Il mercato italiano delle macchine per costruzioni chiude il 2025 con un leggero segno meno e guarda al 2026 con cautela.
Secondo i dati diffusi da Unacea durante la conferenza stampa online del 23 gennaio, le vendite complessive registrano una flessione dell’1% rispetto al 2024, mentre il contesto internazionale e l’incertezza normativa continuano a pesare sulle decisioni di investimento delle imprese.
Vendite 2025: -1% complessivo, tengono le macchine stradali
Nel corso del 2025 sono state immesse sul mercato italiano 21.740 macchine per costruzioni, in lieve calo rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio:
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Macchine movimento terra: 20.699 unità vendute (-1%)
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Macchine stradali: 1.041 unità (+2%)
Un andamento che evidenzia una sostanziale stabilità del comparto, con alcune nicchie – come le macchine stradali – che mostrano segnali di tenuta dopo anni di volumi costanti.
Commercio estero: export in calo, crescono le importazioni
Il quadro si complica osservando i dati sul commercio estero delle macchine per costruzioni. Secondo l’ultimo Report Unacea-Cer, tra gennaio e ottobre 2025:
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Esportazioni: €2,6 miliardi (-2,2% rispetto al 2024)
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Importazioni: €1,8 miliardi (+5,9%)
Nonostante una contrazione del 18,7% rispetto all’anno precedente, il saldo della bilancia commerciale resta positivo, con un avanzo pari a €721 milioni, a conferma della competitività dell’industria italiana del settore.
Dazi, made in Eu e iperammortamento: i nodi che frenano il mercato
Il contesto internazionale e le scelte normative rappresentano uno dei principali fattori di rischio. Come ha sottolineato Luca Nutarelli, direttore di Unacea, i conflitti commerciali e le distorsioni introdotte dai dazi penalizzano sia le esportazioni sia il mercato interno.
Particolarmente critico il tema del vincolo del “made in Eu” legato all’iperammortamento, inserito nella legge di bilancio. Secondo le stime Unacea, se il provvedimento restasse limitato ai soli Paesi Ue, il mercato italiano potrebbe contrarsi fino a un terzo.
In assenza di tale vincolo, invece, si sarebbe potuta registrare una crescita fino all’8%.
Su molti segmenti, infatti, l’offerta europea di macchine e tecnologie è limitata e numerosi produttori italiani dipendono da impianti produttivi extra UE. Il rischio è un effetto a catena che coinvolga anche il mercato delle attrezzature per macchine da costruzione.
Macchine stradali: mercato saturo ma prospettive stabili
Dal comparto delle macchine stradali emergono segnali di sostanziale equilibrio. Come evidenziato da Mario Michele Spinelli, amministratore delegato di Wirtgen Macchine, i volumi sono rimasti stabili per cinque anni consecutivi.
La domanda potrebbe ridursi per effetto della saturazione del mercato, ma il rinnovo del parco macchine già in corso rappresenta un fattore di stabilità. Dopo un ultimo trimestre 2025 positivo, l’inizio del 2026 appare però rallentato dall’incertezza che frena le decisioni dei clienti.
Incentivi e Pnrr: il 2026 doveva accelerare, ma resta il clima di attesa
Il tema degli incentivi fiscali si conferma centrale. Secondo David Bazzi, amministratore delegato di Komatsu Italia Manufacturing, la propensione all’acquisto di nuove macchine cresce in presenza di agevolazioni, ma il clima di incertezza sta rallentando il mercato.
Il 2026 avrebbe dovuto coincidere con la fase finale dei fondi PNRR, favorendo una forte accelerazione dei lavori. Tuttavia, l’assenza di certezze normative e operative mantiene il settore in una fase di attesa.
2026: rischio partenza debole per l’intero comparto
Anche Gianluca Calì, direttore marketing di Cgt, sottolinea come l’andamento del mercato dipenda dall’equilibrio tra livello di attività nei cantieri e incentivi agli investimenti. Il 2026 avrebbe potuto rappresentare un anno di ulteriore slancio, ma è probabile un risultato inferiore alle attese, con un impatto trasversale su tutti i segmenti.
Lo scenario potrebbe ricalcare quanto già visto nel 2024, con aziende orientate a rimandare gli investimenti in attesa di chiarimenti normativi, rendendo i primi mesi del 2026 particolarmente deboli.
Uno scenario ancora aperto
Il mercato delle macchine per costruzioni in Italia si trova dunque in una fase di transizione: dati complessivamente stabili ma prospettive condizionate da fattori geopolitici, commerciali e normativi.
La rapidità con cui verranno definite le politiche di incentivo e il quadro regolatorio sarà determinante per sbloccare la domanda e favorire una reale ripartenza nel corso del 2026.