Mendrisio, Teatro dell’Architettura: tre mostre fino al 2026

Tre percorsi espositivi al Teatro dell’architettura Mendrisio esplorano realtà, ironia e sperimentazione attraverso fotografia, satira e pratiche performative.

Liberi dall’architettura, Illustrirtes Wiener Extrablatt, 1 gennaio 1911

Sino al 29 marzo 2026 il Teatro dell’architettura Mendrisio (Tam) dell’Università della Svizzera italiana apre le sue sale a un trittico di sguardi sul mondo costruito e rappresentato.

L’iniziativa ha aperto i battenti lo scorso 14 novembre e per informazioni e prenotazioni è possibile visitare il sito dell’ateneo.

Le proposte

L’Accademia di architettura dell’Usi presenta infatti due nuove mostre – Stefano Graziani. Reality Show e Archisatire. Una controstoria dell’architettura – affiancate dall’installazione Due esercizi, realizzata dalle studentesse e dagli studenti del primo anno.

Tre percorsi diversi, ma accomunati dal desiderio di interrogare la realtà, smontarla, ricomporla e restituirla attraverso linguaggi che oscillano tra rigore, ironia e sperimentazione.

Stefano Graziani, Natura morta con pappagalli, Studio Mumbai, Mumbai, 2018
Stefano Graziani, Natura morta con pappagalli, Studio Mumbai, Mumbai, 2018

Stefano Graziani. Reality Show

Curata da Francesco Zanot, la mostra dedicata a Stefano Graziani riunisce una selezione di immagini – alcune già note, altre inedite – che non seguono un tema unico, ma si richiamano tra loro attraverso una sensibilità comune.

Architetture, oggetti, frammenti di natura, città e figure umane emergono nelle fotografie senza mai imporsi come protagonisti assoluti: sono piuttosto elementi di una trama aperta, stratificata, talvolta indecifrabile.

Stefano Graziani, Tuffatrice (diver), Trieste 2024
Stefano Graziani, Tuffatrice (diver), Trieste 2024

Graziani lavora contro la logica dell’utile e del necessario. Le sue immagini, volutamente disfunzionali, invitano lo sguardo a perdersi tra deviazioni e dettagli, a seguire indizi che non conducono a una verità univoca.

Tutto ciò che appare è reale, eppure spesso sembra sottrarsi alla realtà stessa. È in questo scarto che si colloca la riflessione dell’autore: la fotografia contemporanea come luogo di tensione tra documentazione e simulazione, tra prova e smentita.

Non una mostra della realtà, ma sulla realtà. Un vero e proprio reality show.

Stefano Graziani, Natura morta, Trieste 2024
Stefano Graziani, Natura morta, Trieste 2024

Archisatire. Una controstoria dell’architettura

Concepita da Gabriele Neri in collaborazione con la Biblioteca dell’Accademia di architettura, Archisatire esplora il rapporto, spesso sorprendente, tra satira e architettura.

Caricature, vignette, fotomontaggi, cartoons, filmati e altre forme espressive compongono un percorso che ribalta la consueta gravità del costruire, contrapponendole la leggerezza – e talvolta la ferocia – dello sguardo umoristico.

Klaustoon, Koolhaas Pope | ©2025 Luis Miguel Lus Arana/Klaus
Klaustoon, Koolhaas Pope | ©2025 Luis Miguel Lus Arana/Klaus

Le immagini esposte, nate per la vita effimera di giornali e riviste e destinate a un pubblico ampio, diventano strumenti critici capaci di raccontare l’impatto dell’architettura sulla quotidianità e, al tempo stesso, il ruolo sociale della satira.

La mostra si articola in quattro sezioni: dalla figura dell’architetto nella caricatura agli scandali urbani generati da grandi progetti; dalla casa irrazionale ai molti architetti che si sono cimentati nell’arte del cartoon.

Tra parodia e denuncia, la satira si rivela così una lente preziosa per osservare l’architettura da prospettive inattese e per riflettere sul significato profondo del progettare e dell’abitare.

Liberi dall’architettura, Illustrirtes Wiener Extrablatt, 1 gennaio 1911
Liberi dall’architettura, Illustrirtes Wiener Extrablatt, 1 gennaio 1911

Due esercizi

Al pianoterra del Tam trova spazio Due esercizi, installazione curata dall’Atelier orizzontale Blumer e realizzata dalle studentesse e dagli studenti del primo anno del Bachelor.

Il progetto raccoglie i risultati del lavoro svolto nel secondo semestre dell’anno accademico 2024–2025 e nel primo semestre 2025–2026, proseguendo una tradizione che da oltre vent’anni coinvolge circa settanta studenti per semestre.

Installazione Due esercizi a cura dell’Atelier orizzontale Blumer - Teatro dell’architettura Mendrisio ©Enrico Cano
Installazione | Due esercizi a cura dell’Atelier orizzontale Blumer – Teatro dell’architettura Mendrisio | ©Enrico Cano

L’Atelier orizzontale Blumer indaga da sempre il rapporto tra corpo, movimento ed evento attraverso pratiche costruttive e performative.

Gli esercizi presentati, rigorosamente interattivi, richiedono che gli oggetti progettati vengano azionati, trasportati ed esibiti: una vera messa in funzione che ne verifica la precisione costruttiva e il comportamento nello spazio.

Un’esperienza formativa che trasforma il gesto progettuale in azione, e l’azione in conoscenza.

Stefano Graziani, Hotel Interior, Isola di Oshima, 2025
Stefano Graziani, Hotel Interior, Isola di Oshima, 2025

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