera: The Cradle
Luogo: Düsseldorf, Germania
Superficie: 11.400 m²
Destinazione: ufficio con area gastronomica e hub di mobilità
Committente: The Cradle GmbH & Co. Kg
Architettura: Hpp Architekten
Struttura: Knippers Helbig
Consulenza ambientale: Transsolar, Epea
Struttura: ibrida legno–calcestruzzo
Materiali: 2.150 m³ di legno certificato Fsc
Riciclabilità materiali: >90%
Riduzione Co2: ~50% rispetto a edifici convenzionali
Premi: Mipim/The Architectural Review Future Project Award 2018; Premio speciale Bim Heinze Architekten Award 2020; Premio speciale Timber Construction Nrw 2024.
Foto: ©Hpp Architekten, ©Ralph Richter, ©Derix groupv