Il 3 dicembre 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 281) il decreto del 24 novembre 2025, che aggiorna i Criteri ambientali minimi (Cam) Edilizia, con entrata in vigore prevista dal 2 febbraio 2026.
I Cam Edilizia, denominati ufficialmente “Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di progettazione e direzione lavori di interventi edilizi e opere di ingegneria civile, esecuzione di lavori, inclusi gli interventi di costruzione, ristrutturazione, manutenzione e adeguamento”, stabiliscono i requisiti ambientali obbligatori per le stazioni appaltanti, in linea con l’art. 57 del Codice dei Contratti Pubblici (dlgs 36/2023).
L’obiettivo è chiaro: ridurre l’impatto ambientale delle costruzioni e promuovere interventi edilizi in chiave sostenibile.
Il provvedimento rientra nel Piano d’Azione Nazionale per il Green Public Procurement (Pan Gpp), strumento chiave per il rilancio dell’economia circolare, e rappresenta un passo fondamentale verso il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo e della transizione ecologica.
L’applicazione delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali è obbligatoria e integra, per gli aspetti ambientali, i requisiti tecnici già previsti da regolamenti europei e normative nazionali.
Un approccio progettuale più rigoroso e olistico
Tra le novità più significative, il decreto rafforza l’importanza della progettazione orientata alla sostenibilità, introducendo l’obbligo di valutazione del Life Cycle Assessment (Lca) già dalla fase del Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (Pfte) fino alla Progettazione Esecutiva (Pe), come specificato nel criterio 1.3.2.
Questa scelta si allinea al dm n. 279/2024 sui Cam Strade e sottolinea l’approccio sistemico alla progettazione ambientale. Il criterio 1.2 introduce un concetto di architettura eco-sostenibile olistica, che integra conoscenze e valori rispettosi del paesaggio, dell’ambiente e della biologia.
In pratica, la sostenibilità non riguarda solo materiali a basso impatto (rinnovabili, durevoli, riutilizzabili, riciclati) ma l’intero processo progettuale, che considera salubrità, uso delle risorse, architettura bioclimatica e corretta posa in opera.
L’obiettivo è garantire qualità e sicurezza degli spazi abitativi e contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici.
Estensione dei Cam e cogenza normativa
Il decreto chiarisce che i Cam si applicano anche ai lavori pubblici realizzati da soggetti privati, titolari di permesso di costruire o altro titolo abilitativo, che eseguono opere di urbanizzazione a scomputo totale o parziale del contributo previsto per il rilascio del permesso o in regime di convenzione.
Questa estensione amplia la portata dei criteri e aumenta la responsabilità dei soggetti coinvolti.
Integrazione con normative europee e principi di sostenibilità
Il provvedimento si inserisce in un contesto europeo più ampio:
- regolamento Ecodesign (Ue 2024/1781): favorisce durabilità, riparabilità, riutilizzabilità e riciclabilità dei prodotti, riduce sostanze chimiche pericolose, incrementa efficienza energetica e recupero di materie prime strategiche;
- direttiva Epbd Case Green (Ue 2024/1275): fissa obiettivi di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni negli edifici, con target di edifici pubblici a emissioni zero dal 2028 e un parco immobiliare sostenibile entro il 2050;
- regolamento Ue 2020/852 (tassonomia verde): definisce criteri per identificare attività economiche ecosostenibili, favorendo investimenti allineati con la sostenibilità e la decarbonizzazione;
- il decreto rafforza l’integrazione del principio Dnsh (Do No Significant Harm), con verifiche più stringenti sugli interventi, promuovendo l’uso di materiali e prodotti a basso impatto ambientale.
Nuovi criteri progettuali e contrattuali
Tra le principali innovazioni:
- adattamento ai cambiamenti climatici (criterio 2.2.2): screening del rischio climatico e misure di adattamento coerenti con strategie locali, regionali e nazionali, comprese soluzioni basate sulla natura (SuDS, infrastrutture blu e verdi);
- rapporto sullo stato dell’ambiente (criterio 2.2.9): documento obbligatorio per nuove costruzioni o ampliamenti, con dati su suolo, acqua, biodiversità e atmosfera, corredato di misure di mitigazione e redatto da professionisti qualificati;
- risanamento umidità e risparmio idrico (criteri 2.3.13 e 2.3.14): linee guida specifiche per interventi mirati e reti duali di raccolta acque;
- specifiche tecniche per prodotti e cantieri (cap. 2.4-2.5): aggiornamenti tecnologici e normativa ambientale, con obbligo di Piano Ambientale di Gestione del Cantiere a cura del progettista;
- integrazione Bim: garantisce tracciabilità completa dei materiali e delle prestazioni ambientali degli edifici.
Competenze e qualifiche professionali
Il decreto sottolinea il ruolo di progettisti e imprese con competenze Esg, promuovendo certificazioni professionali (Uni Cei En Iso/Iec 17024) e l’adozione di tecnologie e materiali conformi ai Cam.
Il mercato viene così incentivato verso una crescita orientata alla qualità e alla sostenibilità.
Verso un’edilizia sostenibile e resiliente
Il dm 24 novembre 2025 rappresenta un passo decisivo verso un’edilizia sostenibile, resiliente e a basso impatto ambientale.
Con l’integrazione di strumenti come Lca, Bim, criteri di adattamento climatico e architettura olistica, il decreto impone a tutti gli attori pubblici e privati un cambio di approccio metodologico, puntando a edifici più efficienti, sicuri e in armonia con l’ambiente.
L’applicazione dei nuovi Cam non è solo un obbligo normativo, ma rappresenta un’occasione per rilanciare l’economia circolare, attrarre capitali e contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei di carbon neutrality entro il 2050. (di Marco Caserio)
| Ambito | Sintesi Cam Edilizia 2025 |
|---|---|
| Applicazione | Obbligo Cam per stazioni appaltanti e lavori pubblici eseguiti da privati |
| Progettazione | Lca obbligatorio dalla fase preliminare alla esecutiva; approccio eco-sostenibile olistico |
| Materiali | Materiali rinnovabili e riciclati; maggiore durabilità e specifiche tecniche aggiornate |
| Cantieri | Piano Ambientale di Gestione del Cantiere e integrazione Bim |
| Adattamento climatico | Screening del rischio climatico e soluzioni basate sulla natura |
| Monitoraggio ambientale | Rapporto ambientale obbligatorio per nuove costruzioni e ampliamenti |
| Risorse idriche | Risanamento umidità, risparmio idrico e reti duali di raccolta |
| Competenze | Certificazioni Esg e utilizzo di tecnologie conformi ai Cam |
| Allineamento UE | Coerenza con Ecodesign, Epbd, tassonomia verde e principio Dnsh |