Rigenerazione dei brownfield per lo sviluppo dei territori
Il convegno di Roma, promosso da Gse Italia, rilancia il ruolo strategico della rigenerazione urbana come leva ambientale, economica e sociale per le città italiane.
La rigenerazione delle aree dismesse sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel dibattito politico e istituzionale, affermandosi come alternativa concreta al consumo di nuovo suolo e come leva capace di generare sviluppo urbano, ambientale e sociale.
Un tema che oggi è tornato al centro dell’attenzione a Roma, nella sede della Camera di Commercio, durante il convegno Rigenerare per includere: il brownfield come motore di sviluppo urbano, ambientale e sociale, promosso da Gse Italia.
Norme, governance e investimenti: le sfide del brownfield
Convinta del valore strategico della rigenerazione urbana per la crescita dei territori, Gse Italia – general contractor attivo nell’edilizia industriale – ha riunito rappresentanti del Parlamento, delle Regioni, delle amministrazioni locali e del mondo imprenditoriale per alimentare un confronto strutturato.
Nel corso dell’incontro è emerso come il brownfield non riguardi soltanto la riduzione del consumo di suolo e l’impatto ambientale delle città, ma rappresenti ormai una scelta imprescindibile per migliorare la qualità della vita urbana, rafforzare l’attrattività economica e ricucire le fratture sociali, intervenendo su situazioni di degrado consolidate.
A un anno dal primo confronto ospitato alla Triennale di Milano – che aveva messo in luce limiti e potenzialità del brownfield, sollecitando una semplificazione delle procedure sugli interventi di riqualificazione – il dibattito appare oggi più maturo e orientato verso soluzioni strutturali e replicabili.
Tra i nodi principali emersi, il quadro normativo continua a rappresentare un passaggio decisivo. Dal dialogo tra Parlamento, Regioni e amministrazioni locali è arrivata la richiesta di un coordinamento multilivello più efficace e di processi autorizzativi più snelli, capaci di attrarre investimenti sostenibili senza indebolire il presidio dell’interesse pubblico.
Il ruolo delle comunità nella trasformazione dei territori
Ampio spazio è stato dedicato anche alla prospettiva dei territori e delle comunità. In contesti complessi come quello romano, la rigenerazione dei brownfield è stata indicata come una risposta possibile al degrado urbano e alla marginalità sociale, grazie alla sua capacità di integrare sviluppo economico, sostenibilità ambientale e inclusione.
Il confronto si è arricchito con la presentazione del progetto di recupero dell’area delle ex Officine Romanazzi a Tor Cervara, a Roma: un caso emblematico di come un sito degradato, spesso al centro delle cronache locali, possa trasformarsi in un’opportunità di sviluppo. L’intervento riguarda oltre 32 mila metri quadrati già demoliti e bonificati, destinati a ospitare una piattaforma logistica moderna e sostenibile commissionata da Prologis, con una cubatura ridotta rispetto all’edificio originario.
Il progetto è stato portato come esempio del ruolo attivo che la logistica può assumere nei processi di rigenerazione urbana: non solo infrastruttura produttiva, ma leva per il rilancio economico, la creazione di occupazione e la restituzione di valore alle comunità.
Verso un modello replicabile di sviluppo sostenibile
In chiusura, l’attenzione si è spostata sulla possibilità di rendere questo modello replicabile su scala nazionale. Tra i temi affrontati: tempi e costi degli interventi, benefici economici e sociali per i territori, condizioni necessarie affinché la rigenerazione urbana diventi una componente strutturale delle politiche di sviluppo.
Dal confronto è emersa una visione condivisa: il brownfield può essere al tempo stesso una scelta ambientale contro il consumo di suolo, un’opportunità economica per attrarre investimenti di qualità e uno strumento di inclusione sociale capace di ricucire città e comunità.
Antonio Guarascio | Managing Director di Confluence – Gse
Antonio Guarascio | Managing Director di Confluence – Gse
Oggi vediamo i frutti di un lavoro di affiancamento alle Istituzioni che abbiamo portato avanti con Assoimmobiliare valorizzando le istanze di un settore, quello della logistica, che vale il 10% del Pil e dà lavoro a 1.600.000 persone. Per promuovere la rigenerazione urbana in scelte sistemiche e coordinate, facilitando la replicabilità dei modelli di intervento, stiamo suggerendo meccanismi di incentivazione economica all’imprenditore, che prevedano sistematicamente (e non a scelta dell’amministrazione) la compensazione dei costi di bonifica e rendendo di fatto paritetico costruire su aree greenfield o brownfield. Rimane però un tema di semplificazione necessaria e di unificazione dei regolamenti che dovrebbero essere univoci a livello nazionale, superando le differenze regolatorie tra diverse Regioni.
Erica Mazzetti | VIII Commissione ambiente e responsabile nazionale dipartimento lavori pubblici di Forza Italia
Erica Mazzetti | VIII Commissione Ambiente
È necessaria in Italia, con leggi uniformi e chiare, un’opera di rigenerazione urbana onnicomprensiva. Che porta quindi benefici alla persona, all’ambiente, all’economia delle generazioni attuali ma soprattutto future.
Sto dando impulso a questa azione grazie a nuovi strumenti normativi, che non vogliono essere affatto nuove leggi, come il nuovo testo unico delle costruzioni, il primo che tiene insieme edilizia e appunto urbanistica, proprio perché c’è bisogno di un’azione a 360 gradi che parta dalla razionalizzazione e della partecipazione pubblico-privato con il ripristino del principio della fiducia.
Micol Grasselli | Consigliera di Regione Lazio
Micol Grasselli | Consigliera di Regione Lazio
La Lr 12/2025 segna una svolta nel governo della rigenerazione urbana nel Lazio. Abbiamo scelto di includere anche gli edifici condonati non per premiare l’abusivismo, ma per restituire sicurezza, qualità e dignità a parti di città degradate.
La legge semplifica le procedure, riduce i tempi autorizzativi, rafforza il ruolo dei Comuni e introduce strumenti concreti come delocalizzazioni, premialità edilizie e programmi integrati. La Regione assume così un ruolo chiaro di indirizzo e garanzia, per trasformare la rigenerazione urbana in una politica pubblica al servizio dell’interesse generale.
Giulio della Torre | Head of Logistics Gse Italia
Giulio della Torre | Head of Logistics Gse Italia
Tor Cervara è un importante progetto di rigenerazione di un’area strategica dal punto di vista logistico nel tessuto urbano della Capitale che stiamo portando avanti con Prologis e che vedrà la nascita di un hub logistico all’avanguardia dal punto di vista ambientale e operativo con una grande valenza sociale.
Infatti, attraverso la riqualificazione delle Ex Officine Romanazzi, prima al centro della vita economica romana e poi progressivamente abbandonate al degrado sociale e alla criminalità, ora si torna a dare nuova linfa al territorio, migliorandone viabilità, connessione e sicurezza idrogeologica.
Massimiliano Umberti | Presidente del IV Municipio
Massimiliano Umberti | Presidente del IV Municipio
Ringrazio la Gse Italia per avermi coinvolto come relatore istituzionale in questa tavola rotonda, un momento di confronto concreto tra istituzioni e imprese, fondamentale per costruire strategie capaci di restituire valore ai territori e trasformare aree dismesse in nuove opportunità di sviluppo.
Un esempio chiaro è il progetto di riqualificazione delle ex Officine Romanazzi a Tor Cervara, dove si lavora alla nascita di un nuovo polo logistico moderno e sostenibile. Un confronto ricco, fatto di competenze diverse ma con un obiettivo comune: rigenerare senza consumare nuovo suolo, creando sviluppo, lavoro e qualità urbana. Sono convinto che con un approccio sistemico e una collaborazione reale tra pubblico e privato possiamo dare un valore duraturo di rigenerazione urbana per le imprese e per le comunità.