Nel dibattito aperto sul futuro dell’industria italiana, Federbeton – la Federazione di Confindustria che riunisce la filiera del cemento e del calcestruzzo – accoglie positivamente il dialogo avviato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con le industrie energivore.
Un passaggio considerato decisivo per affrontare in modo organico le difficoltà che stanno mettendo sotto pressione la base produttiva del Paese.
Il confronto si inserisce nel percorso delineato dal Libro bianco Made in Italy 2030, che ribadisce con chiarezza quanto il sistema industriale sia un pilastro imprescindibile per lo sviluppo nazionale.
Compensazioni Ets e Decarbonization Fund: le richieste del settore cemento
Nel corso dell’incontro, Federbeton ha richiamato l’attenzione sulla necessità di estendere anche al settore del cemento le compensazioni per i costi indiretti Ets – ovvero l’aumento del prezzo dell’elettricità legato al costo della Co₂ nel sistema europeo – e l’accesso al Temporary Decarbonization Fund.
Un obiettivo raggiungibile solo attraverso un meccanismo di opt-in nazionale, poiché il comparto non figura oggi tra quelli eleggibili a livello europeo.
Valorizzare il Made in Europe per sostenere la decarbonizzazione
La Federazione ha inoltre ribadito l’urgenza di valorizzare il profilo ambientale dei prodotti Made in Europe. In questa fase, ciò significa favorire – anche tramite criteri di aggiudicazione specifici – l’impiego, nelle opere pubbliche, di materiali soggetti al sistema Ets, soprattutto quando vengono utilizzate risorse pubbliche.
Gli appalti pubblici diventano così un vero strumento di politica industriale: capaci di sostenere la trasformazione dei settori produttivi, orientare la domanda in ambiti strategici come infrastrutture ed edilizia e garantire che gli investimenti nella decarbonizzazione trovino un riscontro concreto nel mercato.
Nicola Zampella | Direttore Generale di Federbeton
Nicola Zampella | Direttore Generale di Federbeton
Durante questo importante confronto con il Ministro Adolfo Urso, abbiamo voluto porre l’accento sulle necessità più impellenti della filiera del cemento e del calcestruzzo che opera oggi in un contesto di forte pressione competitiva, dovuto a una crescita eccezionale delle importazioni extra-Ue, aumentate di oltre l’800% negli ultimi anni. In questo scenario, il Cbam rappresenta uno strumento imprescindibile per garantire condizioni di concorrenza eque tra produzione europea e importazioni extra-Ue.
La sua efficacia, tuttavia, dipende da un’attuazione rigorosa, basata su controlli doganali efficaci, verifiche puntuali delle dichiarazioni e un presidio adeguato contro pratiche elusive, anche al fine di riequilibrare il meccanismo Ets per le imprese europee.
Accanto a ciò, abbiamo sottolineato con forza l’esigenza di attivare tutti i meccanismi di opt-in disponibili per l’industria del cemento italiana in Europa. In particolare, appare prioritario intervenire sia sul fronte delle compensazioni Ets dei costi indiretti, sia in relazione alla proposta di Temporary Decarbonisation Fund.
L’esclusione della nostra filiera da tali strumenti non riflette le specificità del contesto italiano e determina un’evidente asimmetria competitiva con altri settori.