Con l’arrivo dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, Livigno entra ufficialmente nel panorama olimpico internazionale.
Sulle piste del Mottolino stanno prendendo forma le competizioni di snowboard e sci freestyle, sostenute da un’infrastruttura strategica: il nuovo Headquarters Mottolino, ampliamento della stazione di valle della cabinovia e oggi nodo essenziale del sistema logistico e operativo dell’evento.
Headquarters Mottolino: la nuova infrastruttura olimpica di Livigno
Il nuovo Headquarters Mottolino rappresenta molto più di un semplice accesso agli impianti di risalita.
L’edificio, ampliamento della stazione di valle della cabinovia, è oggi una struttura cardine per Milano Cortina 2026 e ospita cinque gare olimpiche.
Progettato come un organismo compatto su tre livelli, integra funzioni operative e collettive in un unico sistema spaziale continuo, capace di sostenere flussi intensivi e un utilizzo costante durante tutto l’anno.

Un hub multifunzionale per sport, servizi e accoglienza
Il volume ospita un ampio centro vendita e noleggio dedicato all’attrezzatura tecnica per sci e mountain bike, la biglietteria e gli uffici della Società Mottolino.
A questi si aggiungono due ristoranti – uno panoramico e scenografico, l’altro più intimo – spazi per il coworking e un’area dedicata al gioco digitale con simulatori di ultima generazione.
La varietà dei programmi è organizzata attraverso una gerarchia spaziale chiara, che garantisce orientamento e leggibilità anche nei momenti di massimo affollamento.
La grande hall: una piazza coperta che organizza i flussi
Il cuore distributivo dell’edificio è una hall a tutta altezza, concepita come una piazza coperta.
Qui una lunga scala mobile collega direttamente alla quota di partenza della cabinovia, rendendo immediata la relazione tra spazio pubblico e infrastruttura di risalita e facilitando la gestione dei flussi verticali.
La struttura metallica: precisione, prefabbricazione e rapidità
Dal punto di vista costruttivo, l’edificio è definito da una struttura portante interamente in carpenteria metallica, vero scheletro del progetto.
Realizzato da Pichler projects, il sistema impiega circa 120 tonnellate di acciaio ed è stato sviluppato secondo una logica di prefabbricazione integrale in officina, con successivo montaggio in opera tramite giunzioni bullonate.
Questa scelta ha garantito precisione esecutiva, controllo qualitativo e rapidità di assemblaggio: fattori cruciali in un contesto alpino e in un’infrastruttura destinata a un evento internazionale.
Sistemi strutturali e solai: un organismo tecnico complesso
Il volume si imposta su colonne Heb 320 e Heb 400 che sostengono il primo solaio a quota +4,10 m. Il primo impalcato utilizza travi principali He a sezione variabile, affiancate da profili IPE e tubolari rettangolari per gli elementi secondari.
Il secondo livello, a quota +12 m, è realizzato con profili Ipre, Hea e Rhs, mentre la copertura – interamente metallica – impiega profili aperti laminati a caldo e controventi in barre Ø 20 mm.
I solai intermedi sono in lamiera grecata collaborante (10/10 mm, 55 mm di altezza) per circa 250 m², mentre la copertura a sei falde utilizza lamiera grecata ad alto profilo (10/10 mm, 160 mm di altezza) per circa 600 m², completata da un pacchetto coibente ad alte prestazioni e da una finitura in lamiera aggraffata.
L’edificio raggiunge un’altezza massima di 17 metri.

Un involucro contemporaneo che dialoga con l’architettura alpina
L’involucro reinterpreta i caratteri dell’architettura di montagna – tetto a falde e volume compatto – attraverso un linguaggio contemporaneo.
Le facciate vetrate a tutta altezza, realizzate da Pichler projects, garantiscono un apporto costante di luce naturale e un rapporto visivo diretto con il paesaggio alpino.
La trasparenza è modulata da elementi verticali in alluminio con finitura effetto legno, che riprendono il disegno delle venature e richiamano i listelli tradizionali delle costruzioni locali, coniugando immagine, durabilità e prestazioni.
Interni fluidi e continui: la struttura come parte del progetto
Le ampie luci strutturali permettono di percepire gli interni come un ambiente unitario e fluido, in cui la struttura metallica diventa parte integrante del concept architettonico. L’acciaio contribuisce a definire spazi accoglienti, continui e orientati alla dimensione relazionale, con un’attenzione costante al comfort degli utenti.

Un’infrastruttura pronta per Milano Cortina 2026 e oltre
Ogni dettaglio è stato progettato per garantire scorrevolezza dei flussi e massima efficienza operativa. L’impianto Mottolino si presenta come un’architettura pronta: solida, funzionale e capace di sostenere la complessità dell’evento olimpico, lasciando al territorio un’infrastruttura durevole e aperta al futuro.
In questo senso, l’Headquarters Mottolino diventa un progetto pilota che dimostra come un’infrastruttura olimpica possa essere efficiente nel presente e al tempo stesso durare nel tempo, mantenendo un forte legame con il territorio e offrendo a Livigno uno spazio flessibile e contemporaneo.
Il contributo di Pichler projects è stato determinante nel trasformare un edificio complesso in un’infrastruttura pronta a sostenere la scena olimpica internazionale.