A Berna l’inceneritore è dietro casa: il progetto di riqualificazione urbana di James Melsom

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Il progetto di riqualificazione urbana del landscape architect James Melsom a Berna, la piccola capitale elvetica, ha scelto un’idea in controtendenza. Il sito è l’area dove sorgeva l’inceneritore Kva (Kehrichtverwertungsanlage), spostato e ricostruito con tecnologie all’avanguardia dall’altro lato della ferrovia. Attualmente l’area ospita il cantiere e diversi programmi informali a servizio della città, incluso un piccolo circo ambulante.

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Vista aerea del sito in via di realizzazione. Foto: ©James Melsom Landschaftsarchitekt

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Berna: la riqualificazione urbana di James Melsom Landscape Architect

Concepito in occasione di un concorso nel 2012, il progetto sta lentamente evolvendo per le difficoltà legate all’ampio processo partecipato di cui è parte. Agli aspetti sociali e partecipativi si sommano difficoltà di carattere topografico: il canale Stadtbach, che attraversa tutta Berna, scorre nel mezzo del sito, complicandone l’accessibilità già difficile per un dislivello di circa 10 metri tra il lato Nord-Ovest e Sud-Est del lotto, su Freiburgstrasse.

La normativa richiede di consentire l’ingresso a pedoni e ciclisti senza soluzione di continuità, rendendo preziosa l’analisi e la progettazione di ogni centimetro di quota. Inoltre il canale, tombato o intubato in gran parte della città, dovrà essere rinaturalizzato. Le rive dovranno consentire esondazioni controllate, ma avere un’area di espansione simile a quella che il torrente avrebbe in un contesto non antropizzato. Questa scelta, così attuale e allo stesso tempo così inaudita, in particolare in Italia, rispecchia un trend che in Svizzera risale ai primi anni del 2000, con i progetti che stanno completandosi in questi anni in zone altamente urbanizzate di Ginevra e Losanna.

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Il calcolo parametrico dei volumi in gioco, effettuato tramite rilievo scanner. Foto: ©James Melsom Landschaftsarchitekt

Riqualificazione urbana con droni e scanner laser

Per questa ragione l’approccio «da rilevatore» del paesaggista James Melsom è stato, e sarà, nelle fasi successive, preziosissimo per il team coinvolto nella progettazione urbana e architettonica. Servendosi di un drone e di scanner laser, Melsom ha contribuito a rendere utilizzabili le basi cartografiche, troppo povere di informazioni, calcolando gli spazi per il torrente, i volumi di terreno coinvolti e i metri cubi di macerie generati degli edifici da demolire.

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L’output delle scansioni laser effettuate con droni. Foto: ©James Melsom Landschaftsarchitekt

L’utilizzo di informazioni così precise e parametriche ha reso possibile l’avanzamento di un processo per sua natura complesso e di difficile bilanciamento economico tra le parti in causa. Melsom infatti ha fornito alla società di ingegneria Buchhofer dati numerici precisi, utili a iniziare il progetto esecutivo prima ancora di recintare il cantiere, dando informazioni certe e sicure alla popolazione e agli investitori, e utilizzando per i rilevamenti le lunghe pause tra una fase e quella successiva di un progetto di così ampio respiro.

L’integrazione tra l’inceneritore e la residenza, di ovvio interesse per la prossimità dell’offerta di combustibile e della produzione di energia, rendono il progetto estremamente interessante come caso studio per una riformulazione del dibattito sullo zoning, che ha tradizionalmente puntato sull’allontanare gli impianti dalla città, non considerando i costi e le difficoltà logistiche che questo ha comportato. Grazie a tecnologie migliori, più pulite e meno invasive, sembra ragionevole pensare che avere «un motore» vicino a chi possa usufruirne non sia poi una cattiva idea.

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Una visualizzazione di moderazione “cloud point” del sito di progetto: prodotta tramite una scansione del sito da drone con una risoluzione di 8 milioni di punti, è stata la base perperfezionare i calcoli sulla volumetria del sito, per comprendere il contesto, generare le sezioni, verificarne l’esposizione al sole, e così via. Foto: ©James Melsom Landschaftsarchitekt

Topografia complessa per il quartiere di Hollingen a Berna

Dopo il concorso e l’approvazione federale e cantonale del progetto urbano, la città ha affidato lo sviluppo delle sei torri abitative a delle cooperative edilizie che rappresentano i diversi stakeholders. Il progetto di paesaggio di James Melsom Landscape Architect rappresenta il mezzo per controllare lo sviluppo unitario del lotto e soprattutto garantire che tutte le esigenze di carattere pubblico siano rispettate e pienamente fruibili, in armonia con zone verdi di carattere più privato come orti e spazi commerciali ai piani terra, ad esempio.

Il complesso ospiterà circa 600 persone, con 250 impiegati previsti per l’inceneritore dei rifiuti a Warmbächli e altri che lavoreranno all’ospedale universitario Insel, a circa 2 chilometri. La scala dell’impianto industriale e il quartiere hanno una forte relazione dimensionale, in cui il recupero degli edifici esistenti, la realizzazione di nuovi blocchi e gli spazi aperti seguono una logica di accompagnamento e integrazione di programmi normalmente distinti.

Il progetto urbano funzionerà con una topografia altamente specifica e complessa che permette di collegare il quartiere di Hollingen, i campi sportivi, il quartiere industriale, il campo di atletica ed il canale Stadtbach. Le fondazioni degli edifici esistenti e non riconvertiti saranno lasciate nel terreno, mentre le macerie da demolizione saranno utilizzate per dare forma al progetto di paesaggio e per raccordare le quote altimetriche e il letto del corso d’acqua.

(di Matteo Umberto Poli, Politecnico di Milano)

LA SCHEDA

Cliente: Città di Berna (2012-2017), concorso di idee
Progettisti: Masterplan di concorso: BHSF Architekten with Christian Salewski Architekt
Masterplan definitivo: Bhsf Architekten with Salewski Krebs Architekten
Progetto di paesaggio di concorso: James Melsom Landscape Architect Bsla
Progetto di paesaggio definitivo: Balliana Schubert Landschaftsarchitekten con James Melsom Landschaftsarchitekt, Bsla
Consulenti: Buchhofer AG: analisi del traffico e fattibilità economica
Sostenibilità ambientale: nuak Architects
Project management: Kontuk AG

NUMERI
250 appartamenti, con spazi di lavoro e aree comuni
40.000 mq, min. 80% residenziale
55.000 mq inclusi spazi seminterrati
Costo intervento di paesaggio 3.200.000 CHF

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