MCE 2021: quante novità dal mondo degli impianti e ITS

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Quello delle fiere digitali è un format nato con la pandemia, che forse ci accompagnerà anche in futuro. Dopo essere stata cancellata nel 2020 per le ovvie ragioni legate all’emergenza sanitaria, Mostra Convegno Expocomfort, la fiera di riferimento per il settore dell’impiantistica civile e industriale, sarebbe slittata al 2022 se la tecnologia non avesse offerto opportunità, strumenti ed esperienze fino a poco tempo fa impensabili.

Grazie alla piattaforma digitale messa a punto dagli organizzatori di Reed Exhibitions Italia, infatti, visitatori di tutto il mondo hanno potuto partecipare ai meeting one-to-one, agli incontri pubblici e ai webinar organizzati dalle associazioni e dagli espositori. Certo, mancano le strette di mano e l’empatia dell’esperienza in presenza, ma come vuole la saggezza popolare di necessità bisogna farne virtù. In ogni caso il prossimo appuntamento a Mce sarà nuovamente in presenza, dall’8 all’11 marzo 2022 in Fiera Milano.

I numeri e i temi di MCE 2021

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Massimiliano Pierini, managing director di Reed Exhibitions Italia

Secondo i dati messi a disposizione dall’ente fieristico, a Mce 2021 hanno partecipato virtualmente 290 tra aziende e brand e 35 mila visitatori da tutto il mondo. Il 38% degli operatori che hanno partecipato proveniva dall’estero, con una forte presenza da Turchia, Germania, Spagna e Grecia. I visitatori possono essere suddivisi per il 36,4% in responsabili acquisti, seguiti da professionisti del settore installazione (30,6%), studi professionali (19,6%) e agenti/rappresentanti, professionisti del settore home&building automation, scuole, universit  e istituti di ricerca. Durante le giornate della fiera si sono tenuti online oltre 140 sessioni di approfondimento, con più  di 5 mila partecipanti, tra convegni ufficiali e webinar organizzati dalle associazioni e dalle aziende espositrici. Buona anche l’interazione tra i partecipanti, che hanno dialogato tra loro in più  di 36 mila chat e organizzato più  di 4 mila incontri.
«La nostra piattaforma digitale ha messo a disposizione nuovi servizi e nuove formule di utilizzo che hanno suscitato l’interesse e l’approvazione sia tra le aziende sia tra gli operatori»,  è stato il commento a conclusione di Massimiliano Pierini, managing director di Reed Exhibitions Italia.

Oltre alla presentazione del settimo Rapporto congiunturale e previsionale del mercato dell’impiantistica del Cresme, con gli aggiornamenti sui trend di mercato e le potenzialità  di ritorno alla crescita offerte dal superbonus 110%, durante Mce si dibattuto sui temi di un’edilizia sempre più  intelligente e carbon neutral, sul processo di riforma del mercato elettrico per il comparto industriale italiano e sulle opportunità  delle piattaforme Bim-Bep per i processi progettuali della filiera impiantistica e le opportunit  di gestione e manutenzione.

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Impianti termoidraulici: secondo il Cresme ripresa in vista

Il settore degli impianti termoidraulici, nel 2020, ha perso circa il 6,4% contro il 7,8% dell’intero comparto delle costruzioni. Il dato è emerso all’evento di presentazione del 7°  Rapporto Congiunturale e Previsionale del Cresme sul mercato dell’installazione degli impianti negli edifici in Italia 2021-2023, presentato durante la Mostra Convegno Expocomfort Live+Digital.

Il rapporto indica anche che la ripresa del mercato Its nel 2021 sarà molto intensa, merito anche degli incentivi fiscali messi in campo dal governo, per i quali la climatizzazione ambientale è una parte essenziale e preponderante. Per il settore è prevista, infatti, nel 2021 una crescita del valore del 12%, che entro tre anni riporterà il comparto ai livelli precedenti alla crisi del 2008. Una buona notizia, che dà  speranza a tutti i protagonisti, ma che non deve essere interpretata come un invito ad adagiarsi sugli allori.

Come ha spiegato Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, introducendo i contenuti del rapporto, la misura dell’auspicata ripresa dipenderà da tre fattori che si riferiscono all’intraprendenza e alle capacità  di tutte le personalità coinvolte: l’attitudine dell’offerta di far fronte alla domanda, di allocare bene le risorse da parte delle imprese del settore pubblico e privato e la capacità  dell’offerta di cogliere la sfida all’interno della congiuntura economica complessa nella quale attualmente ci troviamo, caratterizzata, tra le altre cose, dalla ripresa dell’inflazione e la crescita del prezzo delle materie prime.

In Italia, il ricavato delle vendite dei prodotti per l’impiantistica, effettuate direttamente dalle aziende produttrici nazionali nel 2020, si attesta a 31,3 miliardi di euro. Di questi, circa 20 miliardi sono stati destinati all’export e 11,3 miliardi al mercato nazionale, che a sua volta importa un valore di 6,5 miliardi dall’estero, per un totale del mercato d’impiego nel nostro Paese che si aggira intorno ai 17,8 miliardi di euro. Di questi, 14,5 miliardi (erano 15,6 nell’anno precedente) segnano il ricavato della distribuzione specializzata (rivendite) di materiali per impianti, sul territorio nazionale. L’importo totale incassato dagli installatori (termoidraulici, idraulici, eccetera) è pari a 25,9 miliardi (erano 27,6 nel 2019), e il ricavo delle imprese edilizie non specializzate e  la spesa sostenuta per il fai-da-te si attesta a 5,9 miliardi (erano 6,6). Infine, 32,6 miliardi è la spesa sostenuta dall’utente o investitore finale nel 2020, a fronte dei 35,2 miliardi spesi nel 2019.

Una filiera che, sommati tutti i fatturati delle diverse voci, nel 2020 ha raggiunto un valore di 71,7 miliardi di euro. Una nota interessante: le esportazioni italiane calano meno in Europa rispetto al resto del mondo. L’osservatorio Angaisa (l’associazione delle imprese del settore), che monitora l’andamento del mondo della distribuzione Its ha consuntivato una perdita 2020 su 2019 di poco meno del 6%, e confrontando il dato di gennaio/febbraio 2021, +4,7% sullo stesso periodo 2020, rispetto al periodo precedente allo scoppio della pandemia nel nostro Paese.

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