Milano 2030 città verde: gli obiettivi del PGT tra forestazione e navigli

3 minuti di lettura

Nel 2030 il 60% delle persone nel mondo vivrà nelle città. L’habitat più frequentato dall’uomo deve quindi innovarsi in modo da migliorare la qualità di vita e soprattutto diventare ecosostenibile. E con questo fine il verde diventa protagonista anche del Piano di Governo del Territorio per la città di Milano: il sindaco Giuseppe Sala ha dichiarato infatti che i lavori del PGT sono finalizzati a “salvaguardare oltre 3 milioni di metri quadrati per uso agricolo, espandere il Parco Sud Milano per un 1 milione e mezzo di metri quadri, ridurre l’indice di consumo del suolo e avere al punto di arrivo 20 nuovi parchi per un totale di 2 milioni di metri quadrati”.

 

milano verde giuseppe sala
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala

 

Oggi nel mondo c’è una riflessione molto avanzata sulle caratteristiche e l’espansione delle città. Queste ultime coprono solo il 3% della superficie terrestre, ma producono il 75% dell’emissione di CO2 e consumano il 70% dell’energia globale: fenomeni che portano con sé conseguenze per il clima. Ma le città in tutto questo simboleggiano anche la risorsa prima per cercare di invertire in modo radicale gli effetti del cambiamento climatico, attraverso il primario obiettivo della forestazione. E nelle città del mondo si sta discutendo delle diverse tipologie per la forestazione urbana: quella di grandi aree peri-urbane, l’ampliamento delle aree verdi all’interno delle città, della forestazione lineare, fino gli edifici verdi.

 

Una Milano verde e resiliente

Alcune città nel mondo stanno diventando dei modelli all’avanguardia sul tema della forestazione urbana, come Melbourne, Barcellona (corridoi verdi), Londra, Madrid, Oslo, Parigi (tetti verdi), Rotterdam, New York, Philadelphia, Vancouver, San Francisco, Tirana e Pechino. Per la città di Milano è stato l’architetto Stefano Boeri a spiegare le possibili strategie per poter proporre il tema della forestazione. Innanzitutto è necessario ridurre le aree di parcheggio a raso, e incominciare a trasformarle gradualmente in in zone boschive alberate; 11 milioni di tetti piani milanesi potrebbero potenzialmente essere adibiti a verde e aumentare di molto la superficie vegetale urbana; altri temi fondamentali sono la riqualificazione delle aree dismesse come gli scali merci, gli orti urbani, e infine la piantumazione dei cortili condominiali e scolastici. Petra Blaisse, dello studio di progettazione Inside Outside, ha infine presentato uno dei tanti esempi innovativi e sostenibili che Milano sta portando avanti, il grande parco di Porta Nuova La Biblioteca degli Alberi.

 

milano verde stefano boeri
L’architetto Stefano Boeri
milano verde la biblioteca degli alberi
Petra Blaisse descrive il progetto La Biblioteca degli Alberi

 

Acqua, oltre che verde

Un altro tema all’ordine del giorno per Milano è la riapertura del Naviglio, coperto negli anni 20-30 del Novecento con un progetto che non ne eliminò del tutto la presenza ma che lasciò dormiente l’acqua al di sotto della soletta di copertura. E quando questa rischiò di collassare negli anni 60, fu riempito di sabbia e ghiaia proprio per non impedirne la riapertura in futuro. La crisi del sistema provocò un danno per l’equilibrio idraulico del territorio che comunque persiste oggi con ben 300 chilometri di canali a cielo aperto, solo all’interno dei confini comunali-amministrativi di Milano.

“I nuovi Navigli milanesi rappresentano una vera e propria opera strutturale, un progetto di sviluppo sostenibile e non solo un’opera nostalgica e inutile” ha sottolineato il Professore del Politecnico Marco Prusicki. Ora, dopo un secolo dal piano regolatore che ne cancellò le tracce, i Navigli acquistano un ruolo nuovo nella pianificazione della città: è stato infatti sviluppato uno studio di fattibilità tecnico-economica di una prima fase di realizzazione del progetto che ha come obiettivo il recupero e la valorizzazione della risorsa naturale acqua. Questa prima fase prevede l’apertura di cinque tratti progettati da Metropolitana Milanese, che anticipano la riconnessione idraulica dell’intero tracciato: il più lungo è quello di via Melchiorre Gioia, poi ci sono i tratti di via San Marco, via Francesco Sforza, via De Amicis-Vetra e via Conca del Naviglio in corrispondenza con Conca di Viarenna.

 

milano verde naviglio
Fotoinserimento del naviglio in via Sforza

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.