L’industrializzazione edilizia off‑site non è più una frontiera sperimentale, ma il cardine attorno a cui ruota la trasformazione più profonda che il settore delle costruzioni abbia vissuto negli ultimi decenni.
È da questo presupposto che si è sviluppata la terza edizione di Costruiamo il Futuro, l’appuntamento organizzato da Harpaceas e Tecnostrutture che il 10 marzo 2026 ha riunito nella Sala Congressi di Assolombarda imprese, progettisti, istituzioni e rappresentanti dell’industria.
Una mattinata che ha offerto una lettura ricca e concreta delle dinamiche in atto: l’evoluzione del mercato, la crescente complessità del ciclo edilizio, l’avanzare del quadro normativo europeo e, soprattutto, l’urgenza di modelli collaborativi e processi più prevedibili e strutturati.
Costruzioni: più integrazione, più responsabilità, più sostenibilità
Fin dall’apertura dei lavori — moderati dal giornalista Gianluca Semprini — è emersa la stessa consapevolezza condivisa: il settore delle costruzioni non può più permettersi processi disallineati, percorsi frammentati e decisioni tardive.
La presenza della neo costituita associazione INCO, dedicata alla filiera dell’edilizia industrializzata, ha evidenziato la necessità di una rappresentanza solida e tecnica capace di dialogare con Bruxelles e incidere sulle norme in via di definizione.
Gli interventi hanno delineato un panorama in rapido cambiamento: collaborazione contrattuale, sicurezza, uso dei materiali naturali, qualità degli spazi urbani e architettura off‑site sono diventati temi centrali di un dibattito ormai maturo.
Attraverso testimonianze e tavole rotonde, i relatori hanno spiegato come una gestione più rigorosa dei processi — dal progetto alla produzione, fino alla posa — rappresenti la chiave per ridurre varianti e criticità, innalzare la qualità e rendere la filiera più affidabile e competitiva.
L’Europa accelera: il quadro normativo che guiderà la nuova edilizia
Di particolare rilievo l’intervento di Francesco Marafini, Direttore Tecnico INCO, che ha illustrato come l’Unione Europea stia lavorando per creare un mercato edilizio realmente integrato.
Il Construction Service Act, attualmente in fase di consultazione, punta a favorire l’edilizia off‑site e a rimuovere gli ostacoli transfrontalieri, mentre il regolamento sui prodotti da costruzione (Cpr) e i nuovi strumenti finanziari della Bei orientano l’innovazione verso efficienza energetica, riduzione delle emissioni e sostenibilità.
Una trasformazione che richiede competenze nuove e un dialogo più stretto tra accademia e industria, soprattutto per quanto riguarda digitalizzazione e gestione informativa.
Accordi collaborativi e cultura industriale: perché cambiare approccio
La tavola rotonda sull’industrializzazione ha mostrato come l’off‑site richieda un salto culturale oltre che tecnico.
I contratti tradizionali “a corpo” non sono in grado di sostenere la complessità della progettazione industrializzata: servono modelli contrattuali collaborativi, capaci di coinvolgere la supply chain sin dalle prime fasi del progetto.
La maggiore complessità tecnologica, così come la crescente importanza del Bim, impone infatti una progettazione integrata fin dall’inizio e un modo nuovo di pensare il rapporto tra committenti, imprese e fornitori.
Da qui il richiamo al Manifesto Agile, evocato come possibile riferimento per costruire processi più flessibili, trasparenti e orientati al risultato.
Il contributo istituzionale: la visione di Roberta Serroni (Mimit)
Tra i contributi più significativi della giornata, quello di Roberta Serroni, dirigente del ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha delineato un quadro strategico che conferma il ruolo centrale dell’edilizia industrializzata come risposta sistemica alla crisi abitativa europea.

Serroni ha ricordato come l’accesso ad alloggi sostenibili e accessibili sia una priorità dell’Ue, ma anche come il settore costruzioni soffra un grave deficit di produttività rispetto al manifatturiero: +10% contro +90%.
Per superare questo divario, ha spiegato, non bastano nuove risorse finanziarie — come la piattaforma di investimento sostenuta dalla Bei— ma è necessario trasformare strutturalmente i processi costruttivi.
Il modello off‑site offre vantaggi tangibili:
- riduzione dei tempi fino al 60% e dei costi fino al 20%,
- taglio degli scarti fino al 15%,
- possibilità di smontare e riciclare più facilmente grazie al design for disassembly,
- utilizzo crescente di materiali rinnovabili come il legno e condizioni di lavoro più sicure e attrattive, soprattutto per chi possiede competenze digitali.
Sul fronte normativo, Serroni ha richiamato tre strumenti chiave in arrivo dall’Europa:
- il Regolamento Cpr, operativo dal gennaio 2026 e orientato alla standardizzazione dei kit prefabbricati entro il 2027;
- il Digital Product Passport, che garantirà tracciabilità tecnica e ambientale di ogni componente;
- il Competitiveness Cooperation Tool, progettato per semplificare permessi e orientare la domanda pubblica verso soluzioni industrializzate.
L’Italia, tramite Mit e Mimit, sta lavorando per sostenere la transizione attraverso l’aggregazione delle Pmi, la neutralità tecnologica e la digitalizzazione dei processi (Bim e sportelli digitali).
Roberta Serroni ha concluso evidenziando come l’industrializzazione edilizia rappresenti una grande opportunità per coniugare rigenerazione urbana, crescita economica e sostenibilità ambientale.
Verso un nuovo modello europeo del costruire
L’edizione 2026 di Costruiamo il Futuro ha confermato che il settore delle costruzioni sta entrando in una fase nuova, più matura e consapevole.
La convergenza tra innovazione tecnologica, sostenibilità e organizzazione dei processi non è più un’opzione, ma una condizione necessaria per rispondere alle esigenze delle comunità e del mercato.
L’industrializzazione off‑site, la digitalizzazione, i nuovi modelli collaborativi e il quadro europeo rappresentano oggi le coordinate fondamentali attraverso cui l’edilizia può finalmente evolvere verso un futuro più efficiente, sicuro e responsabile — un futuro costruito insieme.
di Livia Randaccio