LightSkin: PolyPiù e Marco Piva ridefiniscono il policarbonato in architettura
PolyPiù, con Studio Marco Piva, trasforma il policarbonato in pelle architettonica, unendo performance tecniche, design e sostenibilità per facciate e spazi d’eccellenza.
PolyPiù, realtà storica nella produzione di soluzioni avanzate in policarbonato, partecipa all’edizione 2026 di Caseitaly Expo.
In un contesto internazionale dedicato all’involucro edilizio, l’azienda si presenta come protagonista di un mondo che evolve, proponendo soluzioni che fondono altissime prestazioni tecniche con una nuova sensibilità estetica e una profonda attenzione alla sostenibilità.
La partecipazione a Caseitaly Expo 2026 segna per PolyPiù un momento cruciale di dialogo con il mondo della progettazione.
L’azienda conferma con questa presenza la propria volontà di guidare l’evoluzione dell’involucro edilizio, dimostrando come il policarbonato possa essere, allo stesso tempo, un pilastro dell’efficienza energetica e un protagonista del linguaggio architettonico globale.
LightSkin: il policarbonato come Pelle di Luce
La grande novità di questa edizione è il debutto di LightSkin, un concept innovativo sviluppato in collaborazione con lo Studio Marco Piva.
Con questo progetto, PolyPiù eleva il policarbonato da materiale puramente tecnico a pelle architettonica capace di vestire, proteggere e animare l’edificio.
LightSkin ridefinisce il rapporto tra materia e luce: il policarbonato non è più solo un elemento di chiusura, ma una superficie sensibile che filtra, riflette e restituisce la luce, generando identità visive inaspettate.
Il policarbonato costruisce ambienti, non solo volumi, diventando uno strumento espressivo fondamentale per i progettisti contemporanei.
Stadio El Sadar: l’impianto sportivo che unisce design moderno e funzionalità per tifosi e atleti.
Aura Facciate: l’ingegneria del dettaglio
Al centro dello spazio espositivo trova posto Aura Facciate, la nuova soluzione sistemica dedicata ai rivestimenti esterni.
Con Aura, PolyPiù compie un salto strategico, proponendosi come consulente specializzato capace di affiancare i professionisti del progetto dalla fase di concept alla posa in opera.
Il sistema è il risultato di un processo di design avanzato che traduce idee complesse in soluzioni tecnicamente affidabili e finanziariamente sostenibili, attraverso modellazioni in scala 1:1 e disegni esecutivi su misura, garantendo una sartorialità industriale senza precedenti.
Teatro Borsoni | ARW Associates | Brescia
I pilastri della gamma: PanelPiù e GrecaPiù
Accanto alle innovazioni di frontiera, PolyPiù valorizza i suoi prodotti storici, icone di affidabilità e performance:
PanelPiù: sistema modulare alveolare a incastro per tamponamenti verticali e finestrature industriali. Grazie a spessori che variano da 16 a 65 mm, garantisce un isolamento termico d’eccellenza e una trasparenza che esalta la luce naturale, permettendo la creazione di superfici continue prive di giunture visibili.
GrecaPiù: sistema modulare grecato, ideale per lucernari e coperture traslucide, piane o curve. Caratterizzato da un’elevata protezione ai raggi Uv e da una straordinaria flessibilità progettuale (con raggi di curvatura fino a R 3500 e R 6000), si integra perfettamente con pannelli o lamiere grecate preesistenti. (di Alice Fugazza)
Sport Hall | De Apollonia | Olgiate Olona
Carlo Flagiello | Chief of Product Design – Studio Marco Piva
Carlo Flagiello | Chief of Product Design – Studio Marco Piva
Restituire una nuova identità al policarbonato
Siamo presenti a Case Italy nel ruolo di direttori creativi di PolyPiù, un incarico assunto da pochi mesi con una missione precisa: restituire una nuova identità al policarbonato. Questo materiale è stato troppo a lungo considerato quasi secondario rispetto ad altri elementi che definiscono l’architettura contemporanea.
La nostra sfida è stata quella di evolvere l’immagine aziendale senza snaturarne l’essenza di eccellenza produttiva, agendo però come ponte per avvicinarla progressivamente al mondo della progettazione e agli studi di architettura. Il primo traguardo di questa sinergia è il concept Light Skin, che debutta proprio con il design dello stand in fiera.
Non è solo un cambio d’immagine, ma una visione strategica: portare il policarbonato dai contesti puramente tecnici ai rivestimenti di facciata e agli spazi di interior design d’alto profilo. L’obiettivo è trasformarlo in una vera pelle architettonica capace di integrarsi armonicamente in un mix materico evoluto.
Dal punto di vista del progettista, il policarbonato offre potenzialità straordinarie: una trasmissione della luce unica, trasparenze calibrate e la possibilità di creare texture e cromatismi complessi, il tutto con vantaggi prestazionali e di leggerezza nettamente superiori al vetro o al plexiglass.
Abbiamo strutturato lo sviluppo su quattro pilastri applicativi: l’architettura delle facciate, l’hospitality, il retail e lo sport. Per illustrare questa versatilità, abbiamo prodotto un video (disponibile sui canali YouTube dello Studio Piva e sui social di PolyPiù) in cui il materiale prende vita attraverso render applicati a nostri progetti reali.
Tutto il nostro processo creativo è guidato dalla digitalizzazione: utilizziamo un’intelligenza artificiale proprietaria che attinge a oltre trent’anni di know-how dello studio. Questo ci ha permesso un’efficienza di esecuzione senza precedenti: processi che normalmente richiederebbero un anno di lavoro sono stati portati a compimento in pochi mesi, ottimizzando i costi aziendali e permettendoci di dedicare ogni energia alla qualità del concept piuttosto che alla gestione dei software.
Personalmente, vivo questo progetto in perfetta simbiosi con Marco Piva, con cui collaboro da nove anni. Ho 36 anni e respiro quotidianamente l’energia di Milano, una città che ci influenza costantemente con la sua apertura internazionale.
Nel nostro studio convivono venti nazionalità diverse; questo melting pot ci permette di assorbire stimoli globali e, simultaneamente, di esportare la nostra identità ovunque. In questo percorso con PolyPiù, la soddisfazione più grande è stata scardinare i pregiudizi sui materiali plastici.
Ho scoperto una realtà industriale che rigenera e ricicla con una consapevolezza altissima. Per me, la sostenibilità coincide con la qualità: un oggetto ben progettato che dura quarant’anni è la massima espressione di rispetto ambientale. E se mi chiedete se PolyPiù approderà presto nel mondo dell’arredo… posso dirvi che è un’ambizione che non neghiamo, pur consapevoli della complessità della sfida.
Andrea Moretti | Direzione Commerciale PolyPiù
Andrea Moretti | Direzione Commerciale PolyPiù
PolyPiù: dal mercato industriale all’architettura d’eccellenza
Nel corso degli ultimi anni abbiamo maturato una profonda conoscenza del mercato e delle esigenze dei clienti, supportando strategie di vendita e sviluppo commerciale. Ora abbiamo l’ambizione di rivolgerci con decisione al mondo della progettazione d’eccellenza.
È un’intuizione nata da mio padre e alimentata dai segnali positivi che il mercato ci inviava costantemente. Eravamo consapevoli delle difficoltà di interfacciarci con un linguaggio diverso dal nostro, per questo abbiamo scelto la guida creativa dello Studio Marco Piva e la consulenza strategica di Marisa Corso (MC International).
Questa sinergia sta già portando risultati eccellenti: abbiamo adottato un registro comunicativo nuovo, intercettando l’interesse dei progettisti con proposte che generano contatti e nuove opportunità concrete.
Oggi PolyPiù è pronta per un salto di qualità decisivo: vogliamo uscire dal perimetro dell’edilizia puramente industriale, quella legata all’immaginario dei tegoli e dei prefabbricati, per affermarci nel mondo delle costruzioni a 360 gradi. Il mercato è maturo per accogliere soluzioni architettoniche complete.
Il nostro obiettivo è offrire un supporto totale al progettista, spingendoci verso realizzazioni complesse e su misura che prima, per limiti strutturali o di visione, non avremmo potuto affrontare. Questa evoluzione poggia su solide basi di ricerca, sviluppo e sostenibilità.
Il nostro cambio di paradigma è iniziato circa sei anni fa: da allora abbiamo investito per chiudere il cerchio produttivo, arrivando oggi a rigenerare autonomamente la totalità dei nostri scarti per trasformarli nuovamente in materia prima.
Il management ha saputo ascoltare il mercato, implementando processi che permettono al policarbonato di rinascere sotto forme e destinazioni d’uso inedite.
Puntiamo a entrare nel mondo dell’architettura a gamba tesa, e non solo in Italia. Per questo, abbiamo potenziato la nostra struttura con un Export Manager, una figura chiave che finora mancava, per dare una proiezione internazionale al marchio.
Partiremo consolidando i nostri prodotti standard all’estero, ma il passo successivo sarà esportare in tutta Europa il modello di design e consulenza architettonica che stiamo inaugurando oggi. Siamo consapevoli della nostra forza e pronti per questa nuova fase di sviluppo aziendale.